I commenti nei prossimi post.Martin Vito ha scritto:PERCHÉ I FONICI NON SANNO PIÙ FARE I FONICI?
La tecnologia non ha ucciso la creatività: ha solo messo a nudo chi non l’aveva.
Siamo nel 2025, e nell’audio live c’è un elefante enorme in mezzo alla sala — ma pochi vogliono guardarlo.
La tecnologia non ha migliorato i fonici.
Li ha “spogliati”.
Ha mostrato chi sa e chi fa finta.
E oggi si vede tutto: chi ascolta davvero, chi copia preset; chi capisce la musica, e chi pensa che il mix lo faccia un plugin.
Preset e plugin: l’eroina del fonico moderno
Ci sono fonici che senza i preset diventano analfabeti sonori.
Se togli loro il plugin magico, il mix collassa.
Molti giovani pensano che “saper mixare” significhi:
• aprire 5 compressori,
• gonfiare un analizzatore,
• copiare catene di altri,
• salvare uno snapshot.
Zero orecchio. Zero scelte. Zero identità.
Tutti guardano lo schermo.
Quasi nessuno ascolta.**
Siamo passati da:
• fonici con le orecchie enormi
a
• fonici con gli occhi incollati a un RTA.
Gente che egualizza guardando la curva, non ascoltando il risultato.
Che mixa guardando i colori dei meter.
Il mix non si fa con gli occhi.
Se usi gli occhi per mixare, stai sbagliando mestiere.
Plugin infiniti, idee zero
Hai 200 compressori e 50 riverberi — eppure il mix è piatto.
Perché?
Perché il problema non è la tecnologia.
Il problema è che molti non hanno mai imparato le basi:
• cosa fa un microfono,
• come si gestisce una fase,
• come si pulisce un palco rumoroso.
La tecnologia non ti rende creativo.
Amplifica solo quello che sei.
Se sei inconsistente, il digitale ti rende solo più inconsistente… ma più veloce.
Oggi ci sono più “operatori digitali” che fonici
La verità è dura, ma reale:
stiamo formando operatori, non sound engineer.
Gente velocissima a:
• patchare Dante,
• navigare layer,
• aprire plugin,
• usare snapshot.
Ma se togli il digitale e gli dai due microfoni, un PA e un mixer analogico…
non sanno più da dove si comincia.
Lo standard della mediocrità è diventato accettabile
Oggi tutto deve essere:
• veloce,
• replicabile,
• uguale ogni sera,
• “sicuro”.
E così la creatività muore soffocata.
Chi propone un’idea sonora personale viene visto come un problema.
La mediocrità è diventata lo standard perché “funziona e non crea casini”.
Il live è diventato uno studio… per chi non sa mixare lo studio
Tracce, click, sequenze, stems, layers.
Finto live ovunque.
Molti fonici oggi non mixano una band.
Mixano un file con la batteria già compressa, il basso già mixato, le tastiere già trattate.
Loro aggiungono solo un po’ di brillantezza e un riverbero.
Non è mixare.
È rifinire.
La musica è sparita dal mestiere
Il lavoro del fonico è un lavoro musicale.
E invece oggi molti tecnici:
• non suonano nulla,
• non ascoltano nulla,
• non studiano nulla,
• non hanno cultura musicale.
Si concentrano sul software, non sul suono.
Sul routing, non sull’arrangiamento.
Sul plugin, non sull’emozione.
Il risultato è ovvio:
mix tecnicamente “corretti”, ma musicalmente morti.
La verità finale?
La tecnologia non ha rubato nulla.
Ha solo tolto le scuse.**
Chi ha competenza, oggi vola.
Chi non ce l’ha, oggi si vede subito.
Chi ha orecchio, oggi domina.
Chi guarda solo lo schermo, oggi si perde.
Chi ha cultura, oggi crea.
Chi copia preset, oggi sopravvive.
La tecnologia non ha impoverito i fonici.
Ha solo separato i fonici veri da quelli finti.
Ribbe Ribbe
Fonici del Terzo Millennio (con post aggiunti)
Moderatore: F.Calabrese
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Fonici del Terzo Millennio (con post aggiunti)
Ho appena letto su Facebook questo testo, che vi giro integralmente...
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Proviamo a porre la questione come una specie di TEST e proponiamo a tutti i fonici e tecnici Audio pro che conosciamo la linea di ragionamento che segue, qui sotto. E vediamo come rispondono, o -per meglio dire- come negli anni passati hanno già palesemente risposto. Poi dedurremo almeno due cose interessanti.
Partiamo con l'enunciazione di un Principio elettroacustico davvero elementare, che tutti i fonici e tecnici Audio dovrebbero ben conoscere.
Si tratta del problema del Comb Filtering e delle sue conseguenze a livello di efficienza e linearità di risposta.
Ebbene, il Principio afferma che -quando ad uno stesso ascoltatore pervengono le emissioni di due diffusori distanti tra loro e che riproducono lo stesso segnale- accade che le due emissioni si sommino linearmente a tutte le frequenze SOLO E SOLTANTO se il percorso in aria tra i due diffusori e l'ascoltatore è lo stesso. Se invece (come accade nella pratica totalità dei casi) il percorso è diverso, allora le due emissioni interagiscono in fase, aumentando la risposta (di 3 dB) alle frequenze alle quali pervengono in fase, oppure cancellandosi ANCHE TOTALMENTE quando le due emissioni arrivano in controfase. La cancellazione prevale, come dimostra uno studio di eccezionale importanza comparso sul Jornal of AES nell'aprile del 1990, a firma di Mark Gander e di John Eargle (all'epoca ai più alti livelli nella JBL). Lo studio consistette nel misurare la risposta di uno, poi due, poi quattro e fino a 18 diffusori del tipo allora più diffuso, denominati "sistemi compatti" (perché nello stesso diffusore erano alloggiati sia i woofer -per la gamma bassa- che i mid e tweeters. Gli impianti di quell'epoca prevedevano dapprima dei "muri" composti da decine di questi diffusori, disposti su vari ripiani ai lati del palco... e poi, negli anni, si passò ai grappoli sospesi, come quello nella foto qui sotto.
Come potete dedurre dalla foto, non può esistere alcuno spettatore al quale tutte le emissioni arrivino da pari distanza, cioé nello stesso tempo e quindi in fase. Le emissioni arriveranno appunto sfalsate tra loro ed anche più o meno fuori asse (il che produce sfasamenti aggiuntivi)
Segue
F.C.
Partiamo con l'enunciazione di un Principio elettroacustico davvero elementare, che tutti i fonici e tecnici Audio dovrebbero ben conoscere.
Si tratta del problema del Comb Filtering e delle sue conseguenze a livello di efficienza e linearità di risposta.
Ebbene, il Principio afferma che -quando ad uno stesso ascoltatore pervengono le emissioni di due diffusori distanti tra loro e che riproducono lo stesso segnale- accade che le due emissioni si sommino linearmente a tutte le frequenze SOLO E SOLTANTO se il percorso in aria tra i due diffusori e l'ascoltatore è lo stesso. Se invece (come accade nella pratica totalità dei casi) il percorso è diverso, allora le due emissioni interagiscono in fase, aumentando la risposta (di 3 dB) alle frequenze alle quali pervengono in fase, oppure cancellandosi ANCHE TOTALMENTE quando le due emissioni arrivano in controfase. La cancellazione prevale, come dimostra uno studio di eccezionale importanza comparso sul Jornal of AES nell'aprile del 1990, a firma di Mark Gander e di John Eargle (all'epoca ai più alti livelli nella JBL). Lo studio consistette nel misurare la risposta di uno, poi due, poi quattro e fino a 18 diffusori del tipo allora più diffuso, denominati "sistemi compatti" (perché nello stesso diffusore erano alloggiati sia i woofer -per la gamma bassa- che i mid e tweeters. Gli impianti di quell'epoca prevedevano dapprima dei "muri" composti da decine di questi diffusori, disposti su vari ripiani ai lati del palco... e poi, negli anni, si passò ai grappoli sospesi, come quello nella foto qui sotto.
Come potete dedurre dalla foto, non può esistere alcuno spettatore al quale tutte le emissioni arrivino da pari distanza, cioé nello stesso tempo e quindi in fase. Le emissioni arriveranno appunto sfalsate tra loro ed anche più o meno fuori asse (il che produce sfasamenti aggiuntivi)
Segue
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Ora ritorniamo allo studio di Gander ed Eargle, della JBL.
Qui sotto osserviamo la risposta in asse e poco fuori asse di una coppia di diffusori compatti della JBL... (misurata appoggiandoli su un piano di cemento, che produce una immagine speculare, raddoppiando il numero apparente di diffusori). Notate che la risposta in asse, misurata alla stessa distanza dai due diffusori, è all'incirca lineare da 200 Hz ad 8 KHz.
Notate anche che basta spostarsi di pochi gradi fuori asse (7,5 e 15 gradi in verticale; 22,5 e 30 gradi in orizzontale), ecco che la risposta diventa accidentata come un profilo alpino e per giunta cala di livello ben più di quanto faccia attendere la copertura delle trombe (90 gradi in orizzontale). Siamo dunque in presenza di effetti di cancellazione, indiscutibili.
L'immagine che segue, qui in basso, dimostra quanto sia enorme questa cancellazione, quando si vanno a misurare grappoli di più diffusori (nove in questo caso, più le loro immagini speculari).
Fateci caso: alle frequenze fino a 200 Hz le emissioni si sommano tutte in fase, mentre salendo di frequenza si perdono prima dieci e poi venti deciBel, indipendentemente dala disposizione dei diffusori, nel grappolo.
Segue
F.C.
Qui sotto osserviamo la risposta in asse e poco fuori asse di una coppia di diffusori compatti della JBL... (misurata appoggiandoli su un piano di cemento, che produce una immagine speculare, raddoppiando il numero apparente di diffusori). Notate che la risposta in asse, misurata alla stessa distanza dai due diffusori, è all'incirca lineare da 200 Hz ad 8 KHz.
Notate anche che basta spostarsi di pochi gradi fuori asse (7,5 e 15 gradi in verticale; 22,5 e 30 gradi in orizzontale), ecco che la risposta diventa accidentata come un profilo alpino e per giunta cala di livello ben più di quanto faccia attendere la copertura delle trombe (90 gradi in orizzontale). Siamo dunque in presenza di effetti di cancellazione, indiscutibili.
L'immagine che segue, qui in basso, dimostra quanto sia enorme questa cancellazione, quando si vanno a misurare grappoli di più diffusori (nove in questo caso, più le loro immagini speculari).
Fateci caso: alle frequenze fino a 200 Hz le emissioni si sommano tutte in fase, mentre salendo di frequenza si perdono prima dieci e poi venti deciBel, indipendentemente dala disposizione dei diffusori, nel grappolo.
Segue
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
La soluzione (commerciale) al problema delle cancellazioni nei sistemi "compatti" venne proposta nel 1992 (AES Convention di Vienna), furbissimamente sottacendo il problema delle distanze minime di ascolto: erano nati i Line Array, prima di allora diffusi nelle chiese come "colonnine".
Ma anche qui le interazioni in controfase e le relative cancellazioni non mancavano assolutamente, specie qualora i sistemi fosseo appesi ad una certa altezza al di sopra del livello delle teste. L'immagine qui sotto ci mostra i percorsi assai differenti tra le emissioni delle singole sezioni di Line Array, rispetto a due spettatori relativamente vicini. Ma anche disponendo i diffusori in fila perfettamente verticale, i soli a godere delle emissioni in fase sarebbero gli uccellini che volano a centinaia di metri di distanza...
A questo punto spero vi domanderete come mai questa configurazione -così inefficace- abbia avuto un tale successo da far scomparire letteralmente qualsiasi alternativa. Beh... i motivi sono almeno due: il primo è che questi sistemi sono tipicamente appesi, per cui necessitano di certificazioni per i carichi sospesi e di intelaiature e sistemi di aggancio conformi a norme assai severe. Questo ne eleva il costo e ne impedisce lo scopiazzamento da parte di autocostruttori o di piccoli produttori. Il secondo motivo -più subdolo- è che i sistemi Line Array tendono a spianare le differenze di competenza tra i vari fonici, in quanto la loro emissione si presta pochissimo a regolazioni ed equalizzazioni (notate che la risposta cambia, nel caso dei due ascoltatori... per cui equalizzano per uno si peggiora l'ascolto dell'altro... e così via). Una motivazione che ha fatto gola ad una moltitudine di fonici impreparati e tuttavia affamati di lavoro.
Segue
F.C.
Ma anche qui le interazioni in controfase e le relative cancellazioni non mancavano assolutamente, specie qualora i sistemi fosseo appesi ad una certa altezza al di sopra del livello delle teste. L'immagine qui sotto ci mostra i percorsi assai differenti tra le emissioni delle singole sezioni di Line Array, rispetto a due spettatori relativamente vicini. Ma anche disponendo i diffusori in fila perfettamente verticale, i soli a godere delle emissioni in fase sarebbero gli uccellini che volano a centinaia di metri di distanza...
A questo punto spero vi domanderete come mai questa configurazione -così inefficace- abbia avuto un tale successo da far scomparire letteralmente qualsiasi alternativa. Beh... i motivi sono almeno due: il primo è che questi sistemi sono tipicamente appesi, per cui necessitano di certificazioni per i carichi sospesi e di intelaiature e sistemi di aggancio conformi a norme assai severe. Questo ne eleva il costo e ne impedisce lo scopiazzamento da parte di autocostruttori o di piccoli produttori. Il secondo motivo -più subdolo- è che i sistemi Line Array tendono a spianare le differenze di competenza tra i vari fonici, in quanto la loro emissione si presta pochissimo a regolazioni ed equalizzazioni (notate che la risposta cambia, nel caso dei due ascoltatori... per cui equalizzano per uno si peggiora l'ascolto dell'altro... e così via). Una motivazione che ha fatto gola ad una moltitudine di fonici impreparati e tuttavia affamati di lavoro.
Segue
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Ma i Line Array hanno un atroce difetto in più, che li rende inadatti sia alle sonorizzazioni dei grandi spazi coperti, sia nei casi in cui intorno al luogo in cui si tengono i concerti si trovino abitazioni potenzialmente disturbate. Stiamo parlando dell'esistenza di due lobi di irradiazione laterali, in gamma medio bassa (cioé dove c'è la maggiore emissione). Mi onoro di essere stato tra i pochissimi a parlarne, anche se Dough Button -della JBL- ammise, nel 2004 a Berlino, che i problema esisteva e che lo avevano scopero DOPO aver venduto centinaia di sistemi.
Ora osservate con attenzione la simulazione dell'emissione a 315 Hz di un Line Array, incurvato a "J" e sospeso a diversi metri di altezza, in un campo di 500 x 500 metri. Noterete che in direzione del pubblico i livelli sono elevati, MA MENO CHE VERSO I DUE LATI...
Ora immaginatevi un impianto del genere impiegato in un palasport. Ne saranno necessarie almeno quattro sezioni, perché la copertura orizzontale raramente supera i 90 gradi. Ma ciascuna delle quattro sezioni invierà DUE lobi di irradiazione spuria verso le pareti del palasport, tipicamente di cemento... con le conseguenti riflessioni e la totale perdita di articolazione, perlomeno in quella gamma di frequenze.
Ma i fonici hanno fatto finta di non accorgersene...
Segue
F.C.
Ora osservate con attenzione la simulazione dell'emissione a 315 Hz di un Line Array, incurvato a "J" e sospeso a diversi metri di altezza, in un campo di 500 x 500 metri. Noterete che in direzione del pubblico i livelli sono elevati, MA MENO CHE VERSO I DUE LATI...
Ora immaginatevi un impianto del genere impiegato in un palasport. Ne saranno necessarie almeno quattro sezioni, perché la copertura orizzontale raramente supera i 90 gradi. Ma ciascuna delle quattro sezioni invierà DUE lobi di irradiazione spuria verso le pareti del palasport, tipicamente di cemento... con le conseguenti riflessioni e la totale perdita di articolazione, perlomeno in quella gamma di frequenze.
Ma i fonici hanno fatto finta di non accorgersene...
Segue
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Prima di fermarmi per lasciarvi il tempo di leggere e di comprendere a fondo, mi permetterò di raccontarvi che LA VERA SOLUZIONE al problema del Comb Filtering E' ESISTITA ED E' STATA APPLICATA in occasione di decine, anzi centinaia di concerti.
Osservate con attenzione l'immagine qui sotto, che è quella del mio secondo impianto P.A. (l'H.Q.), progettato e realizzato nel 1982, quando avevo 25 anni.
Questa è una delle due sezioni, appoggiate su due palchetti laterali (parleremo nei prossimi post del vantaggio che ne consegue), ed è composta di sorgenti quanto più direttive possibile, per ciascuna delle quattro vie, tutte a tromba.
Ora immaginatevi nella posizione degli spettatori in gradinata: a voi arriverà l'emissione di UNA SOLA tromba dei medi, o al massimo quella di due trombe adiacenti la cui area di copertura si sovrappone, ai bordi. Ma in questo secondo caso i percorsi in aria sono pressoché identici.
Questo impianto aveva una caratteristica poi mai più vista: era efficientissimo, sia grazie all'efficienza delle trombe (vicina al 40%) che per la riduzione all'estremo delle cancellazioni per interazione di fase negativa. In più, le trombe direttive non mandavano quasi nulla verso la cupola di cemento del PalaEur, per cui la resa -specie della voce- era nitidissima. Con appena 28 mila Watt raggiungevamo 128 dB alla posizione del mixer (circa 40 m dai diffusori).
All'aperto ricordo di aver misurato (a Tirrenia) ben 115 dB di picco a 230 metri di distanza, senza pubblico. Un dato che concorda perfettamente con quello appena sopra, qui.
Ora mi fermo per qualche post.
Saluti
F.C.
Osservate con attenzione l'immagine qui sotto, che è quella del mio secondo impianto P.A. (l'H.Q.), progettato e realizzato nel 1982, quando avevo 25 anni.
Questa è una delle due sezioni, appoggiate su due palchetti laterali (parleremo nei prossimi post del vantaggio che ne consegue), ed è composta di sorgenti quanto più direttive possibile, per ciascuna delle quattro vie, tutte a tromba.
Ora immaginatevi nella posizione degli spettatori in gradinata: a voi arriverà l'emissione di UNA SOLA tromba dei medi, o al massimo quella di due trombe adiacenti la cui area di copertura si sovrappone, ai bordi. Ma in questo secondo caso i percorsi in aria sono pressoché identici.
Questo impianto aveva una caratteristica poi mai più vista: era efficientissimo, sia grazie all'efficienza delle trombe (vicina al 40%) che per la riduzione all'estremo delle cancellazioni per interazione di fase negativa. In più, le trombe direttive non mandavano quasi nulla verso la cupola di cemento del PalaEur, per cui la resa -specie della voce- era nitidissima. Con appena 28 mila Watt raggiungevamo 128 dB alla posizione del mixer (circa 40 m dai diffusori).
All'aperto ricordo di aver misurato (a Tirrenia) ben 115 dB di picco a 230 metri di distanza, senza pubblico. Un dato che concorda perfettamente con quello appena sopra, qui.
Ora mi fermo per qualche post.
Saluti
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Col capo coperto di cenere per il ritardo... proseguo con il thread.
Scommetto che molti di voi si saranno posti la domanda: "E' mai possibile che fonici ed aziende sbaglino tutti, adottando i Line Array...???"
Se avete letto con attenzione i post che precedono, avrete notato che esiste un buon motivo (di natura commerciale) che ha spinto le società di noleggio ad adottare prima i sistemi compatti (inizialmente montati su palchetti laterali, poi sospesi) e poi i Line Array: in pratica l'obiettivo era quello di evitare la concorrenza con quei tanti scopiazzatori ed improvvisati, che replicavano i vecchi (e nuovi) impianti a tromba e li piazzavano su piccole ali ai lati del palco. Se un impianto va sospeso, allora occorrono certificazioni per i sistemi di aggancio ed anche le opportune predisposizioni nei vari palasport, oppure le impalcature solide e contrappesate che si impiegano all'aperto. E tutto ciò era fuori dalla portata delle piccole società di noleggio, come pure degli stessi artisti. Come potete dedurre... della qualità dell'audio ormai non interessava più nulla ad alcuno (agli artisti per primi...).
Ora immagino che qualcuno avanzerà l'ipotesi che un impianto sospeso possa andar meglio rispetto all'omologo montato sulle tradizionali "alette" del palco... EBBENE... NON E' VERO...!!! Esiste un'evidenza all'ascolto, ma da qualche anno è subentrata la possibilità di simulare situazioni difficilmente realizzabili in condizioni sperimentali, come la risposta a diverse altezze ed in funzione della maggiore o minore presenza di pubblico a terra. Ed i risultati delle simulazioni parlano chiaro: NON ESISTE ALCUN VERO VANTAGGIO nel sospendere un impianto P.A., anche perché l'altezza delle alette ai lati del palco poteva essere tranquillamente pari a 2-3 metri ed oltre, mentre la quota di sospensione raramente eccede gli 8-9 metri per il punto più alto, ma poi è la stessa altezza del cluster di compatti o del Line Array a portare il diffusore più in basso a quote dell'ordine di 3-4 metri. Appunto poco differenti rispetto a prima, soprattutto dal punto di vista acustico.
A questo punto approfitterò di alcuni grafici estrapolati da un interessantissimo articolo comparso sul Journal of AES poco tempo fa, nel quale è mostrata la simulazione di un impianto sospeso. Notate, qui sotto, cosa cambia quando si eleva la quota di sospensione.
Ecco... siamo già ora in grado di arrivare ad una prima deduzione: alzando la quota di sospensione si sposta verso le basse frequenze il buco nella risposta causato dalla riflessione dal pavimento, che arriva in controfase rispetto all'emissione diretta dai diffusori. Qualcuno potrebbe pensare che sia possibile tagliare il sistema in modo di lasciare ai Sub la banda di frequenze interessata dal fenomeno (vedremo più avanti che certe configurazioni di Sub possono risolverlo), ma se date un'occhiata attenta al grafico vedrete che l'impresa è tutt'altro che facile... anche perché qui stiamo vedendo i risultati della simulazione IN ASSENZA DI PUBBLICO, che a noi francamente interessa poco (e solo per avere un'idea della tendenza generale).
Nel prossimo post esamineremo cosa accade quando arriva il pubblico.
Segue
F.C.
Scommetto che molti di voi si saranno posti la domanda: "E' mai possibile che fonici ed aziende sbaglino tutti, adottando i Line Array...???"
Se avete letto con attenzione i post che precedono, avrete notato che esiste un buon motivo (di natura commerciale) che ha spinto le società di noleggio ad adottare prima i sistemi compatti (inizialmente montati su palchetti laterali, poi sospesi) e poi i Line Array: in pratica l'obiettivo era quello di evitare la concorrenza con quei tanti scopiazzatori ed improvvisati, che replicavano i vecchi (e nuovi) impianti a tromba e li piazzavano su piccole ali ai lati del palco. Se un impianto va sospeso, allora occorrono certificazioni per i sistemi di aggancio ed anche le opportune predisposizioni nei vari palasport, oppure le impalcature solide e contrappesate che si impiegano all'aperto. E tutto ciò era fuori dalla portata delle piccole società di noleggio, come pure degli stessi artisti. Come potete dedurre... della qualità dell'audio ormai non interessava più nulla ad alcuno (agli artisti per primi...).
Ora immagino che qualcuno avanzerà l'ipotesi che un impianto sospeso possa andar meglio rispetto all'omologo montato sulle tradizionali "alette" del palco... EBBENE... NON E' VERO...!!! Esiste un'evidenza all'ascolto, ma da qualche anno è subentrata la possibilità di simulare situazioni difficilmente realizzabili in condizioni sperimentali, come la risposta a diverse altezze ed in funzione della maggiore o minore presenza di pubblico a terra. Ed i risultati delle simulazioni parlano chiaro: NON ESISTE ALCUN VERO VANTAGGIO nel sospendere un impianto P.A., anche perché l'altezza delle alette ai lati del palco poteva essere tranquillamente pari a 2-3 metri ed oltre, mentre la quota di sospensione raramente eccede gli 8-9 metri per il punto più alto, ma poi è la stessa altezza del cluster di compatti o del Line Array a portare il diffusore più in basso a quote dell'ordine di 3-4 metri. Appunto poco differenti rispetto a prima, soprattutto dal punto di vista acustico.
A questo punto approfitterò di alcuni grafici estrapolati da un interessantissimo articolo comparso sul Journal of AES poco tempo fa, nel quale è mostrata la simulazione di un impianto sospeso. Notate, qui sotto, cosa cambia quando si eleva la quota di sospensione.
Ecco... siamo già ora in grado di arrivare ad una prima deduzione: alzando la quota di sospensione si sposta verso le basse frequenze il buco nella risposta causato dalla riflessione dal pavimento, che arriva in controfase rispetto all'emissione diretta dai diffusori. Qualcuno potrebbe pensare che sia possibile tagliare il sistema in modo di lasciare ai Sub la banda di frequenze interessata dal fenomeno (vedremo più avanti che certe configurazioni di Sub possono risolverlo), ma se date un'occhiata attenta al grafico vedrete che l'impresa è tutt'altro che facile... anche perché qui stiamo vedendo i risultati della simulazione IN ASSENZA DI PUBBLICO, che a noi francamente interessa poco (e solo per avere un'idea della tendenza generale).
Nel prossimo post esamineremo cosa accade quando arriva il pubblico.
Segue
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Ora guardate con molta attenzione l'immagine qui appena sotto, che mostra il risultato della simulazione della risposta di un impianto P.A. sospeso a 4,6 metri, in funzione della presenza e della densità del pubblico a terra. Notate come la densità del pubblico sposti verso il basso il gran buco nella risposta in gamma bassa, rendendo in pratica impossibile equalizzare prima dell'inizio dello spettacolo.
Ora immaginate che il fonico equalizzi (e faccia il sound check) in assenza di pubblico...
Accadrà che là dove senza pubblico c'era un buco nella risposta, poi comparirà un'enfasi, mentre il buco si sposterà più in basso, dove NON è corretto dall'equalizzazione. Insomma: un disastro, che spiega come mai i sistemi sospesi suonino così diversamente, con e senza pubblico.
Ora provate a mettervi nei panni di un fonico veramente esperto e che voglia tentare di risolvere il problema... e vedrete che si tratta di una impresa quasi impossibile, appunto perché la frequenza alla quale si verifica la cancellazione in gamma bassa si sposta, all'arrivo degli spettatori.
Non solo... ma avete idea di quanta potenza in più occorra per "riempire" con l'equalizzazione un buco di una quindicina di deciBel situato proprio nella gamma di frequenze alla quale è emessa la massima energia...??? Un incubo... per cui il fonico si troverebbe a scegliere tra una risposta (ed una timbrica) corrette, ma al prezzo di aumentare di molto la distorsione e perdere di dinamica...
Segue.
F.C.
Ora immaginate che il fonico equalizzi (e faccia il sound check) in assenza di pubblico...
Accadrà che là dove senza pubblico c'era un buco nella risposta, poi comparirà un'enfasi, mentre il buco si sposterà più in basso, dove NON è corretto dall'equalizzazione. Insomma: un disastro, che spiega come mai i sistemi sospesi suonino così diversamente, con e senza pubblico.
Ora provate a mettervi nei panni di un fonico veramente esperto e che voglia tentare di risolvere il problema... e vedrete che si tratta di una impresa quasi impossibile, appunto perché la frequenza alla quale si verifica la cancellazione in gamma bassa si sposta, all'arrivo degli spettatori.
Non solo... ma avete idea di quanta potenza in più occorra per "riempire" con l'equalizzazione un buco di una quindicina di deciBel situato proprio nella gamma di frequenze alla quale è emessa la massima energia...??? Un incubo... per cui il fonico si troverebbe a scegliere tra una risposta (ed una timbrica) corrette, ma al prezzo di aumentare di molto la distorsione e perdere di dinamica...
Segue.
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Ora invece esaminiamo i risultati di una simulazione che prevede l'impiego di un vero Line Array...
Come potete ben vedere, l'adozione di un sistema Line Array NON RISOLVE AFFATTO IL PROBLEMA...
Segue
F.C.
Come potete ben vedere, l'adozione di un sistema Line Array NON RISOLVE AFFATTO IL PROBLEMA...
Segue
F.C.
-
F.Calabrese
- Messaggi: 42835
- Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
- Località: Roma
- Contatta:
Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
Ora proviamo tutti insieme a riconsiderare l'impiego dei buoni vecchi sistemi a tromba (o reflex con trasduttori ben affiancati), collocati a terra.
Ecco qui sotto gli interessantissimi risultati dello stesso tipo di simulazioni, con varie densità di pubblico...
INTERESSANTE... VERO...???
Abbassando la quota (vale per l'impianto o per i soli Sub, egualmente) si sposta in alto la frequenza alla quale la riflessione dal pavimento crea un gran buco nella risposta in gamma bassa. Si sposta talmente in alto che diventa possibile tagliare relativamente alti i Sub (120-160 Hz), consentendo di impiegare dei medio-bassi compatti ed efficientissimi, volendo.
NON SOLO, MA AVETE VISTO BENE...? Già... proprio così... all'aumentare della densità del pubblico, L'EFFICIENZA AUMENTA, nel senso che il livello A VENTI METRI dai diffusori è addirittura più alto in presenza del pubblico, e tanto più alto quanto più il pubblico è denso.
Avete idea di quanto questo possa significare in termini energetici, per un impianto da decine di migliaia di Watt...???
Scommetto che state incominciando a comprendere il perché con gli impianti sospesi (anche Line Array) siano diventate necessarie potenze dell'ordine del milione di Watt per sonorizzare eventi che in precedenza richiedevano 30-60 mila Watt o poco più...
---
---
---
---
Segue
F.C.
Ecco qui sotto gli interessantissimi risultati dello stesso tipo di simulazioni, con varie densità di pubblico...
INTERESSANTE... VERO...???
Abbassando la quota (vale per l'impianto o per i soli Sub, egualmente) si sposta in alto la frequenza alla quale la riflessione dal pavimento crea un gran buco nella risposta in gamma bassa. Si sposta talmente in alto che diventa possibile tagliare relativamente alti i Sub (120-160 Hz), consentendo di impiegare dei medio-bassi compatti ed efficientissimi, volendo.
NON SOLO, MA AVETE VISTO BENE...? Già... proprio così... all'aumentare della densità del pubblico, L'EFFICIENZA AUMENTA, nel senso che il livello A VENTI METRI dai diffusori è addirittura più alto in presenza del pubblico, e tanto più alto quanto più il pubblico è denso.
Avete idea di quanto questo possa significare in termini energetici, per un impianto da decine di migliaia di Watt...???
Scommetto che state incominciando a comprendere il perché con gli impianti sospesi (anche Line Array) siano diventate necessarie potenze dell'ordine del milione di Watt per sonorizzare eventi che in precedenza richiedevano 30-60 mila Watt o poco più...
Segue
F.C.