Divertente! Sia l'articolo che il sito web, almeno la sezione "news" che è l'unica di cui ho letto alcuni articoli integralmente.
Vi segnalo questo:
A Former FTC Economist Quit His Job to Prove ‘Audiophile’ Speaker Brands Are Milking You for $20,000
https://www.headphonesty.com/2026/05/fo ... s-milking/
Volendo è un articolo facilmente criticabile: dopo una poco rassicurante analisi del mercato dei diffusori super lusso e del loro costo, tira la volata ad un neo costruttore che si propone come valida alternativa (ma al momento fa giusto un monitor a due vie) in virtù di una politica commerciale completamente diversa.
Ugualmente trovo le osservazioni interessanti e afferma molte cose che non vi stupiranno se siete lettori abituali di questo forum. Per esempio questo passaggio, in cui si nota che il vanto per l'uso di altoparlanti speciali di raffinato progetto "proprietario" sia più fumo che arrosto:
What “Custom Drivers” Actually Means
Speaker brands that source from this shared OEM pool rarely advertise the fact. Most claim “custom-designed” or “proprietary” drivers, and the claim is not entirely hollow, though it means less than most buyers assume.
A speaker driver splits into what the industry calls hard parts and soft parts:
Hard parts include the basket, top plate, back plate, and magnet, all expensive to tool, so brands typically buy them off the shelf from the OEM supplier.
Soft parts include the cone, surround, voice coil, and spider, and these are where customization happens.
That customization can involve real engineering, but it usually happens on top of a shared structural platform rather than a driver designed entirely from scratch.
A me pare persino ottimista: spesso gli altoparlanti di diffusori da decine di migliaia di euro hanno coni perfettamente rintracciabili sul catalogo di qualche produttore, di norma nord-europeo.
D'altro canto le economie di scala sono roba seria, mica seghe mentali da audiofili, sicchè:
One Factory, Eight Million Drivers
The biggest name in that pool is one most listeners have never heard of. Sinar Baja Electric, headquartered in Surabaya, Indonesia, produces roughly eight million speaker drivers a year across six facilities and five sister companies, yet its retail brand, SB Acoustics, accounts for just seven percent of total sales.
Diamo atto a SB Acustics di indicare chiaramente che gli altoparlanti sono realizzati in Indonesia, sarebbe divertente sapere dove finiscono montati e come vengono pubblicizzati i rimanenti nove decimi della produzione. L'articolo spiega anche i legami tra i vari prestigiosi marchi nordici, da cui ci si possono fare delle idee sul come mai producano un po' tutti la stessa roba.
La tesi generale del pezzo è che l'acquirente di un sofisticato diffusore che pensa di pagare una cifra stratosferica per un progetto e componenti acustici fuori dalla norma sta prendendo una sonora cantonata (oggi mi sento buono; voi liberi di fare una sostituzione scurrile a piacere, sarà certamente più appropriata).
Secondo me, pur con il difetto che dicevo, l'articolo è interessante e rapido a leggersi. Siccome ho spesso fatto osservazioni simili commentando vari diffusori hi-end il mio gradimento potrebbe essere causato da un banale bias di conferma, quindi se avete opinioni opposte fatevi sentire!
A proposito di miei bias di conferma: nel sito trovate articoli sugli Op-Amp in cui l'dea di cambiarli a scimmia non fa una bella figura
https://www.headphonesty.com/2018/03/1667/
E pure uno in cui si ipotizza che il celebre 5532 di produzione TI non sia più davvero un 5532

o uno in cui il suono dei uA741 conquista gli audiofili
ma soprattutto un articolo in cui si illustra come famosi cavi trucchino deliberatamente il gioco

:
A Patent Filing Exposes the Circuit Trick Behind Pricey Cables That Alter Your Sound, and It Hides Behind a Made-Up Name
https://www.headphonesty.com/2026/06/pa ... ey-cables/
l'articolista finisce con porsi questo problema:
The Price of a Passive EQ
...
In Alpha Audio’s blind listening test, one evaluator praised MIT’s “detail, imaging and detailing,” ranking the cable third overall. Frank Dernie noted in a separate test that MIT and Goldmund, both cables with inline filter boxes, “sounded different to the other cables in the test.” The coloration is audible to some listeners and genuinely preferred by them.
The cost of that coloration is where the math breaks down.
MIT’s Articulation Control Console carries a forum-cited price of ~US$135,000 (£106,500). That figure is not manufacturer-confirmed, but the product’s positioning at the top of MIT’s lineup is. What the buyer gets for that price is fixed, non-adjustable tone shaping, with frequencies set by MIT and no option to change them.
For $299, a Schiit Lokius offers six bands of adjustable EQ from 20 Hz through 16 kHz with balanced I/O. For $205, a miniDSP 2×4 HD provides ten parametric EQ filters per channel and room correction.
Neither replicates MIT’s specific filter curve, but both give the listener adjustable tone shaping instead of fixed coloration, and both let you change the settings when your preferences or your room change.
Perché spendere cifre folli quando lo stesso servizietto (e molti altri) lo fornirebbe un economico eq.?

Io mi ci diverto, perché ho sempre considerato i cavi diffusori con delle scatoline annesse robe illegali

. Almeno in un mondo ideale

. Occhio che il trucco può esserci anche in assenza di scatolina magica.
Purtroppo i mezzi del sito sono limitati, alcuni problemi vengono posti ma sarebbero analizzabili oggettivamente organizzando ascolti scientifici estremamente onerosi. Però contiene molti spunti che se fossero condivisi dalla comunità audiofila cambierebbero parecchio la mentalità della medesima. Credo con un certo danno per alcuni produttori oggetto di incondizionata ammirazione.
Luca
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