Crimini (pubblicitari) estivi

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lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » domenica 6 settembre 2026, 19:54

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Avverso da sempre i diffusori tutti d'un pezzo. I costruttori non ci sentono; i diffusori non economici hanno da essere scenografici, che li suddivadono in più parti non c'è nemmeno da pensarlo.

Però se il sub non entra dalla porta principale del sistema "buono" si intrufola dalla porta di servizio del secondo impianto o del sistemino economico con la formula del mini più sub.

Per quanto non sia la mia idea, anzi per certi versi un vicolo cieco se si punta a una qualità elevata, le proposte di sub non votati esclusivamente al cinema casalingo mi incuriosiscono. Qui c'è pure un colore fighissimo.

E' un cubozzo sui 30 cm, eccovi le specifiche:
Woofer 8", lunga escursione, down-firing
Membrana Pasta di cellulosa
Gruppo magnetico Magnete in ferrite sovradimensionato, motore ad alto flusso
Bobina mobile Lunga e ventilata
Caricamento Bass reflex
Cabinet MDF
Amplificazione Classe D
Potenza RMS 170 W
Potenza di picco 220 W
Crossover Regolabile da 40 a 120 Hz
Fase Regolabile da 0 a 180°
Livello Regolabile
Ingressi LINE L/R, mono LFE
Modalità di accensione ON / AUTO / OFF
Standby automatico Circa 20 minuti in assenza di segnale
Consumo in standby 0,4 W
Protezione Limiter integrato a doppio stadio
Piedini 4 disaccoppiati
Distanza del cabinet dal pavimento 25 mm
Distanza del cabinet dal pavimento 25 mm
Dimensioni (A x L x P) 319 x 295 x 310 mm
Peso 9,75 kg
Finiture Solid Black, Solid White, Caramel White, Golden Yellow, Chilly Blue


Il WF è un 8 pollici con corsa lunga (chi lo avrebbe detto) con magnete sovradimensionato. Secondo un articolo di presentazione è di progettazione Dali (quindi da chi lo comperano?) e la scelta della carta consentirebbe di non appesantire la membrana per renderla rigida.

Leggerezza, motore abbondante son bellissime cose ma non portano a bassi da subwoofer in un volume ridotto.

Per fortuna che qui si va con amplificazione dedicata e equalizzazione, altri concetti indigesti quando si parli di impianti "seri" che entrano dall'entrata secondaria. Il difetto è che anche abbinando il sub ai mini del medesimo costruttore, che però non sono compiutamente dei "satelliti", non è noto l’ampli principale. Buon divertimento a centrare l'abbinata.



30cm di lato, sarei curioso di vedere il tubo di accordo. Dichiarano 33Hz di estensione, oltre che:
The 8-inch down-firing long-stroke woofer ensures wide dispersion, easy placement and minimal localisation, so you feel the bass without hearing where it comes from.
Sulla dispersione del cubotto avevamo già grande fiducia ma non ci garantisce di non localizzare il subWF. Mentre vorremmo localizzare i bassi: se suona un contrabbasso voglio sentire le frequenze inferiori ma anche "vedere' lo strumento.




La funzionalità abitativa può quello in cui l’acustica fallisce: finalmente l’altoparlante dei bassi è vicino al pavimento. Metterlo sulla faccia inferiore evita problemi estetici, è per questo che lo mettono lì, e vi permette di stare vicini anche alle altre pareti. Top! Purtroppo vi costringe ad un taglio da sub in stile audiofilo, non potete promuoverlo a via bassa.



Se il mercato spingesse l'aggiunta di un sub a un sistema con casse dal volume contenuto piuttosto che la sostituzione delle stesse con modelli appena più ingombranti e parecchio più costose, magari un po' di queste tecniche verrebbero meglio considerate. Un sottoprodotto positivo dei sistemini che sembrano poco più che da scrivania, rigorosamente con ampli larghi una spanna e alti un palmo.

Ovvio che l'idea non è nuova ma in passato non ha avuto fortuna, quando si è trattato di aggiungere un sub alle 3/5 o alle Tablette non è andata bene. Un po' per le fisime degli audiofili e un po' (non poco) per l'inadeguatezza delle proposte.

Ora la situazione di mercato è diversissima, il target completamente diverso ma se il sub diventasse comune potrebbe cambiare la mentalità degli appassionati. O anche cristallizzarsi in soluzione economica, chissà.


In tutto ciò non bisogna dimenticare che per sfruttare le sue potenzialità un sistema con sub deve nascere come tale, i satelliti non devono poter funzionare da soli. E pure che la biamplificazione è d'obbligo, il taglio passivo è costoso e limitante. Il dimensionamento degli ampli non è banale e cambia anche con il posizionamento del sub.




Domanda finale: 8 pollici di altoparlante amplificato con 170W in classe D, questo cubotto vale 500euro?

Considerate che il giallo è proprio bello ma anche che 8" fanno quello che possono.

C'è un x-over regolabile ma non si sa di che pendenza (quindi da 6dB/Oct?) e privo di canale per i satelliti. :oops:

Luca

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » lunedì 14 settembre 2026, 16:50

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Una cassa da Rotel? Ma quando mai Rotel ha maneggiato degli altoparlanti al posto che dei transistor? Hanno avuto un' idea geniale?

La foto ha già risposto, ma ecco le caratteristiche dichiarate:
Dimensioni (L x A x P)
350 x 190 x 300 mm
13 4/5 x 7 1/2 x 11 4/5"

Potenza dell'amplificatore consigliata
30 - 120 W

Peso (netto)
7,7 kg (17 lb)

Struttura dell'armadio
MDF

Finiture per mobili
Nero opaco / Bianco opaco

Finitura della griglia
Nera
Progetto
Diffusore bass-reflex a 2 vie

Unità di azionamento
1 tweeter a cupola in seta da ø 25 mm (1 pollice)
1 driver per medi/bassi in composito di fibra intrecciata da ø 165 mm (6,5 pollici)

Frequenza di crossover
2,5 kHz

Risposta in frequenza
48 Hz - 28 kHz

Sensibilità ( 2,83 Vrms / 1 m)
87 dB

Impedenza nominale
8 Ω

Terminali per altoparlanti
Doppia placcatura in oro
Un 2 vie con mid-wf da 16cm, tw da 25mm, incrocio (di pendenze ignote) a 2,5kHz, dimensioni solite. I dati dichiarati sono in linea con il genere di diffusore, sembrano pure credibili che è un merito da segnalare.

Prezzo 1000 euro, non economico ma non spudoratamente spenna polli.

Magari il marchio Rotel, anche se fuori dal seminato, tira e come fare loro una colpa se ne approfittano? O magari è il miglior due vie del mondo e riscrive la frontiera del diffusore compatto; difficile.

Oppure è il milionesimo 2 vie compatto, roba di cui sentire la mancanza è proprio impossibile.

Se è il esattamente il modello numero 1.000.000 vince il premio signor Bonaventura. Se è uno come mille altri entra di diritto nel catalogo dei crimini.

Senza particolari colpe, solo perché esiste!

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » martedì 15 settembre 2026, 16:07

Ancora a soli 28 centimetri (11 “) piazza questa 300W centrale elettrica è più piccolo rispetto alla maggior parte subwoofer tipici. Ma con un 8 “woofer attivo abbinato ad un radiatore di basso ausiliario che esploderà la tua musica e film prendono vita con pugno coinvolgente e potenza.

Questa è la descrizione con cui il sito e-commerce "officine del suono" tenta di vendervi un subwoofer Cambridge. Ed è pure un sito dal nome italiano.

La pubblicità è l'anima del commercio ma nessuno ha mai detto che debba usare un linguaggio decente.

https://officinadelsuono.eu/subwoofer-a ... lore-white


Tra queste chicche, che in realtà sono piuttosto frequenti, e gli importatori che promuoverebbero marchi a decine, mi chiedo come funzioni il commercio hi-fi. Nel caso fossi interessato a questi prodotti, mi chiederei anche che impegno possa mettere nell'assistenza post vendita uno che manco ha voglia di vederlo l'apparecchio oggetto delle mie brame.

Comunque nei film d'azione l'esplosione del radiatore di basso ausiliario è di sicuro effetto, questo sub nelle scene di guerra è imbattibile. Occhio però a schivare i pugni ed eventuali calci rotanti.

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » mercoledì 16 settembre 2026, 0:40

Ecco controlli e connessioni tipiche di un subwoofer che potremmo provare ad usare in un impianto stereo, non del tutto a caso è un modello Dali
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ingressi sub 3.jpeg
ingressi sub 3.jpeg (149.3 KiB) Visto 1100 volte
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Domanda da neofita: che diavolo è l'ingresso LFE?

Piano, non spingete... ok, d'accordo, è l'ingresso per gli effetti speciali in bassa frequenza dei film. Quindi che ci importa, visto che noi vogliamo aggiungere il sub a due casse hifi, non farci un home theatre 5.1?

Ci frega assai perché a noi ci piace di usare un bel x-over esterno con cui controllare cosa mandare al sub e cosa ai diffusori principali ottenendo un incrocio a regola d'arte, anche ammettendo la possibilità di posizionamenti vari sia del sub che dei diffusori.

Gli ingressi L & R non ci sono utili perché sottostanno al passa basso interno la cui frequenza è regolabile al massimo a 140Hz, facilmente troppo bassa e comunque difficile da gestire perché in cascata con il x-over esterno. Inoltre la pendenza è spessissimo sconosciuta.

Fregatura definitiva: il sub non ha un filtro passa alto per i diffusori! E' il caso più comune.

State pensando cha abbia preso un sub troppo economico?


caratteristiche dichiarate di un modello B&W
Descrizione: Sistema subwoofer attivo in cassa chiusa amplificata
Dimensioni: Altezza: 310 mm (piedini esclusi); Larghezza: 310 mm; Profondità: 375 mm griglia e controlli inclusi
Trasduttore: da 250 mm ø a corsa lunga con membrana in carta/Kevlar®
Emissione potenza: 200 W
Gamma frequenze -6 dB a 20 Hz e 25/140 Hz regolabile (EQ pos. A)
Risposta in frequenza ±3 dB 27 Hz – 40/140 Hz regolabile (EQ pos. A)
limite alto del passa basso 140Hz, nessuna uscita filtrata passa alto.



un modello JBL:
Potenza dell'amplificatore (RMS): 600 Watt
Driver: Cono in polpa di cellulosa impregnato di Kevlar/Kapoc da 15"
Ingressi: Livello linea, Livello altoparlante e DSP Direct
Uscite: Livello linea e Livello altoparlante
Frequenza di taglio basso: 30 kHz - 150 Hz, 24 dB/ottava, variabile continuamente
passa basso da 24 dB/ottava, bello conoscere la pendenza. Ma il taglio è sempre necessariamente da sub audiofilo e manca il filtraggio passa alto.



un prestigioso Sonus Faber:
Subwoofer attivo in cassa chiusa, complemento ideale della collezione Olympica Nova
Amplificatore integrato in classe AB da 600 watt nominali, 900 watt di picco
Woofer da 10 pollici (254 mm) a lunga escursione con diaframma ultra rigido e leggero, composto da una struttura a sandwich tri-laminata con parte centrale a nido d’ape
Risposta in frequenza: 25 Hz
FC con crossover variabile
Processore digitale DSP avanzato nello stadio di ingresso
Interfacce Ethernet e Wi-Fi (ricevitore incorporato, trasmettitore opzionale disponibile separatamente) con facoltà di collegamento del segnale senza fili
Applicazione dedicata gratuita disponibile per Android e iOS (iPhone, iPad) per gestire il subwoofer da remoto, completa dei seguenti controlli: volume, crossover, curve di filtro 24 dB/Oct, fase, equalizzatore parametrico, delay, autospegnimento
Ingressi: 2X line level (L/R e LFE) sbilanciati RCA, 1X line level bilanciato XLR, 1X high/speaker level (Speakon)


taglio con filtro digitale molto più gestibile ma sempre nessun passa alto per i diffusori.


E' chiaro il senso di questi oggetti: aggiungersi in basso ai diffusori principali. E' l'impostazione che chiamo "audiofila" che vorrebbe preservare il suono delle casse principali al massimo, quindi le lascia suonare come se il sub non ci fosse e a quest'ultimo consente di farsi sentire solo dove le casse non emettono. Il senso è facile da capire ma non è una buona ricetta.

Noi ci accolleremmo volentieri un x-over esterno per fare le cose per bene; cioè un incrocio che abbia un senso come risposta complessiva e alleggerisca il compito ai diffusori principali. Inoltre potremmo svincolare l'emissione dei bassi, non solo quelli più profondi, dai diffusori principali potendo ottimizzare il posizionamento in ambiente.

Per farlo ci servirebbe un ingresso lineare, non pasticciato da filtri di cui spesso sappiamo pure poco. E qui verrebbe buono l'ingresso LFE, in fin dei conti sul canale x.1 la banda è già limitata da chi ha fatto la colonna sonora e non è bene pasticciarla ulteriormente.



specifiche di un sub Canton:
Risposta in frequenza: 20-200 Hz.
Frequenza di crossover: regolabile da 45 a 200 Hz.


uno di Velodine:
Risposta in frequenza: 15 Hz – 320 Hz (±3 dB); estensione in bassa frequenza: 13 Hz


un costoso KEF:
Recommended High-Pass Filter (HZ)
40Hz – 120Hz, Bypass
40Hz – 140Hz, LFE

Variable Low Pass Filter
40Hz – 140Hz, LFE

Frequency Response
(±3dB)
11Hz – 200Hz
questo ha delle uscite filtrate passa alto (a passi con microswitch) e passa basso che arriva ai soliti 140Hz. Però dichiara una risposta in frequenza che si ferma a 200Hz.


dalle caratteristiche di un sub SVS:
Risposta in frequenza: 15 Hz – 320 Hz (±3 dB); estensione in bassa frequenza: 13 Hz
320Hz come il Velodine, in effetti questo SVS con un cono da 17" potrebbe essere simile.


Sono solo degli esempi (ne ho spulciato parecchi altri) e per giunta i dati di questi sub sono spesso poco chiari ma il succo è evidente: anche l'ingresso LFE è filtrato. Di far fare al sub quello che vogliamo noi ce lo possiamo scordare; sapere a priori come si combinerà il filtro interno con il taglio esterno è impossibile.




In pratica l'appassionato che decide di dotarsi di un sub nella maggior parte dei casi si troverà a non migliorare minimamente il suono dell'impianto esistente e cercherà solo di cucirci un prolungamento in basso. Peccato che le probabilità di ottenere un incrocio ben fatto controllando solo al frequenza del passa basso e la sua fase (spessissimo con la sola opzione di invertirla) sono infinitesimali. Se così non fosse progettare cross-over sarebbe un gioco facile, non lo è.




Ci sono due strade: vogliamo fare un gran casino e quindi alziamo la frequenza di taglio generando, se ci dice bene, un bel rigonfiamento sulle basse veloci. Per la festa dei ragazzini non è male, potendo equalizzarlo magari potrebbe essere digeribile; siamo audiofili e non tolleriamo picchi nella risposta in frequenza - sulle basse dove ci si mette pure l'ambiente men che meno! - quindi abbiamo una sola possibilità: tirare in basso il filtro del sub sino ad evitare rigonfiamenti strani ma con la contropartita di un bel buco nell'incrocio che risulterà apertissimo.

Il risultato funziona: il suono dell'impianto non viene peggiorato e se proviamo ad ascoltare dei bassi molto profondi prima non c'erano e ora si. Il buco non si nota, anzi garantisce finta "pulizia" se non in casi sporadici. E' un piano B non potendo fare le cose per bene.


La distanza dal piano A è enorme: si rinuncia a un sacco di dinamica; si rinuncia ad emettere le basse da una posizione più favorevole di quella adatta alle casse principali; si rinuncia a poter sfruttare la sovrapposizione tra sub e main, che in alcuni casi può avere senso se studiata e non frutto del caso; se stiamo organizzando l'intero sistema, rinunciamo a scegliere satelliti con meno estensione a favore dell'efficienza, piuttosto che della compattezza.

Da notare che i piccoli diffusori a gamma quasi intera, sistematicamente con bass-reflex accordato necessariamente alto, se non vengono filtrati non vanno certo lontano grazie a un sub aggiuntivo. Quando ci ascoltate musica per cui abbia senso il sub il programma contiene frequenze inferiori a quelle a cui è efficace il reflex. Risultato: il wooferottolo spernacchia impastando anche tutta la gamma media e diventa inascoltabile, anche se intanto i bassi del sub fossero magnifici.



Quindi ho una risposta alla domanda che poneva il post sul subbotto Dali: il mercato si appresta a sdoganare il sub in hifi o lo confinerà nell'ambito degli impianti economici?

Al momento direi la seconda: il sub negli impianti belli al massimo può ambire al ruolo di accessorio che interviene giusto con il pedale dell'organo o sporadicamente sulle note più gravi del pianoforte ma i problemi in gamma bassa e mediobassa tipici dei diffusori di moda e del loro posizionamento li lascerà inalterati. Tanta spesa, poca resa. Ecco perché ho promosso, ma lui è solo un esempio, il cubotto Dali a crimine pubblicitario.



Questa scampolo di intervista basterebbe a scrivere la sentenza:
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sub intervista dali.JPG
sub intervista dali.JPG (76.89 KiB) Visto 1100 volte
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Dali vi vende satelliti e sub, però la gestione dell'incrocio la demanda ad uno sconosciuto ampli generico, garanzia di risultato casuale.

Non sarà che la fanno facile pur di appiopparvi il sub? O rendere più appetibili le casse economiche?

L'unica difesa dell'incauto acquirente è quella già citata: tra un bel picco in basso e un buco meglio girare in senso antiorario la manopola della frequenza di taglio e fare meno danno possibile. Però per risultare indolore le casse principali devono scendere e se le avevate piccole anche le prestazioni rimangono piccole.

Perché se provaste a incrociare a 150Hz un buco lo sentireste bene, un picco sarebbe orrendo. E non è che andare su e giù con il passa basso vi garantisca di spianare la risposta. Aggiungere un sub che alleggerisca davvero il lavoro delle casse principali è un lavoro da progettisti, al limite da appassionati molto tecnici ed esperti.

La vera strada commerciale è che il produttore progetti un sistema chiuso, magari con i satelliti che possono suonare da soli con molti limiti ma necessariamente un sistema dalla progettazione completa che preveda il sub. Vendere l'aggiunta "fai da te" è un paraculata rinunciataria sul piano delle prestazioni.




Come crimine non vi basta?

Allora sentite questa: tra pilotare il sub con il segnale a livello linea e ingressi RCA e pilotarlo con le uscite dell'ampli principale (che in questo caso DEVE lavorare a gamma intera!) la seconda è preferibile.
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sub esoterico.JPG (66.17 KiB) Visto 1100 volte
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Avete capito? Se derivate il pilotaggio dal pre sentirete i bassi in anticipo! :lol:

Una buona ragione per preferire questo collegamento (stiamo parlando comunque di configurazioni di serie B a essere buoni) può essere l'esuberanza del sub rispetto all'amplificazione principale, evitereste che sui picchi si sentano solo i bassi. Se aumentando la potenza dell'ampli principale l'unico risultato è di mandare in crisi i diffusori, potrebbe essere il male minore. Meglio se con valvole, ci sono più probabilità che non tirino le cuoia i tweeter. Non è questione di preservare la timbrica dell'impianto, si tratta solo di limitare i danni quando l'impianto non ce la fa.

Luca

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » mercoledì 16 settembre 2026, 20:25

un progettista/recensore/divulgatore ebbe a proporre un sub passivo per le celebri LS3/5a.

Aggiungere un sub alle regine delle pulci è un bel problema, se ne è già parlato

viewtopic.php?t=9268

nel caso specifico il sub è a colonna. Scelta ovvia dal punto di vista abitativo, buttate lo stand e ci mettete il sub, quasi non se ne accorgerà nessuno, ma non ottimale acusticamente. Non è questo l'argomento, ma la forma avrà una certa rilevanza. Il caricamento è risonante, definito doppio carico asimmetrico chiuso, ha un andamento passabanda usato per incrociare acusticamente il satellite.



questa la risposta in freq. da completare:
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è pressoché universalmente nota, caratterizzata dall'enfasi sulle (quasi) basse, voluta dai tecnici BBC perché frutto del disegno del cross-over.

Le modalità di misura sono quelle che vengono utilizzate nelle normali prove, idem l'aspetto grafico.

Non è chiarissimo come viene rilevata la parte bassa, visto che l'acquisizione non è certo fatta in una camera anecoica sino alle bassissime frequenze. Se ne è già parlato, anche se al momento non riesco a mettere un link.


questa è la medesima da fonte BBC:
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ls3.5 risp bbc.JPG
ls3.5 risp bbc.JPG (27.24 KiB) Visto 1006 volte
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la veste grafica è un po' diversa, non stupisce: è tratta da un documento BBC del '76. E' definita come "free-field" e pare confermare la precedente, almeno per basse e mediobasse.

https://downloads.bbc.co.uk/rd/pubs/reports/1976-29.pdf

Da notare che la bassissima efficienza è in parte dovuta alla scelta di una risposta un po' loudness, ottenuta tenendo giù la risposta del mid-wf già dalle medio basse.

Kef usava il medesimo altoparlante in un diffusore a tre vie come medio ottenendo una efficienza migliore. Era disponibile come kit e qualcuno ne propose una versione particolare proprio in tema, infatti splittava il tradizionale mobile del progetto kef in due casse, un mini per medio e tw e una cassa per il WF (di cui cambiava anche il caricamento).

https://www.fabriziocalabrese.it/upload ... 393784.pdf

Se siete estimatori del B-110, questa è una soluzione più razionale rispetto all'aggiunta di un sub alle LS3/5a.




Questo l'andamento delle LS3/5a dopo l'apposito filtro passa alto:
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ls filtr.jpg
ls filtr.jpg (115.19 KiB) Visto 1006 volte
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l'andamento è ritenuto soddisfacente ed è conforme a una simulazione di progetto. Tutto molto bene.

continua...

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » mercoledì 16 settembre 2026, 22:04

questa è la risposta complessiva cercata:
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ls con sub.JPG
ls con sub.JPG (74.21 KiB) Visto 998 volte
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alla verifica del filtro per le pulci qualche cosa non quadra:
...la gamma bassa è veramente sparita, con una risposta che al massimo assomiglia a quella di un midrange evoluto. Con la fida CLIO 7 scopro l’arcano: con i diffusori ad un metro e cinquanta dalla parete posteriore ben farciti di rumore rosa la risposta rilevata a 2,5 metri di distanza inizia a calare decisa a 350 Hz circa, e la banda dei 100 Hz dove dovrei incrociare col sub è “sotto” di almeno 10 decibel rispetto al diffusore non filtrato ed almeno 4 dB rispetto a quello che mi serve!
mancano 4dB all'appello a 100Hz e non è un problema del filtro, è proprio il diffusore che suona più basso del previsto:
Eppure la misura in campo vicino di CLIO mi dice che la risposta anecoica è esattamente quella che ho simulato...


L'abbinata pulce più sub conferma:
... due Rogers, le sistemo sui due subwoofer e metto a suonare qualcosa, ma l’ascolto non mi convince affatto. Quello che temevo si è avverato: il sub emette verso il pavimento, e non fa troppe storie in quanto a pressione, mentre i due satelliti, pur “caricati” dal pannello del sub, producono un vistoso buco al centro (dell'incrocio, immagino ndr) che CLIO, inclemente, quantifica in circa 6 decibel, e notate che alle misure near field la risposta sembra una riga!
il rimedio:
Si tratta, in pratica, di fare un picco di circa 3,5 decibel tra gli 80 ed i 250 Hz, ...



Dov'è l'interessante di questa vicenda?

Semplice: le misure near-field dicono una cosa, la risposta nella collocazione di normale utilizzo un'altra. Supponendo che il diffusore sia stato piazzato ben lontano dalle pareti, non vedo che una spiegazione: la procedura di misura near-field ha prodotto la risposta in un semispazio.

Quindi la risposta delle Rogers pubblicata vale se le mettete in libreria ben contornate da libri. Se le mettete su uno stand lontane dalle pareti i bassi sono decisamente ridotti (si parla di 6dB).

Quando si tratta di ascoltarle da sole si può non badarci ( :? insomma...) ma quando si deve far collimare il loro livello con quello di un sub, che effettivamente emette in un semispazio perché ha l'emissione vicina al pavimento, la differenza non è più negabile né trascurabile.



La conferma ce la dà l'autore stesso commentando il precoce calo sulle basse delle LS3/5:
Eppure la misura in campo vicino di CLIO mi dice che la risposta anecoica è esattamente quella che ho simulato. Sembra una contraddizione, ma la soluzione ovviamente sta nella teoria, che semplicemente sottrae tanta risposta in basso al satellite inglese quanta non ne riesce a trattenere il pannello frontale, che sappiamo essere di dimensioni molto contenute.


"non ne riesce a trattenere..." non vi suona strana la frase? Il fatto è che il pannello frontale non deve trattenere nulla, semplicemente se è piccolo rispetto alla lunghezza d'onda, con il diffusore lontano dal pavimento capita che l'altoparlante emetta in uno spazio intero. Se la Clio in campo vicino dava 6dB in più è semplicemente perché considera l'emissione in uno semispazio.



Il periodo un po' fumoso ha un simpatico effetto: quello di rendere meno evidente ciò che da questa vicenda risulta chiaro: quando la rivista pubblica la risposta di un diffusore da stand, i bassi sono molto ottimistici rispetto alla realtà d'utilizzo. E non stiamo parlando di prime riflessioni.



Siccome quei grafici vengono letti da praticamente tutti gli appassionati come risposta in campo libero, a meno di trovare spiegazioni alternative ai bassi mancanti, sbattere il naso sul problema del loro reale significato e svicolare con una supercazzola come il pannello che "non trattiene" rappresenta un evidente crimine pubblicitario.




Sul medesimo tema:


questa è la risposta pubblicata da ScansSpeak di un loro mid-wf di lusso:
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ls  scanspk.JPG
ls scanspk.JPG (65.72 KiB) Visto 998 volte
.

alcuni parametri:
Fs: 38 Hz
Re: 5.9 Ω
Qt: 0.5
Sensitivity: 84.5 dB
VAS: 17 ltr.

la sensibilità non fa per me ma sembrerebbe un buon candidato per un satellite da incrociare con un sub "audiofilo". In cassa chiusa si potrebbe ottenere uno smorzamento vicino a 0,7 con una risonanza in cassa sui circa meno quasi 70Hz (a occhio, non ho fatto calcoli), dipende da che assorbente mettete nella cassa e da quanta resistenza in serie ci mette il filtro (con buona pace dell'ampli e del DF...). Perfetto per un sub tagliato basso.

Però se ci fate il solito mini con il frontale più piccolo possibile e volete tutti gli 84,5dB di sensibilità cadete male. Anche disegnando il filtro è meglio che dimentichiate quel bell'andamento rettilineo. Infatti:
Response plot
In this plot we show the SPL responses on axis and 30 and 60 degrees horizontally off axis. The sound pressure level
is shown with reference to 20 μPa.
Input voltage is 2,83 Vrms, microphone distance is 1 m and the drivers are always mounted in a 6 m by 7 m sized
baffle corresponding to “true” 2π measurement conditions. A 320 liter closed cabinet loads the backside of the
driver unless stated otherwise.
La misura vale in un semispazio! Il vostro mini alle basse scende a meno di 80dB di sensibilità :o :oops:


Scan Speak lo specifica. Oddio, bisogna andarsela a cercare 'sta specifica, la scrittina a piè di grafico costerebbe poco ma mica la mettono i furbetti.

Però la specifica nel sito c'è, quindi non posso imputar loro il medesimo crimine commesso dal tecnico che aggiunge un sub-stand alle LS3/5a. Ma almeno un ammonimento per scarsa chiarezza se lo meritano pure loro.



Luca

bobgraw
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da bobgraw » giovedì 17 settembre 2026, 17:13

lucaesse ha scritto: ↑
mercoledì 16 settembre 2026, 20:25

Aggiungere un sub alle regine delle pulci è un bel problema, se ne è già parlato
lucaesse ha scritto: ↑
mercoledì 16 settembre 2026, 22:04


Dov'è l'interessante di questa vicenda?

Semplice: le misure near-field dicono una cosa, la risposta nella collocazione di normale utilizzo un'altra. Supponendo che il diffusore sia stato piazzato ben lontano dalle pareti, non vedo che una spiegazione: la procedura di misura near-field ha prodotto la risposta in un semispazio.

Quindi la risposta delle Rogers pubblicata vale se le mettete in libreria ben contornate da libri. Se le mettete su uno stand lontane dalle pareti i bassi sono decisamente ridotti (si parla di 6dB).

Quando si tratta di ascoltarle da sole si può non badarci ( :? insomma...) ma quando si deve far collimare il loro livello con quello di un sub, che effettivamente emette in un semispazio perché ha l'emissione vicina al pavimento, la differenza non è più negabile né trascurabile.

lucaesse ha scritto: ↑
mercoledì 16 settembre 2026, 22:04

continua...
Luca questa volta ti sei superato: credo che la tua analisi sia solo alla prima puntata ma è già il miglior contributo che abbia mai letto sul sempiterno tema LS3/5a e Sub, da parte mia applausi a scena aperta.
F.Calabrese ha scritto: ↑
giovedì 1 gennaio 1970, 1:00

https://www.fabriziocalabrese.it/upload ... 393784.pdf

Se siete estimatori del B-110, questa è una soluzione più razionale rispetto all'aggiunta di un sub alle LS3/5a.
E' incredibile leggere e constatare quanto siano ancora attuali le indicazioni di Fabrizio su entrambi i temi (che @lucaesse ha così ben correlato), a quarant'anni di distanza, anche se penso che Fabrizio oggi, interrogato sullo stesso tema, probabilmente utilizzerebbe un crossover elettronico digitale e inserirebbe un medio-basso dedicato tra subwoofer e B110 ;)

F.Calabrese
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da F.Calabrese » giovedì 17 settembre 2026, 23:51

bobgraw ha scritto: ↑
giovedì 17 settembre 2026, 17:13
Luca questa volta ti sei superato: credo che la tua analisi sia solo alla prima puntata ma è già il miglior contributo che abbia mai letto sul sempiterno tema LS3/5a e Sub, da parte mia applausi a scena aperta.
Mi associo...

Sempre meglio...!!!


Grazie a nome di tutti.
Saluti
F.C.

danco
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da danco » sabato 19 settembre 2026, 8:52

Ho una coppia di Harbeth P3ESR, non sono le LS3/5 ma si può dire che ne sono le discendenti.
Le caratteristiche sono più o meno simili così come la risposta pubblicata dal costruttore e quella misurata dalle riviste (stereophile).
Anche loro hanno la gobba sui 100 Hz e il taglio in basso intorno ai 70 Hz.
Ho fatto delle prove per abbinare un sub ma con scarsi risultati, in tutti i parametri. Ritengo che siano quel tipo di diffusore che se piace
piace così com'è. Se adeguatamente pilotate e restando nei loro limiti, sono in grado di produrre dell'ottima musica.
Non ci ascolti i Rammstein, che peraltro non fanno parte del mio repertorio musicale, ma possono dare molte soddisfazioni.
Ultimamente Harbeth ha prodotto un sub a stand per le P3ESR, non l'ho mai sentito ma ha un costo che ritengo assolutamente fuori scala
al di là dei possibili risultati.

Danilo

P.S.: non ho la possibilità di metterle a parete in libreria, quindi di solito le uso su stand. Beh devo dire che comunque sorprendono
per estensione in basso (fondamentale mancante?)

lucaesse
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Re: Crimini (pubblicitari) estivi

Messaggio da lucaesse » sabato 19 settembre 2026, 17:32

Grazie per l'apprezzamento!

Devo però deludere Bobgraw: non ho molto da aggiungere sul tema LS3/5a vs subwoofer.

La motivazione è semplice ma ero timido nell'esporla avendo ascoltato le LS3/5a solo in negozi, quindi in modo molto superficiale. Ringrazio Danco per aver riportato la sua esperienza che conferma esattamente la mia impressione: le Regine delle Pulci il sub non lo vogliono.



Se a distanza di decenni e nonostante i progressi tecnici negli altoparlanti sono ancora un riferimento per quel genere di diffusore, la ragione è semplice: il progetto è frutto di grande competenza ed è pure riuscito particolarmente bene. Ed è un esempio perfetto di come un ottimo progetto è quello che ha azzeccato perfettamente i giusti compromessi.



La BBC aveva bisogno di un monitor compatto per piccoli ambienti; non poteva puntare a livelli SPL elevati e neppure erano necessari, probabilmente lo scopo principale era il controllo della voce e comunque un tecnico non può lavorare per ore ascoltando musica orchestrale a livello realistico. Caratteristiche che si riproducono perfettamente nell'ascolto domestico "condominiale", dove spesso la riproduzione dinamicamente realistica dell'orchestra o del rock è preclusa per ragioni di convivenza. Di qui il grande successo nel mondo hifi di un diffusore nato come strumento di lavoro.

Purtroppo la BBC non aveva la necessità di ascoltare a volume minimo, il principale difetto di questi diffusori in uso casalingo non deve aver minimamente impensierito i progettisti: abbassando a volume notturno viene subito voglia di dare un po' di manetta. Un fonico si guarderebbe bene di lavorare ad un volume troppo basso, sa bene che l'orecchio gli falserebbe la percezione e sta attento a mantenere l'ascolto al suo livello abituale.



Per migliorare le prestazioni intrinseche delle Pulci con un sub bisogna almeno dirottare parte dei bassi su quest'ultimo, quindi ancora prima di pensare al sub ci si scontra con la necessità di interferire con il lavoro dei tecnici BBC, pure in momento di grande ispirazione, senza fare pasticci. Personalmente non ho dubbi: lascio stare e mi godo le Pulci come sono! Si configurerebbe il reato di lesa maestà, è punito con la condanna ad un pessimo suono.

Le scelte in fatto di filtraggio sono incoerenti con la disponibilità di una terza via bassa; il mid-wf in cassa chiusa sottosmorzata, con un roll-on molto dolce, che rende i bassi profondi meno assenti di quanto sembri dire il grafico della risposta; la gobba sui 100Hz che aiuta l'ascolto a volume non alto e rende il diffusore più grande all'orecchio che alla vista; è un'impostazione che costa in efficienza ma ottiene un gran risultato da un piccolo due vie. Avessero avuto a disposizione un'altra via in basso ne sarebbe uscita un'impostazione affatto diversa della gamma media e alta.



Se uno le possiede, per qualsivoglia ragione non le vuole abbandonare, ma gli piacerebbe avere anche i bassi profondi, in teoria il sub in perfetto stile audiofilo, cioè che si aggiunge dove il diffusore non arriva, potrebbe essere la strada meno insensata. E' comunque una scelta non ottimale, ci si adatta a fare quel che si può. Un vero sistema satelliti più sub nasce come tale dall'inizio della progettazione e ha i diffusori principali concepiti molto diversamente.

Qui la soluzione credo dipenda molto dalla situazione ambientale specifica. In ogni caso la vedo di difficile implementazione, buon divertimento con mille prove. Rimango dell'idea che Danco abbia ragione: meglio godersele per quello che sono.



Quanto alle proposte commerciali, sistematicamente bloccate sulla soluzione stand-sub:
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sub ls35 harbet.JPG
sub ls35 harbet.JPG (64.59 KiB) Visto 651 volte
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sub ls35 rogers.JPG
sub ls35 rogers.JPG (74.54 KiB) Visto 651 volte
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tecnicamente decisamente non mi piacciono, se proprio dovessi affrontare la sfida tenterei altre strade, ma il punto è: come non essere nuovamente d'accordo con Danco?

Siamo a 4000 euro circa per i soli sub! Troppo. Aggiungete una replica attuale delle Pulci, per la quale vi tocca pagare anche il mito, un po' di più o un po' di meno in funzione del marchio, e ottenete una spesa complessiva impegnativa a cui i limiti dei minidiffusori con mid-wf da 5" stanno decisamente stretti. Meglio vendere le Pulci e passare a sistemi più impegnativi.



Avevo curiosato i subwoofer per capire se potessero essere una potenziale perturbazione all'attuale situazione tecnica del mercato. Pare di no, i sub proposti per le LS3/5 rafforzano questa impressione. Lunga vita alle torri.

Ero finito a parlare delle LS3/5 perché sono una perfetta illustrazione dei limiti dell'attuale concezione del sub in campo hi-fi o audiofilo. Nell'articolo da cui ho pescato, la chicca sulla discrepanza tra misure diverse e ascolto è un altro discorso. Ma è tanto tanto interessante! ;)



un piccolo crimine pubblicitario finale:
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ls sub rogers spec.JPG
ls sub rogers spec.JPG (76.06 KiB) Visto 651 volte
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The NEW Rogers AB3a is an infinite baffle ...
Il contrasto tra baffle infinito e quella stretta torretta è comico. Non sapevo che in inglese "infinite baffle" si potesse usare come sinonimo di sospensione pneumatica. Oppure quei wooferini hanno le sospensioni così tanto rigide da rendere proporzionalmente grande il volume delle torrettine. In un subwoofer... :? mah...


Luca

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