Amplificatori Sansui
Moderatore: F.Calabrese
Amplificatori Sansui
Apro questo Topic per parlare di Sansui.
I modelli di Amplificatori vintage sono molto richieste, belli e molto performanti, qual'e' il loro segreto circuitale?
Tempo fa favi prendere una radio FM Sansui hi-end da un mercatino, beh, suonava meglio del suo lettore CD anche con una antenna improvvisata.
Credo che il segreto sia nella bassa controreazione dei finali e della impedenza di uscita lineare.
Ma lascio a voi i commenti...
I modelli di Amplificatori vintage sono molto richieste, belli e molto performanti, qual'e' il loro segreto circuitale?
Tempo fa favi prendere una radio FM Sansui hi-end da un mercatino, beh, suonava meglio del suo lettore CD anche con una antenna improvvisata.
Credo che il segreto sia nella bassa controreazione dei finali e della impedenza di uscita lineare.
Ma lascio a voi i commenti...
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
Da riparatore posso dirti che dietro alla sansui non c'è chissà che tecnologia o che componentistica particolare. Ma solo il fatto ,peraltro non solo di sansui di LAVORARE DECENTEMENTE.
Il fatto di non sottodimensionare,di curare un minimo e le alimentazioni e le eventuali auto oscillazioni non richiedeva chissà che "tecnica". Sansui non usava transistor da due soldi tirandoli oltre i loro limiti. Certi ABORTI come il grundig/sanyo V1700 hanno avuto il buon gusto di non tirarali fuori.
Tuttavia tanti altri facevano una porcata dietro l'altra per cui OGGI che abbiamo suonato,ascoltato e sentito di tutto si può dire che l'alta musicalità di questi vecchi e gloriosi amplificatori era dovuta a:
- Alcune scelte obbligate . come in qualche caso gli alimentatori dual mono per le unità più assetate di corrente (normalmente ,per definizione un amplificatore steerofonico ha un alimentatore solo. Altrimenti si parla di dual mono) . Qualche costruttore più votato all'economia invece metteva un alimentatore solo e il risultato era diafonia e rumorosità di fondo.
-I difetti degli altri. FONDAMENTALE da dire. Anche marchi più o meno famosi hanno tirato fuori roba che "non suonava bene" principalmente perchè non aveva fatto il grande passo da quello che doveva essere un giradischi amplificato con la vera alta fedeltà. Tanto è vero che noi come rossini hi fi,seleco,brionvega e gente che fino al giorno prima aveva fatto televisori,lavatrici e frigoriferi e poi ha pensato bene di apporre il proprio marchio su qualcosa fatto da altri o peggio prendere lo schema che costava meno (scelto dall'ufficio acquisti e non dall'ufficio tecnico) e farci qualcosa.
Quando vedo una simmetria quasi complementare con la sola protezione sui piloti (senza sarebbe meglio) o il PNP auto-polarizzato dalla linea dell'altoparlante mi chiedo se la scritta hi-fi l'hanno trovata nell'uovo di pasqua.
- il fattore di smorzamento. NESSUNO LO CONSIDERA,gli amplificatori vintage non sono quasi mai dotati di numeri elevati. Ciò porta a "colorare il suono" in qualche caso in modo piacevole. Ma sopratutto a essere sensibilissimi ai carichi difficili. Quindi giù rogne e fusioni a catena di transistor se il diffusore "spara indietro" o peggio scende troppo di impedenza.
Fortuna vuole che anche qui l'ufficio acquisti faceva fare casse con il bobinone del woofer con filo sottilissimo tipo elettro-serratura. E la resistenza parassita aggiustava le rogne.
- il progetto datato: NESSUNO CI PENSA. I progettisti arrivavano dalle valvole e sebbene siamo riusciti a toglierci dai maroni i trasformatori di uscita che peggiorano il rendimento il progetto era sempre e comunque che dovesse avvicinarsi al suono valvolare.
Quando si è decisi che sulla carta si doveva arrivare a 50K invece che a 25K sono cominciati gli acuti taglienti e odiosi.
Se vogliamo avvicinarci a quel suono con ampli moderni ,magari dal suono ospedaliero INDECENTE come certi classe D dobbiamo mettere le seguenti cose:
-Un filtro passa basso 3 o 6 db per ottava esattamente a 15/18 khz
-Un filtro passa basso 18 db per ottava a 25K
-Un filtro subsonico molto basso (7 hz)
E siamo con la stessa risposta ,ci resta solo da dimuire lo smorzamento. O resistenze in serie o più casse in serie. Meglio se con woofer da 18" e mezzo kg di massa mobile . I super tweeter buttiamoli nel bidone,suonerebbero solo schifezze.
P.S. in realtà suonare "coerenti" è possibile anche con apparecchi moderni,basta "trattare" digitalmente la traccia da riprodurre. E si ricorda che in qualche caso i vecchi ampli di tutte le marche erano veramente poco affidabili se gli tiravi veramente il collo.
Ricordo inoltre che chiedere più di 100W da una sola coppia di transistor è un goccio sbagliato. Per esempio laney ne chiede 300 da due (e sarebbe sbagliato) ma essendo un amplificatore per basso se giri in certi momenti con due cifre di distorsione non se ne accorge nessuno.
Al giorno d'oggi c'è roba che suona meno "calda" dei sansui ma è un pò anche il mercato che vuole sti acuti penetranti . Specialmente quando gli acuti fastidiosi sono accompagnati da bassi esagerati. Come il rap e la trap (si quei primati che cantano di tossicume)
Il fatto di non sottodimensionare,di curare un minimo e le alimentazioni e le eventuali auto oscillazioni non richiedeva chissà che "tecnica". Sansui non usava transistor da due soldi tirandoli oltre i loro limiti. Certi ABORTI come il grundig/sanyo V1700 hanno avuto il buon gusto di non tirarali fuori.
Tuttavia tanti altri facevano una porcata dietro l'altra per cui OGGI che abbiamo suonato,ascoltato e sentito di tutto si può dire che l'alta musicalità di questi vecchi e gloriosi amplificatori era dovuta a:
- Alcune scelte obbligate . come in qualche caso gli alimentatori dual mono per le unità più assetate di corrente (normalmente ,per definizione un amplificatore steerofonico ha un alimentatore solo. Altrimenti si parla di dual mono) . Qualche costruttore più votato all'economia invece metteva un alimentatore solo e il risultato era diafonia e rumorosità di fondo.
-I difetti degli altri. FONDAMENTALE da dire. Anche marchi più o meno famosi hanno tirato fuori roba che "non suonava bene" principalmente perchè non aveva fatto il grande passo da quello che doveva essere un giradischi amplificato con la vera alta fedeltà. Tanto è vero che noi come rossini hi fi,seleco,brionvega e gente che fino al giorno prima aveva fatto televisori,lavatrici e frigoriferi e poi ha pensato bene di apporre il proprio marchio su qualcosa fatto da altri o peggio prendere lo schema che costava meno (scelto dall'ufficio acquisti e non dall'ufficio tecnico) e farci qualcosa.
Quando vedo una simmetria quasi complementare con la sola protezione sui piloti (senza sarebbe meglio) o il PNP auto-polarizzato dalla linea dell'altoparlante mi chiedo se la scritta hi-fi l'hanno trovata nell'uovo di pasqua.
- il fattore di smorzamento. NESSUNO LO CONSIDERA,gli amplificatori vintage non sono quasi mai dotati di numeri elevati. Ciò porta a "colorare il suono" in qualche caso in modo piacevole. Ma sopratutto a essere sensibilissimi ai carichi difficili. Quindi giù rogne e fusioni a catena di transistor se il diffusore "spara indietro" o peggio scende troppo di impedenza.
Fortuna vuole che anche qui l'ufficio acquisti faceva fare casse con il bobinone del woofer con filo sottilissimo tipo elettro-serratura. E la resistenza parassita aggiustava le rogne.
- il progetto datato: NESSUNO CI PENSA. I progettisti arrivavano dalle valvole e sebbene siamo riusciti a toglierci dai maroni i trasformatori di uscita che peggiorano il rendimento il progetto era sempre e comunque che dovesse avvicinarsi al suono valvolare.
Quando si è decisi che sulla carta si doveva arrivare a 50K invece che a 25K sono cominciati gli acuti taglienti e odiosi.
Se vogliamo avvicinarci a quel suono con ampli moderni ,magari dal suono ospedaliero INDECENTE come certi classe D dobbiamo mettere le seguenti cose:
-Un filtro passa basso 3 o 6 db per ottava esattamente a 15/18 khz
-Un filtro passa basso 18 db per ottava a 25K
-Un filtro subsonico molto basso (7 hz)
E siamo con la stessa risposta ,ci resta solo da dimuire lo smorzamento. O resistenze in serie o più casse in serie. Meglio se con woofer da 18" e mezzo kg di massa mobile . I super tweeter buttiamoli nel bidone,suonerebbero solo schifezze.
P.S. in realtà suonare "coerenti" è possibile anche con apparecchi moderni,basta "trattare" digitalmente la traccia da riprodurre. E si ricorda che in qualche caso i vecchi ampli di tutte le marche erano veramente poco affidabili se gli tiravi veramente il collo.
Ricordo inoltre che chiedere più di 100W da una sola coppia di transistor è un goccio sbagliato. Per esempio laney ne chiede 300 da due (e sarebbe sbagliato) ma essendo un amplificatore per basso se giri in certi momenti con due cifre di distorsione non se ne accorge nessuno.
Al giorno d'oggi c'è roba che suona meno "calda" dei sansui ma è un pò anche il mercato che vuole sti acuti penetranti . Specialmente quando gli acuti fastidiosi sono accompagnati da bassi esagerati. Come il rap e la trap (si quei primati che cantano di tossicume)
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace
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l_pisani_54
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Re: Amplificatori Sansui
Ho posseduto in passato due ampli Sansui: L'AU101 e l'A60.
Il primo era il modello entry level all'epoca, costruito splendidamente: pannello frontale con le scritte incise e verniciate, manopole di alluminio (non di plastica), una impressione generale di solidità. Il suono ... beh insomma.
Il secondo uno dei primi modelli fatti a tirar via, negli anni '80, per sfruttare il marchio. Finché non ho aperto lo scatolone ho temuto che in negozio mi avessero fatto il pacco, per quanto era leggero.
Nell'utilizzo un cesso di plastichetta che suonava anche discretamente male.
Per prenderlo mi ero disfatto di un Sony TA-1055, non bellissimo a vedersi, ma che suonava 100 volte meglio.
Comunque i costruttori giapponesi avevano una gamma molto estesa, con modelli di pregio ed altri molto più andanti.
Non bisogna mai pensare che dentro un apparecchio ci sia nascosto un pezzetto di anima del fondatore.
Gli apparecchi giapponesi degli anni '60 e ''70 erano in genere ben costruiti, dopo non sempre, almeno per quanto riguarda le serie economiche.
Poi il suonare bene ha poco a che vedere con la costruzione accurata.
Gli amplificatori di quel periodo, quasi sempre avevano difficoltà a tirar fuori corrente, se poi aggiungiamo che dopo diverse decine di anni, le prestazioni (spesso basse) di allora, non sono garantite, a causa del degrado dei componenti, potrebbe non essere un grande affare andarli a cercare.
Poi, certo un Sansui anni '60 di quelli grossi, fa la sua bella figura.
Il primo era il modello entry level all'epoca, costruito splendidamente: pannello frontale con le scritte incise e verniciate, manopole di alluminio (non di plastica), una impressione generale di solidità. Il suono ... beh insomma.
Il secondo uno dei primi modelli fatti a tirar via, negli anni '80, per sfruttare il marchio. Finché non ho aperto lo scatolone ho temuto che in negozio mi avessero fatto il pacco, per quanto era leggero.
Nell'utilizzo un cesso di plastichetta che suonava anche discretamente male.
Per prenderlo mi ero disfatto di un Sony TA-1055, non bellissimo a vedersi, ma che suonava 100 volte meglio.
Comunque i costruttori giapponesi avevano una gamma molto estesa, con modelli di pregio ed altri molto più andanti.
Non bisogna mai pensare che dentro un apparecchio ci sia nascosto un pezzetto di anima del fondatore.
Gli apparecchi giapponesi degli anni '60 e ''70 erano in genere ben costruiti, dopo non sempre, almeno per quanto riguarda le serie economiche.
Poi il suonare bene ha poco a che vedere con la costruzione accurata.
Gli amplificatori di quel periodo, quasi sempre avevano difficoltà a tirar fuori corrente, se poi aggiungiamo che dopo diverse decine di anni, le prestazioni (spesso basse) di allora, non sono garantite, a causa del degrado dei componenti, potrebbe non essere un grande affare andarli a cercare.
Poi, certo un Sansui anni '60 di quelli grossi, fa la sua bella figura.
Leonardo
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
Vero,però c'è roba moooolto peggio...sulla corrente bè con una coppia sola di finali pensare a 3/5 amper e non correre troppo..Nuova elettronica con il suo 200 watt con i primi complementari aveva una protezione così invasiva che in certe canzoni certi strumenti sparivano.l_pisani_54 ha scritto: ↑lunedì 31 agosto 2026, 18:23
Gli amplificatori di quel periodo, quasi sempre avevano difficoltà a tirar fuori corrente, se poi aggiungiamo che dopo diverse decine di anni, le prestazioni (spesso basse) di allora, non sono garantite, a causa del degrado dei componenti, potrebbe non essere un grande affare andarli a cercare.
Poi, certo un Sansui anni '60 di quelli grossi, fa la sua bella figura.
Se si pensa che è la stessa corrente che può tirare fuori un TDA 2009
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F.Calabrese
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Re: Amplificatori Sansui
Confermo pienamente...!!!doc elektro ha scritto: ↑martedì 1 settembre 2026, 21:43...Nuova elettronica con il suo 200 watt con i primi complementari aveva una protezione così invasiva che in certe canzoni certi strumenti sparivano.
Le prese di santa ragione da un finale a valvole (6L6) della seconda guerra mondiale...!
Saluti
F.C.
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
E qui si arriva al discorso dei watt "veri" e quelli fasulli.
Se mettiamo come punto di riferimento per esempio i moduli STK (che erano una discreta via di mezzo) sono convinto che tra quelli che saranno promossi (ossia fanno un decimo in più di loro) bene o male avremo sansui,akai e la crema giapponese (salvo il famoso cesso sanyo/grundig).
Ma avremo anche tanti bocciati ,compreso qualche apparecchio molto economico dei grandi nomi TUTTI. Perchè classe d a parte non puoi fare un signor amplificatore con componenti del "c"
Ritornando al famoso 200W di NE lì si sono fidati di quei particolari transistor (i soliti 2ENNE emme come popò) di una delle prime coppie complementari un pò serie.
Che però rispetto alla coppia complementere moderna per esempio 2SC5200 e 2Sa1943 erano così taccagni di guadagno che oltre una certa corrente (limitata dalle protezioni) di fatto generavano tanto calore e poco suono.
Fino a che non esisteranno transistor veramente dotati si dovrà per forza ripartire il carico su più componenti e anche l'idea della coppia quasi complementare benchè distorcente e più assetata di corrente non è da scartare,magari solo per le vie basse.
E non si pensi per ora di ricorrere a componenti innovativi come gli iGBT che hanno ben altre rogne (di linearità) .
Quindi ritornando al tema del discorso bene o male sansui il suo lavoro lo faceva e tutto sommato bene. Ma il top era ben altra roba (magari non hi fi domestica).
Ma tra un pò dicuteremo GIUSTAMENTE sul perchè alcuni ampli da "giradischi amplificato" erano così musicali e perchè molta roba definita hi fi era popò
Se mettiamo come punto di riferimento per esempio i moduli STK (che erano una discreta via di mezzo) sono convinto che tra quelli che saranno promossi (ossia fanno un decimo in più di loro) bene o male avremo sansui,akai e la crema giapponese (salvo il famoso cesso sanyo/grundig).
Ma avremo anche tanti bocciati ,compreso qualche apparecchio molto economico dei grandi nomi TUTTI. Perchè classe d a parte non puoi fare un signor amplificatore con componenti del "c"
Ritornando al famoso 200W di NE lì si sono fidati di quei particolari transistor (i soliti 2ENNE emme come popò) di una delle prime coppie complementari un pò serie.
Che però rispetto alla coppia complementere moderna per esempio 2SC5200 e 2Sa1943 erano così taccagni di guadagno che oltre una certa corrente (limitata dalle protezioni) di fatto generavano tanto calore e poco suono.
Fino a che non esisteranno transistor veramente dotati si dovrà per forza ripartire il carico su più componenti e anche l'idea della coppia quasi complementare benchè distorcente e più assetata di corrente non è da scartare,magari solo per le vie basse.
E non si pensi per ora di ricorrere a componenti innovativi come gli iGBT che hanno ben altre rogne (di linearità) .
Quindi ritornando al tema del discorso bene o male sansui il suo lavoro lo faceva e tutto sommato bene. Ma il top era ben altra roba (magari non hi fi domestica).
Ma tra un pò dicuteremo GIUSTAMENTE sul perchè alcuni ampli da "giradischi amplificato" erano così musicali e perchè molta roba definita hi fi era popò
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Fabrizio Ruggeri
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Re: Amplificatori Sansui
Non so se avete mai ascoltato di Sansui qualcosa della serie AU Alpha, il canto del cigno della marca. Ho un 607DR, e per me definitivo. Mi piacerebbe sapere la vostra opinione.
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
ho visto lo schema ...è di fatto l'evoluzione di un power bridge....ossia di quegli amplificatori che erano di fatto doppi per poter fornire potenze più alte con basse tensioni di alimentazione!
file:///C:/Documents%20and%20Settings/UTENTE/Desktop/sansui_au-alpha907_au-707_au-607mr_mrx_sm.pdf
Questo è uno degli schemi dell'amplificatore. Tra un pò lo commentiamo.
Si vede chiaramente il fatto che è a ponte e una serie di particolari,alcuni molto logici per migliorare una configurazione che non era assolutamente nata per uso audiofilo.
Comunque andiamo per gradi: Abbiamo due amplificatori IN SERIE ogni canale.
file:///C:/Documents%20and%20Settings/UTENTE/Desktop/sansui_au-alpha907_au-707_au-607mr_mrx_sm.pdf
Questo è uno degli schemi dell'amplificatore. Tra un pò lo commentiamo.
Si vede chiaramente il fatto che è a ponte e una serie di particolari,alcuni molto logici per migliorare una configurazione che non era assolutamente nata per uso audiofilo.
Comunque andiamo per gradi: Abbiamo due amplificatori IN SERIE ogni canale.
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- AU 607.JPG (128.28 KiB) Visto 338 volte
Ultima modifica di doc elektro il giovedì 3 settembre 2026, 22:55, modificato 1 volta in totale.
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
Allora ,cominciamo col ROSSO se vedete il ponte è totalmente simmetrico ,e NON POSSIEDE le protezioni dirette,ossia quelle disgraziate che aveva l'ampli di NE che quando "entrano" segano da bestie la corrente causando fastidiosi effetti.
E' presente una protezione che viene attivata dalla corrente di emettitore ma lavora in un altro modo pur facendo in modo molto meno invasivo lo stesso lavoro.
Sono presenti le celle di rifasamento e le induttanze di compensazione sull'uscita .
E qui devo dire che a differenza di qualche altro marchio economico se si deve mettere un condensatore in più sansui ci mette un condensatore in più.
Idem, il buon discorso di avere l'alimentazione degli stadi pre TOTALMENTE separata ,e stabilizzata come peraltro si fa in tutti gli amplificatori pro.
VIOLA
Il controllo della corrente di riposo viene fatto GIUSTAMENTE con circuiti separati per ciascun ramo del ponte.
Se poi guardiamo tutti gli stadi di ingresso vediamo un largo uso di dual transistor e dual fet. Inoltre ogni canale ha DUE pre amplificatori e non preleva un goccio del segnale di un canale dall'uscita del primo per pilotare l'altro (come fanno alcuni pro) .
Che dire?
E' un amplificatore nel quale non si sono fatti risparmi rabbosi di un componente o due.
Resta da chiedersi perchè sansui abbia voluto usare una configurazione a ponte che è un goccio più assetata di corrente e un goccio più rumorosa e poi abbia compensato mettendo componenti meno rumorosi e meno consumosi,i FET.
E facendo un alimentatore più dotato con grossi condensatori.
Resta tuttavia il grosso grosso handicap di avere per ogni semionda una coppia sola di finali. Per buoni che siano (e all'epoca se li faceva fare) le caratteristiche di dissipazione sono tali che io mai userei questo amplificatore in impieghi pro o peggio su delle elettrostatiche.
Resta beninteso che l'uso di una circuitazione a ponte riesce a ottenere grosse potenze con pochissimi volt.
Personalmente pur essendo un amplificatore ben costruito è un goccino carne e pesce insieme.
O fai un ampli a ponte e tieni sveglie le mummie che abitano intorno al centro okkupato sbattendotene di rumore e qualità. O fai un amplificatore ben fatto e ascolti roba di qualità. Ma non a ponte.
Sansui è riuscita a fare stare le due cose insieme che se così facendo ha fatto un prodotto molto costoso ,con molte tarature,un peso non indifferente (gli stadi a ponte bevono e i trasformatori devono lavorare) .
L'unica cosa che io mi sento di dire è di non coprire per nessun motivo le prese d'aria perchè un ampli a doppio ponte fatto così bene non merita di finire arrosto.
Inoltre mi sento di consigliare ai prorietari di misurare ogni tanto i volt in continua presenti sulle casse (in teoria ZERO,se andiamo sopra a 700 mV siamo nei guai) perchè più roba c'è più se ne stara e si usura.
Per lo stesso motivo ogni mese anche se non vogliamo ascoltare musica di accenderlo una decina di minuti perchè sarebbe triste che una "macchina" così complessa possa distorcere per elettrolitici esausti.
Se andiamo a storia più recente l'Inuke 6000 è a ponte ma lì è storia recente e siamo in classe D.
E' presente una protezione che viene attivata dalla corrente di emettitore ma lavora in un altro modo pur facendo in modo molto meno invasivo lo stesso lavoro.
Sono presenti le celle di rifasamento e le induttanze di compensazione sull'uscita .
E qui devo dire che a differenza di qualche altro marchio economico se si deve mettere un condensatore in più sansui ci mette un condensatore in più.
Idem, il buon discorso di avere l'alimentazione degli stadi pre TOTALMENTE separata ,e stabilizzata come peraltro si fa in tutti gli amplificatori pro.
VIOLA
Il controllo della corrente di riposo viene fatto GIUSTAMENTE con circuiti separati per ciascun ramo del ponte.
Se poi guardiamo tutti gli stadi di ingresso vediamo un largo uso di dual transistor e dual fet. Inoltre ogni canale ha DUE pre amplificatori e non preleva un goccio del segnale di un canale dall'uscita del primo per pilotare l'altro (come fanno alcuni pro) .
Che dire?
E' un amplificatore nel quale non si sono fatti risparmi rabbosi di un componente o due.
Resta da chiedersi perchè sansui abbia voluto usare una configurazione a ponte che è un goccio più assetata di corrente e un goccio più rumorosa e poi abbia compensato mettendo componenti meno rumorosi e meno consumosi,i FET.
E facendo un alimentatore più dotato con grossi condensatori.
Resta tuttavia il grosso grosso handicap di avere per ogni semionda una coppia sola di finali. Per buoni che siano (e all'epoca se li faceva fare) le caratteristiche di dissipazione sono tali che io mai userei questo amplificatore in impieghi pro o peggio su delle elettrostatiche.
Resta beninteso che l'uso di una circuitazione a ponte riesce a ottenere grosse potenze con pochissimi volt.
Personalmente pur essendo un amplificatore ben costruito è un goccino carne e pesce insieme.
O fai un ampli a ponte e tieni sveglie le mummie che abitano intorno al centro okkupato sbattendotene di rumore e qualità. O fai un amplificatore ben fatto e ascolti roba di qualità. Ma non a ponte.
Sansui è riuscita a fare stare le due cose insieme che se così facendo ha fatto un prodotto molto costoso ,con molte tarature,un peso non indifferente (gli stadi a ponte bevono e i trasformatori devono lavorare) .
L'unica cosa che io mi sento di dire è di non coprire per nessun motivo le prese d'aria perchè un ampli a doppio ponte fatto così bene non merita di finire arrosto.
Inoltre mi sento di consigliare ai prorietari di misurare ogni tanto i volt in continua presenti sulle casse (in teoria ZERO,se andiamo sopra a 700 mV siamo nei guai) perchè più roba c'è più se ne stara e si usura.
Per lo stesso motivo ogni mese anche se non vogliamo ascoltare musica di accenderlo una decina di minuti perchè sarebbe triste che una "macchina" così complessa possa distorcere per elettrolitici esausti.
Se andiamo a storia più recente l'Inuke 6000 è a ponte ma lì è storia recente e siamo in classe D.
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace
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Re: Amplificatori Sansui
veniamo ora a considerare un dato che spesso viene dato sugli amplificatori sansui ossia la grande estensione della risposta in frequenza. Che differenza c'è tra coprire per esempio da 50 a 16K come era lo stereorama ai vari 20/20K dei comuni mortali a questo 1hz /200K . E' soltanto una questione di QUALITA' e dimensionamento dei componenti .
Il povero vecchio sterorama con i condensatori SOTTODIMENSIONATI (specialmente l'elettrolitico di trasferimento sull'uscita) e i componenti SCELTI da qualche personaggio odioso dell'ufficio acquisti e non da un tecnico non poteva fare di più. Ma magari tali e tanti erano i guadagni extra in più per qualcuno che non si fece altro.
Qui ne andrebbe del prestigio e non dico che per aver tirato fuori qualcosa di sbagliato qualcheduno verrebbe trovato con una katana che gli attraversa il petto ma sicuramente le porcate in stile puretech avrebbero fatto rischiare posto e prestigio.
Si chiama SERIETA'....ma attenzione si paga,il formaggio è gratis solo nelle trappole dei topi. Questo non era un amplificatore da 300 mila lilre tutto compreso...
Se poi consideriamo che nel belpaese tutti gli oggetti in vendita devono passare in trecento mani tra faccendieri,commissionari,importatori,distributori ,madatari....insomma come direbbe un amico mio giostraio tanti mangiamorti che non fanno altro che aumentare il prezzo al prodotto.
Se oggi un tizio qualunque da ling yong ci può spedire una radio a casa senza grossi costi aggiuntivi penso che se la stessa situazione ci fosse stata 30 anni fa l'industria nazionale di apparecchio hi fi poteva chiudere immediatamente.
Ma non si pensi che sansui sia l'unico che lavora correttamente. E' solo quello più noto. e come ha detto qualcuno nessuna dica che solo perchè è ben costruito è necessariamente ben suonante. Gli steg di daloia non suonavano affatto male ma erano veramente costruiti in modo bruttarello per esempio
Il povero vecchio sterorama con i condensatori SOTTODIMENSIONATI (specialmente l'elettrolitico di trasferimento sull'uscita) e i componenti SCELTI da qualche personaggio odioso dell'ufficio acquisti e non da un tecnico non poteva fare di più. Ma magari tali e tanti erano i guadagni extra in più per qualcuno che non si fece altro.
Qui ne andrebbe del prestigio e non dico che per aver tirato fuori qualcosa di sbagliato qualcheduno verrebbe trovato con una katana che gli attraversa il petto ma sicuramente le porcate in stile puretech avrebbero fatto rischiare posto e prestigio.
Si chiama SERIETA'....ma attenzione si paga,il formaggio è gratis solo nelle trappole dei topi. Questo non era un amplificatore da 300 mila lilre tutto compreso...
Se poi consideriamo che nel belpaese tutti gli oggetti in vendita devono passare in trecento mani tra faccendieri,commissionari,importatori,distributori ,madatari....insomma come direbbe un amico mio giostraio tanti mangiamorti che non fanno altro che aumentare il prezzo al prodotto.
Se oggi un tizio qualunque da ling yong ci può spedire una radio a casa senza grossi costi aggiuntivi penso che se la stessa situazione ci fosse stata 30 anni fa l'industria nazionale di apparecchio hi fi poteva chiudere immediatamente.
Ma non si pensi che sansui sia l'unico che lavora correttamente. E' solo quello più noto. e come ha detto qualcuno nessuna dica che solo perchè è ben costruito è necessariamente ben suonante. Gli steg di daloia non suonavano affatto male ma erano veramente costruiti in modo bruttarello per esempio
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace