L'importanza delle prove d'ascolto

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Moderatore: F.Calabrese

geeksAgainstLoudness
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da geeksAgainstLoudness » domenica 13 agosto 2017, 1:17

Bah, questa diatriba misuroni-ascoltoni e' vecchia come il mondo...

E' risaputo che i sensi umani (vista, udito...) siano strumenti di misura raffinatissimi, e quando uniti al cervello, possano intuire sottili differenze che un normale strumento di misura non e' in grado di risolvere, da solo.

La tecnologia, negli anni, e' riuscita ad avvicinarsi, eguagliare e superare i sensi umani. Ma c'e' una fondamentale differenza. Che il sensore tecnologico, in se, sia superiore al sensore umano, questo e' indubbio. Per dire, gli ultimi sensori ottici di un qualunque telefonino hanno talmente tanti megapixel da permettere, una volta effettuata la foto e zoomato, di vedere dettagli non distinguibili all'occhio umano.

Ma e' nell'interpretazione di quanto registrato dal sensore che ancora siamo indietro. Prendiamo l'esempio dell'autopilota della Tesla che si e' piantato in un camion, semplicemente perche' era un camion bianco in controluce. Perche' e' successo? Il camion in controluce era probabilmente visibile nel video ripreso dalla telecamera dell'autopilota, ma l'algoritmo di interpretazione dell'immagine ha fallito nel distinguerlo come camion. Li il cervello umano non avrebbe fallito. Almeno io ho letto che e' andata piu' o meno cosi'.

Ed allora, nell'audio, perche' le misure non dicono ancora tutto? Perche' ci mancano i sistemi di processamento delle misure corretti. Ognuno ha il suo metodo (piu' o meno incompleto), per dire quando ti parlano di ampli lineare in un range di frequenze, parlano di ampiezza ma non di fase.

Per assurdo, la misura unica e veramente corretta sarebbe il playback di una traccia, e la sua corrispondenza al segnale originale. Ma come dice Fabrizio, piccoli errori di fase darebbero enormi errori su questo indice, pur non essendo cosi' spiacevoli all'ascolto.

Pertanto, le misure saranno sufficienti solo quando verra' sviluppato un processamento/algoritmo/indice sufficientemente sofisticato da rappresentare correttamente un indice di "fedelta' di riproduzione". Per il momento, dove si fermano le misure, ci vuole l'ascolto...

Citazione di un antico filosofo: il microfono misura bene, e' l'interpretazione della traccia che ancora e' deficiente.

leonida
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da leonida » domenica 13 agosto 2017, 10:16

F.Calabrese ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 1:07
elettro ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 0:12
...
Oppure, Fabrizio dovrebbe trovare un riferimento come un finale a valvole potente solo per dare soluzione alla richiesta di potenza del suo set a 4 vie, indicativamente almeno un 80W per due canali. Trovare un equilibrio nell' impedenzza nominale solo col cross-over ai trasduttori, e colmare il gap di potenza delle valvole con la massima efficienza dei suoi sistemi. Poi, chi può permettersi un Krell,McTocsh od altri, meglio per lui.


Personalmente preferisco la versione attiva, anche se devo riconoscere che -con un ampli come il GM-400 di serie- è la versione con il filtro passivo a suonare meglio...

Solo per ora, però...

Saluti
F.C.
Permettimi una considerazione.
Tu hai sempre affermato che le mie pratiche funzionano solo se io sono presente.
Nel tuo caso, le tue appare che non funzionino, e questo nonostante la tua presenza, e questo, lasciamelo dire, è, per un professionista, di una gravità assoluta.
È la seconda volte che ti succede in pochi mesi, sembra evidente le tue cose cessino di funzionare dal come le descrivi, esattamente non appena devi dimostrarle ad estranei, e questo nonostante la tua presenza che dovrebbe permetterti come hai sempre affermato baldanzosamente, di avere sempre e comunque il pieno controllo di ogni situazione acustica.
Personalmente mi getterebbe nello sconforto la sola idea che qualcuno giudicasse negativamente i miei risultati, specie se li avessi magnificati e strombazzati con ossessiva insistenza e per un così ampio lasso di tempo.
Io, fossi al tuo posto, cercherei di indagare su aspetti apparenteme di piccola entità che evidentemente ti sfuggono, specie in considerazione dell'ormai universale conoscenza della quale disponi, a tuo dire, riguardo i fenomeni macroscopici.
Potrebbe anche succedere, nonostante le tue convinzioni che a mio parere ti sarebbe d'utilità che vacillassero un minimo, che in acustica, per qualche strana ragione, la classica massima latina vada capovolta, cioè che ubi minor est maior cessat, ed a ben considerare le probabilità sembrerebbero estremamente elevate viste le due volte consecutive in cui l'inverso di quanto ci si potesse aspettare, ha invece funzionato in negativo.
E poi, un'ultima considerazione ed un consiglio: evita di raccontare, fosse anche vero, che non appena i buoi sono scappati,in questo caso per seconda volta, tu hai capito perfettamente qual'era la falla nella stalla che tu stesso hai progettato.
Potrebbe esserci una terza, una quarta volta, le probabilità non sembrano tanto piccole, ed il compito di metterci una pezza diventerebbe molto più difficile.

Potrai considerare questo post, a tua scelta, denigratorio, oppure un invito ad una maggior modestia ed ad una maggior considerazione verso alcuni aspetti dell'acustica che certamente ti sfuggono, della cui conoscenza potresti trarre solo ed esclusivamente benefici.
Come avrai sicuramente dedotto, una cosa è scrivere, una cosa è dimostrare e lasciare che sia il risultato a convincere qualsiasi ascoltatore, qualunque siano le sue priorità, concetto fondamentale affinché possa essere rispettata l'universalità della bellezza, nel caso specifico, della bellezza della riproduzione musicale.

F.Calabrese
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da F.Calabrese » domenica 13 agosto 2017, 11:13

leonida ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 10:16
...
Potrai considerare questo post, a tua scelta, denigratorio, oppure un invito ad una maggior modestia ed ad una maggior considerazione verso alcuni aspetti dell'acustica che certamente ti sfuggono, della cui conoscenza potresti trarre solo ed esclusivamente benefici.
Come avrai sicuramente dedotto, una cosa è scrivere, una cosa è dimostrare e lasciare che sia il risultato a convincere qualsiasi ascoltatore, qualunque siano le sue priorità, concetto fondamentale affinché possa essere rispettata l'universalità della bellezza, nel caso specifico, della bellezza della riproduzione musicale.
Innanzitutto grazie per tuo post, che è lucidissimo come pochi che io abbia letto sinora. Sto meditando di farne un thread a parte, ma ti anticipo parte della risposta.

Partiamo da una prima osservazione: io non sapevo -preventivamente- che i due appassionati che ho accolto fossero due grundighisti. Se lo avessi saputo avrei fatto bene a meno di riceverli senza essere andato preventivamente ad ascoltare il sistema di almeno uno di loro (quello che risiede qui vicino Roma). A casa loro avrei ascoltato brani impegnativi per risoluzione e per assenza di distorsione, ed il loro sistema ne sarebbe uscito polverizzato. DOPO, il confronto sarebbe stato comunque a mio favore, anche con il DCX che starnazzava... ;)

A questo punto ragioniamo insieme: tu -Leonida- sei tra i più esperti e seri sostenitori addirittura della prevalenza della componente suggestiva (lo so che non puoi chiamarla così senza "rompere il giocattolo"...). Quindi puoi immaginare benissimo il contesto psicologico in cui si è svolto quell'ascolto. :?

Mettiti nei panni di un appassionato che ha adottato le tesi di Ambrosini sul CCI, al punto di acquistare un impianto Vintage (Grundig) per ascoltarvi, unendo l'abitudine d'ascolto alla predisposizione culturale e psicologica... CHE VUOI CHE DICA DI QUALSIASI ALTRO IMPIANTO...??? 8-)

E' chiaro e banale che, se anche nel mio salone si fossero materializzati dei veri musicisti... il commento sarebbe stato comunque che "MANCAVA IL CCI"...!!! :mrgreen:

Da parte mia c'era poco da fare se non far notare ai due appassionati che i brani di prova con cui loro volevano provare il mio impianto erano tutti caratterizzati da una notevole confusione e mancanza di dettaglio: una chiara conferma del fatto che quei brani sono stati selezionati su un tipo di impianti che non hanno un'elevata risoluzione. A questa mancanza di risoluzione si faceva fronte (decenni fa) aumentando il livello della via più alta, ed anche questo mi è stato confermato dal fatto che ad entrambi è piaciuta di più l'equalizzazione "tirata" sulle alte, invece di quella linearmente decrescente, che è in realtà la più lineare in un grande ambiente d'ascolto come il mio salone. ;)

Quindi -caro Leonida- sono proprio le tue conoscenze in materia di psicologia dell'ascolto ad averti dovuto mettere sull'avviso che le prove d'ascolto condotte con ascoltatori fortemente prevenuti NON POSSONO essere realmente descrittive ed imparziali. In questo senso io ho trovato estremamente positivi (quanto inattesi) i commenti sull'estensione in basso della risposta e sulla bassa distorsione del sistema. :D

Quando poi leggo: "In definitiva il miglior impianto a trombe ascoltato" mi accontento.

E' il massimo che potevano riconoscermi...!

Saluti
F.C.

Nicky
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da Nicky » domenica 13 agosto 2017, 12:11

Mah....la replica di FC (per il quale io, beninteso, faccio il tifo) mi sembra unsa sorta di demonstratio ad absurdum.... Il thread esordisce con due post nei quali si evidenzia senza giri di parole che il sistema ascoltato dai due appassionati "grundighisti" aveva qualche problema e termina con la conclusione che, essendo i due detti appassionati asseritamente assuefatti ad ascolti a bassa risoluzione, non potevano che rimanere delusi... qualcosa non torna, a leggere attentamente.
Acrobazie interpretative ed argomentative a parte, io ritengo che - atteso il livello di aspettative che gli impianti di Fabrizio generano anche a causa delle notevoli diatribe da lui stesso alimentate sui forum - egli non possa permettersi di consentire ascolti ad appassionati non amici senza che l'impianto di turno sia settato al massimo delle sue possibilitá. Così fa solo il gioco dei suoi detrattori, specie se prevenuti (come credo sia la gran parte di loro). E la lettura delle argomentazioni da lui addotte per spiegare/giustificare l'impasse (é lui stesso ad ammettere che ci fossero problemi in gamma alta, ad es.) ingenera anche in chi (come me) guarda ai suoi lavori con curiositá/interesse/simpatia una qualche perplessitá......
Saluti.

leonida
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da leonida » domenica 13 agosto 2017, 12:28

F.Calabrese ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 11:13
leonida ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 10:16
...
Potrai considerare questo post, a tua scelta, denigratorio, oppure un invito ad una maggior modestia ed ad una maggior considerazione verso alcuni aspetti dell'acustica che certamente ti sfuggono, della cui conoscenza potresti trarre solo ed esclusivamente benefici.
Come avrai sicuramente dedotto, una cosa è scrivere, una cosa è dimostrare e lasciare che sia il risultato a convincere qualsiasi ascoltatore, qualunque siano le sue priorità, concetto fondamentale affinché possa essere rispettata l'universalità della bellezza, nel caso specifico, della bellezza della riproduzione musicale.
Innanzitutto grazie per tuo post, che è lucidissimo come pochi che io abbia letto sinora. Sto meditando di farne un thread a parte, ma ti anticipo parte della risposta.

Partiamo da una prima osservazione: io non sapevo -preventivamente- che i due appassionati che ho accolto fossero due grundighisti. Se lo avessi saputo avrei fatto bene a meno di riceverli senza essere andato preventivamente ad ascoltare il sistema di almeno uno di loro (quello che risiede qui vicino Roma). A casa loro avrei ascoltato brani impegnativi per risoluzione e per assenza di distorsione, ed il loro sistema ne sarebbe uscito polverizzato. DOPO, il confronto sarebbe stato comunque a mio favore, anche con il DCX che starnazzava... ;)

A questo punto ragioniamo insieme: tu -Leonida- sei tra i più esperti e seri sostenitori addirittura della prevalenza della componente suggestiva (lo so che non puoi chiamarla così senza "rompere il giocattolo"...). Quindi puoi immaginare benissimo il contesto psicologico in cui si è svolto quell'ascolto. :?

Mettiti nei panni di un appassionato che ha adottato le tesi di Ambrosini sul CCI, al punto di acquistare un impianto Vintage (Grundig) per ascoltarvi, unendo l'abitudine d'ascolto alla predisposizione culturale e psicologica... CHE VUOI CHE DICA DI QUALSIASI ALTRO IMPIANTO...??? 8-)

E' chiaro e banale che, se anche nel mio salone si fossero materializzati dei veri musicisti... il commento sarebbe stato comunque che "MANCAVA IL CCI"...!!! :mrgreen:

Da parte mia c'era poco da fare se non far notare ai due appassionati che i brani di prova con cui loro volevano provare il mio impianto erano tutti caratterizzati da una notevole confusione e mancanza di dettaglio: una chiara conferma del fatto che quei brani sono stati selezionati su un tipo di impianti che non hanno un'elevata risoluzione. A questa mancanza di risoluzione si faceva fronte (decenni fa) aumentando il livello della via più alta, ed anche questo mi è stato confermato dal fatto che ad entrambi è piaciuta di più l'equalizzazione "tirata" sulle alte, invece di quella linearmente decrescente, che è in realtà la più lineare in un grande ambiente d'ascolto come il mio salone. ;)

Quindi -caro Leonida- sono proprio le tue conoscenze in materia di psicologia dell'ascolto ad averti dovuto mettere sull'avviso che le prove d'ascolto condotte con ascoltatori fortemente prevenuti NON POSSONO essere realmente descrittive ed imparziali. In questo senso io ho trovato estremamente positivi (quanto inattesi) i commenti sull'estensione in basso della risposta e sulla bassa distorsione del sistema. :D

Quando poi leggo: "In definitiva il miglior impianto a trombe ascoltato" mi accontento.

E' il massimo che potevano riconoscermi...!

Saluti
F.C.
Con quella che tu chiami tecnica suggestiva io avrei ottenuto risultati cento volte, ( si proprio 100, o anche di più o anche di meno se li volessi contare),. di quelli che tu e chiunque altro avrebbe potuto ottenere. I grundighisti, o chiunque altro, se ne sarebbero andati con ben altre convinzioni sul tuo sistema e tu non avresti rimediato un:ulteriore flop che stanne certo, si ripeterà ancora.
Rimani nella tua convinzione ed a risentirci al prossimo fiasco, al quale porrai rimedio e giustificazione con l'ennesima scoperta a posteriori.

Michele
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da Michele » domenica 13 agosto 2017, 13:42

leonida ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 10:16
F.Calabrese ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 1:07
elettro ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 0:12
...
Oppure, Fabrizio dovrebbe trovare un riferimento come un finale a valvole potente solo per dare soluzione alla richiesta di potenza del suo set a 4 vie, indicativamente almeno un 80W per due canali. Trovare un equilibrio nell' impedenzza nominale solo col cross-over ai trasduttori, e colmare il gap di potenza delle valvole con la massima efficienza dei suoi sistemi. Poi, chi può permettersi un Krell,McTocsh od altri, meglio per lui.


Personalmente preferisco la versione attiva, anche se devo riconoscere che -con un ampli come il GM-400 di serie- è la versione con il filtro passivo a suonare meglio...

Solo per ora, però...

Saluti
F.C.
Permettimi una considerazione.
Tu hai sempre affermato che le mie pratiche funzionano solo se io sono presente.
Nel tuo caso, le tue appare che non funzionino, e questo nonostante la tua presenza, e questo, lasciamelo dire, è, per un professionista, di una gravità assoluta.
È la seconda volte che ti succede in pochi mesi, sembra evidente le tue cose cessino di funzionare dal come le descrivi, esattamente non appena devi dimostrarle ad estranei, e questo nonostante la tua presenza che dovrebbe permetterti come hai sempre affermato baldanzosamente, di avere sempre e comunque il pieno controllo di ogni situazione acustica.
Personalmente mi getterebbe nello sconforto la sola idea che qualcuno giudicasse negativamente i miei risultati, specie se li avessi magnificati e strombazzati con ossessiva insistenza e per un così ampio lasso di tempo.
Io, fossi al tuo posto, cercherei di indagare su aspetti apparenteme di piccola entità che evidentemente ti sfuggono, specie in considerazione dell'ormai universale conoscenza della quale disponi, a tuo dire, riguardo i fenomeni macroscopici.
Potrebbe anche succedere, nonostante le tue convinzioni che a mio parere ti sarebbe d'utilità che vacillassero un minimo, che in acustica, per qualche strana ragione, la classica massima latina vada capovolta, cioè che ubi minor est maior cessat, ed a ben considerare le probabilità sembrerebbero estremamente elevate viste le due volte consecutive in cui l'inverso di quanto ci si potesse aspettare, ha invece funzionato in negativo.
E poi, un'ultima considerazione ed un consiglio: evita di raccontare, fosse anche vero, che non appena i buoi sono scappati,in questo caso per seconda volta, tu hai capito perfettamente qual'era la falla nella stalla che tu stesso hai progettato.
Potrebbe esserci una terza, una quarta volta, le probabilità non sembrano tanto piccole, ed il compito di metterci una pezza diventerebbe molto più difficile.

Potrai considerare questo post, a tua scelta, denigratorio, oppure un invito ad una maggior modestia ed ad una maggior considerazione verso alcuni aspetti dell'acustica che certamente ti sfuggono, della cui conoscenza potresti trarre solo ed esclusivamente benefici.
Come avrai sicuramente dedotto, una cosa è scrivere, una cosa è dimostrare e lasciare che sia il risultato a convincere qualsiasi ascoltatore, qualunque siano le sue priorità, concetto fondamentale affinché possa essere rispettata l'universalità della bellezza, nel caso specifico, della bellezza della riproduzione musicale.
Permetti a me Leonida?
Perchè gravità assoluta? Che centra il fatto raccontato con la tua presenza e gli effetti ottenuti?
Cioè stiamo parlando di quello che succede in un luogo di sperimentazione, ora io non so se hai mai fatto ricerca o hai visto fare ricerca, il campo è ininfluente.

Si parte da un'ipotesi, si simula, si progetta, si prototipizza, si inizia a provare per verificare se il prototipo risponde alla ipotesi, o capitolati fai tu.
Alle prove di quello che si è costruito possono accadere come minimo due cose, 1 funziona, 2 non funziona!
Che si fa? Si butta tutto? Semplicemente si verifica e si correggono gli eventuali problemi fino al raggiungimento dei risultati di progetto, qualche volta ci si riesce altre no, in altre ottieni pure prestazioni superiori.

Cosa è successo l'altro giorno? Si era arrivati al passaggio della POTOTIPIZZAZIONE! Quindi da quel momento doveva semplicemente iniziare un'altra fase di lavoro, invece l'impianto è stato acceso, si per la PRIMA VOLTA, e fatto ascoltare, cioè quello che è successo è una cosa semplicemente possibile.

Aggiungo che se racconti l'accaduto a chiunque si occupi di ricerca/realizzazione prodotti, questi rimarrebbero stupiti che alla SECONDA accensione il problema sia stato individuato e risolto.

Quanto successo col paragon era capitato poco tempo prima con la cassa di prova dove addirittura gli ultimi pezzi del crossover erano stati montati davanti a me.
All'accensione i bassi non andavano, piccola modifica e tutto, magicamente??? Ha iniziato a funzionare benissimo.

Vogliamo parlare del kit Tairana? Progettato tutto sulla carta, mai prototipizzato, mai provato ma che sembra funzionanre.....

Poi parliamo delle capacità di Marketting di Fabrizio, ma per cortesia non facciamo mischioni e non diamo significati altri a quelle che sono fatti fisiologici di un percorso di progettazione e costruzione di manufatti, anzi dimmi dove trovi simili e interessanti descrizioni.

Saluti
Michele

F.Calabrese
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da F.Calabrese » domenica 13 agosto 2017, 14:50

leonida ha scritto:
domenica 13 agosto 2017, 12:28
Con quella che tu chiami tecnica suggestiva io avrei ottenuto risultati cento volte, ( si proprio 100, o anche di più o anche di meno se li volessi contare),. di quelli che tu e chiunque altro avrebbe potuto ottenere. I grundighisti, o chiunque altro, se ne sarebbero andati con ben altre convinzioni sul tuo sistema e tu non avresti rimediato un:ulteriore flop che stanne certo, si ripeterà ancora.
Rimani nella tua convinzione ed a risentirci al prossimo fiasco, al quale porrai rimedio e giustificazione con l'ennesima scoperta a posteriori.
Vero... verissimo... ma a quale prezzo...?

Quello di essere considerato un ciarlatano di grande bravura: una cosa cui io non aspiro minimamente.

Ora invece vediamo come sono andate REALMENTE le cose.

Partiamo dal fatto che -quando i due grundighisti accenderanno i loro impianti- verrà loro da piangere per la pochezza di quel che ascoltano. Ovviamente non verranno a scriverlo qui e nemmeno altrove (specie se incominciano a pensare di dar via i loro impianti...).

Leggendo qui avranno apprezzato l'onestà intellettuale di ammettere che non tutto era perfetto (ma un DCX al limite delle sue possibilità suona ancora talmente bene che nessuno si è accorto del fatto che la stessa cosa accadde in occasione della "Gita a Bracciano", quando il processore lavorava al 97-98%...)!

D'altra parte il preavviso minimo era a loro conoscenza, come il fatto che l'impianto io lo avevo cablato nei due giorni precedenti.

Infine ragioniamoci, pacatamente e per punti:

1)- L'impianto che hanno ascoltato aveva in funzione (correttamente) la cancellazione delle risonanze basse dell'ambiente... UNA COSA CHE NON HA ALCUN IMPIANTO SUL MERCATO, AD OGGI...

2)- L'impianto che hanno ascoltato ha un medio-basso (il Paragon) capace di 140 e passa deciBel indistorti... e loro lo hanno ascoltato a meno di un centesimo di queste possibilità... Ma davvero credete che siano così fessacchiotti da credere che due coni da 10" di 40 anni fa possano suonare meglio...??? Il livello relativo dei Paragon era regolato un pelino basso, ma nell'ordine del deciBel o due... Piccola cosa dunque.

3)- I medi a tromba sono rivoluzionari per dispersione e mancanza di distorsione, per cui hanno TUTTI i pregi dei sistemi "piccoli" e ad ampia dispersione, con IN PIU' il pregio di poter svettare a qualsiasi possibile livello d'ascolto con livelli di distorsione NON raggiungibili da qualsiasi altro diffusore esistente sul mercato, ad oggi.

4)- Medio-alti e tweeter godevano anche loro di livelli di distorsione bassissimi e di una risposta linearissima, oltre ad una dispersione omogenea anche in presenza di un filtro (progettato appositamente per evitare qualsiasi lobo di irradiazione fuori asse).

Il confronto con un sistema Grundig di 40 anni fa è semplicemente improponibile, su questi quattro punti, vale a dire sul piano tecnico. E' però ovvio che per motivi psicologici ed "affettivi" lo abbiano voluto paragonare, nel ricordo... Ma una volta tornati a casa... anche loro ascolteranno quel che realmente hanno dinanzi.

In sintesi: secondo me le pratiche suggestive possono essere producenti solo alla condizione di non aver mai più a che fare con gli appassionati coinvolti: ed io questo non lo vorrei mai. Preferisco delle critiche che un giorno saranno oggetto di sorriso da parte degli stessi che le formularono... piuttosto che il parere di persone frastornate da rituali e quant'altro e che poi diverranno giustamente diffidenti, quando si "sveglieranno" dall'incantesimo.

Penso di potermelo permettere, dopo tanti anni.

Saluti
F.C.

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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da F.Calabrese » domenica 13 agosto 2017, 14:57

Segue la mia risposta a Nicky, ma più tardi.

Saluti
F.C.

Michele
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da Michele » domenica 13 agosto 2017, 18:20

In questo Thread Geek descrive in modo chiarissimo quello ho ho provato a spiegare su viewtopic.php?f=5&t=7103&start=280
Quello che pero' e', secondo me, veramente notevole, e' come Fabrizio abbia creato un kit solamente dai dati forniti dal produttore, senza misurare o vedere i componenti, raggiungendo un risultato di livello ottimo. Da rifinire, ma gia' cosi' com'e' e' un vero "giant killer", come si dice.

Per capirci: nella fase progettuale di qualunque prodotto di livello, si fa una prima fase di definizione, calcoli di massima e simulazione al computer, si realizza il primo prototipo, si verifica la rispondenza dei calcoli al prototipo, si ripensa/affina/ridefinisce, si fa un secondo prototipo, e normalmente in un paio di iterazioni si arriva al risultato finale.

Fabrizio ha, alla prima iterazione, gia' raggiunto un risultato notevolissimo. E ha progettato il xover basandosi solo sui dati di targa e le sue simulazioni, mentre di solito il xover necessita, per una buona progettazione, anche la misura della risposta e dell'impedenza dei componenti montati nel loro volume di carico (correggetemi se sbaglio).

In sostanza, Fabrizio ci ha dato un esempio di Virtual Prototyping, CAE, Design Right First Time e cosi' via, in un campo cosi' difficile come l'audio. Credo questa sia la conferma che FC e' un Progettista con la "P" maiuscola, e questo risultato valga altrettanto, se non di piu', dei risultati che ottiene con impianti top.
Quindi di cosa parliamo?
Di un progettista di impianti audio che invita 2 appassionati ad ascoltare un impianto ancora da finire, gli appassionati arrivano quando l'impianto è stato acceso la prima volta e devono prendere atto, insieme al progettista, che l'impianto non va.

Ora, ci possiamo mettere a dire quello che vogliamo ma si parla di un qualcosa da completare, adesso sarebbe molto interessante avere il parere degli stessi appassionati dopo le ultime modifiche.

Intanto io vorrei ascoltare questi famosi Grundig.

Saluti
Michele

elettro
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Re: L'importanza delle prove d'ascolto

Messaggio da elettro » domenica 13 agosto 2017, 19:53

Domanda: Qualcuno ha ascoltato il GM200 a Valvole di Mariani..?

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