Crimini (pubblicitari) estivi

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Moderatore: F.Calabrese

F.Calabrese
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da F.Calabrese » venerdì 29 maggio 2026, 1:02

lucaesse ha scritto:
giovedì 28 maggio 2026, 20:39
...
Però se avessimo ragione chi si filerebbe più le riviste? Se vivono a qualcuno interessano, chi investirebbe in pubblicità su un magazine sputtanato che leggono in quattro gatti?

Ogni tanto mi capita di leggere pezzi di discussioni su forum vari. Di gente che palesemente certe fresconerie se le beve senza difficoltà, ce n'è.


E molti prodotti reputati di successo non avrebbero vita così facile se il pubblico fosse un po' più attento.


A me il sospetto che la quota di appassionati un po' troppo ingenui rappresenti una buona quota del mercato potenziale, rimane.
Quoto, e sottoscrivo pienamente.

Io il sospetto l'ho da quasi 50 anni...

Saluti
F.C.

marcorossi
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da marcorossi » venerdì 29 maggio 2026, 9:13

lucaesse ha scritto:
giovedì 28 maggio 2026, 20:39
Però se avessimo ragione chi si filerebbe più le riviste? Se vivono a qualcuno interessano, chi investirebbe in pubblicità su un magazine sputtanato che leggono in quattro gatti?
Purtroppo non conosciamo i numeri di tiratura. Io mi baso su quello che vedo in edicola e mi chiedo se riescono a campare. Il motivo per cui lo fanno? Ancora qualcuno spende volentieri in pubblicita' sulle loro pagine?
Per i principianti possiamo consigliarli, seguirli e indirizzarli verso qualcosa che per noi è, diciamo, adatto a loro.
Dedicato a chi cerca una soluzione semplice e flessibile. Dai un'occhiata.

F.Calabrese
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da F.Calabrese » venerdì 29 maggio 2026, 10:43

marcorossi ha scritto:
venerdì 29 maggio 2026, 9:13
Purtroppo non conosciamo i numeri di tiratura. Io mi baso su quello che vedo in edicola e mi chiedo se riescono a campare. Il motivo per cui lo fanno? Ancora qualcuno spende volentieri in pubblicita' sulle loro pagine?
Le attuali tirature vanno da mille a duemila copie vendute, sia per Audioreview che (meno) per Suono.
Le copie stampate sono di più, ovviamente, perché più o meno la metà ritorna indietro invenduta, ogni mese.

Suono sopravvive grazie ad un contributo pubblico (168 mila Euro ?).

Audioreview ormai si è costituita come cooperativa (sembra...) ed è possibile che acceda ad altri finanziamenti, probabili anche nel caso delle riviste di Bassanelli (che hanno tirature minime, specie FdS).

Saluti
F.C.

marcorossi
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da marcorossi » venerdì 29 maggio 2026, 13:48

Sono un ingenuo.
Per i principianti possiamo consigliarli, seguirli e indirizzarli verso qualcosa che per noi è, diciamo, adatto a loro.
Dedicato a chi cerca una soluzione semplice e flessibile. Dai un'occhiata.

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » martedì 2 giugno 2026, 23:09

FdS, Audioreview, Suono, su carta ormai solo dei sopravvissuti.

Di Suono ho molte annate sulla libreria dello studio (cioè di quella stanza che dovrebbe essere uno "studio" e invece è casino anarcoide :oops: ), svariati numeri di Stereoplay (compresi certi inserti formato poster che qui parecchi ricorderanno 8-) ) oltre ad alcune annate di FdS; Audioreview occupa un paio di ripiani in cantina.

Ho smesso di passare in edicola da molti anni, già parecchio tempo fa mi capitò di leggere una copia di Suono e mi fece tristezza: pensando a come da ragazzo ogni mese aspettavo l'uscita del nuovo numero trovarmi tra le mani una rivista inutile e noiosa mi fece proprio un brutto effetto.



Però inutile parlar male della gestione di queste testate: nel mercato attuale lo spazio per tirature significative non c'è; non mi stupisce scoprire che vivono grazie (o per) i sussidi. Io i fondi per i sussidi alla cultura li spenderei altrove.

I costi di carta e stampa erano già un serio problema decenni fa, e quando le edicole erano capillari per essere presenti bisognava mettere in conto una bella quota di resi. Gli editori provavano a spingere gli abbonamenti, che però comportavano vedere la rivista in edicola e riceverla un paio di settimane dopo. Viva le poste italiane!

Poi le edicole sono praticamente sparite e con ciò pure l'abitudine del pubblico alla rivista cartacea. Che comunque si giustifica solo se ha contenuti significativi e viene conservata, altrimenti il telefono basta e avanza.



Quindi tutti sul web dove tutto è gratis. Tradotto: dove tutto è gentilmente offerto da quelli che ti vendono il prodotto di cui si parla. Non c'è da stupirsi se l'autorevolezza delle testate più note è modesta.

Il marketing non dorme mai, se una volta usava prevalentemente pagine patinate ora ha a disposizione strumenti vari: le riviste con un nome conosciuto, praticamente la stessa roba di quelle su carta; youtube; Facebook; tiktok... E molti altri, più allungate la lista più sono adatti allo slogan e refrattari all'approfondimento.



Una cosa è sicura: c'è un moltitudine di utenti pronti a diffondere acriticamente le trovate pubblicitarie delle aziende e lavorare per loro, quasi sempre gratis e inconsapevolmente. Una piccola minoranza per qualche opaco tornaconto. Ci starebbe bene una citazione di Nanni Moretti, ma mica la si può usare ogni volta!

Luca

bepi67
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da bepi67 » giovedì 4 giugno 2026, 12:58

Mi sembra attinente l'ultimo editoriale di TNT audio.

https://www.tnt-audio.com/editoriali/maggio26_4.html

B67
Sono solo un appassionato......di lavatrici sonore !

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » giovedì 4 giugno 2026, 23:19

Però, il 20% di commissione! L'associazione agenti di commercio rosica di invidia, poco ma sicuro.



Trovo i due editoriali interessanti e molto condivisibili. Una considerazione a proposito di:
Tutto questo significa anche che il prezzo reale del componente non è quello indicato ma comprende la tangente al recensore.

In realtà le spese di commercializzazione e promozione fanno parte a pieno titolo del valore del prodotto. Ovviamente le pagine pubblicitarie "non suonano" ma neppure l'estetica "suona". Sono ugualmente caratteristiche di quel prodotto e comportano dei costi. Poi serve che il consumatore scelga razionalmente in base alle proprie esigenze e gusti.


Vi frega poco del fatto che i vostri amici sbavino alla vista delle vostre casse? Ottimo, eviterete marchi che spendono in promozione sino a trasformarsi nel sogno erotico degli audiofili e vi accontenterete di un'estetica sobria: volete pagare solo la sostanza.

Della musica vi importa ma non siete degli super appassionati, qualunque buon impianto è sufficiente per soddisfarvi? Molto bene, con un po' di competenza ve la potreste cavare senza spendere una fortuna ma se siete imprenditori o professionisti di successo e vi serve che ogni dettaglio di casa vostra lo dimostri, magari perché chi invitate a cena è anche una persona con cui fate affari, allora investirete in marchi famosi e pubblicizzati - a volte stanno in bella vista in serieTV e film - facilmente riconoscibili e dall'estetica (ovviamente) lussuosa. Volete forse usare un ampli che non sia un McIntosh? Gli occhioni blu sono perfetti per voi, ci siamo capiti.




Giusto due esempi, tanto per dire che il punto è scegliere il mix corretto. I pasticci cominciano quando il mercato è viziato da false credenze e miti stravaganti propalati da venditori carenti in fatto di scrupoli, ovviamente con il solo scopo di fregarvi dei denari. Facciomala semplice: se vi piace il frontale spesso due dita, ve lo pagate, ve lo lucidate, ve lo ammirate e tutti sono contenti; quando la comunità audiofila è stata ammaestrata a pensare che quella costosa zavorra migliori il suono, cominciano i guai.




La provvigione del 20% al recensore non è un gran costo considerando che spinge verso un mercato in cui il produttore vende direttamente al consumatore. Rispetto al classico sistema dei negozi, magari pure con l'intermediazione di un distributore nazionale o europeo, un bel risparmio. C'è sicuramente lo spazio per ridurre i prezzi al pubblico, il quale però non deve lagnarsi se poi gli mancano i servizi offerti da una rete vendita strutturata.




Il solo punto dolente, ovvio ma sorprendente spesso sottovalutato, è la trasparenza del meccanismo. E' chiaro che il recensore ha smesso di essere tale ed è a tutti gli effetti un venditore, pure ben retribuito.

Quel 20% non dovrebbe essere una tangente, cioè una cosa losca e truffaldina, ma un provvigione, cioè il sudato compenso per un tizio che ha fatto il suo lavoro: vendervi un prodotto.





Basta saperlo. Eh no! Non basta. Il mercato, soprattutto quando di dimensioni limitate, non può certo permettersi infinite proposte per soddisfare i più diversi consumatori; si concentra sulle tipologie più redditizie. E se buona parte dei consumatori è contenta di prodotti il cui valore è giustificato da miti irrazionali, magari grazie all'avvallo dei recensori-venditori, quei prodotti vi beccate e cari li pagate. Volenti o nolenti: altro non c'è.


Non basta saperlo perché il mercato sia costretto a funzionare correttamente, serve che TUTTI lo sappiano. O almeno che lo abbia capito la maggior parte degli utenti. Condizione sulla quale avrei dei fondati dubbi.

Luca

bobgraw
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da bobgraw » venerdì 5 giugno 2026, 17:00

lucaesse ha scritto:
giovedì 4 giugno 2026, 23:19
Il solo punto dolente, ovvio ma sorprendente spesso sottovalutato, è la trasparenza del meccanismo. E' chiaro che il recensore ha smesso di essere tale ed è a tutti gli effetti un venditore, pure ben retribuito.

Quel 20% non dovrebbe essere una tangente, cioè una cosa losca e truffaldina, ma un provvigione, cioè il sudato compenso per un tizio che ha fatto il suo lavoro: vendervi un prodotto.
Luca, ovviamente tutto molto condivisibile, cosa aggiungere...?

Che ricordo con una certa nostalgia i tempi in cui Bebo e i suoi epigoni, scrivevano meraviglie su quelle mitiche annate di Suono, Stereoplay ed Audio Review di elettroniche e diffusori e tutti i negozi "Single Speaker Demonstration" venivano presi d'assalto da orde di audiofili curiosi e spendaccioni.

"SSD", mossa commerciale rivoluzionaria per l'epoca, in quei negozi che generalmente esibivano con orgoglio il logo giallo e nero della mitica Audiotech di Antonio Trebbi, non era permesso tenere più coppie di diffusori nella stessa stanza d'ascolto, perché le membrane degli altoparlanti spenti non dovevano risuonare "per simpatia" muovendosi sotto l'effetto delle onde sonore prodotte dalle casse in funzione, sporcandone il suono.

Fin qui tutto normale, il problema era il manifesto che per fare un ascolto comparato serio, nella stanza doveva esserci una sola coppia di diffusori alla volta: quante migliaia di diffusori inascoltabili si riuscirono a vendere a quei tempi con tale tecnica!!! :lol:

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » venerdì 12 giugno 2026, 16:14

sicuramente già passato di qui, ma capitandoci distrattamente la reazione automatica è esclamare "un crimine in piena regola!" e, ovviamente, ripostarlo.

Certe cose non annoiano mai:

.
acusticaapplicata.com.jpeg
acusticaapplicata.com.jpeg (117.04 KiB) Visto 194 volte
.


250W da due 300B :o senza essere un ampli ibrido :shock: : al di là di ogni azzardo, pura poesia che il mondo ci invidia.

Una delizia che val la pena riassaporare.



Luca

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » venerdì 12 giugno 2026, 19:04

se non è un CD player esoterico questo:

.
esoCD.JPG
esoCD.JPG (71.08 KiB) Visto 164 volte
.


:shock:

Al mio gatto piace un sacco :)




Compare in questo video, nel caso vi interessasse:

https://www.youtube.com/watch?v=-pvEvqBnHuM

di questo costruttore italiano: https://www.clinamenaudio.com/



Ci sono casse a tre vie con WF 12" in reflex filtrato meccanicamente, medio a cono con guida d'onda e libero posteriormente, tw a compressione Fostex. Realizzazione su richiesta, prezzo 15-20Keuro (mica bruscolini).

Molto perplesso. Livello delle vie alte con autotrasformatori, una strada di qualità; filtri elettrici a bassa pendenza, una scelta abusata e scostante. Grande dispiegamento di sospensioni elastiche.

Cosa è lecito chiedere attualmente per 15 o 20K? Avrei sperato più di queste casse.




Ovviamente l'audio di un video su youtube può suscitare della curiosità ma non farvi capire se l'impianto suona in modo soddisfacente o no. Qui i brani scelti non aiutano.

Curiosamente la stanza è estremamente spoglia; oltre all'impianto si vede un Fantic Caballero che mi riporta indietro di decenni ripagandomi di qualche minuto perso. Ma magari a voi le moto interessano meno.

Luca

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