Obsolescenza di pre, finali, ecc.

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queledsasol
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da queledsasol » lunedì 20 dicembre 2010, 13:52

Michele ha scritto:
Fin qui può sembrare facile, ma quando si incontrano degli scoppiati come quelo di Sassuolo Che vogliono i tromboni? Che fai?
In Italia solo Fabrizio e Marcello Croce sono sicuramente in grado di progettare quelle cose forse anche un tizio, mi scuso ma non lo conosco molto.
Sulle elettroniche che si fa? Qui sono ignorante.
Insomma il tecnico "artigiano" non è che si trova dietro l'angolo... Non se ne trovano molti solo nei posti giusti, mi è scappata la citazione scusate.

Saluti
Michele
Grazie per il termine "scoppiati"rivolto alla mia persona (non me la prendo di certo,e forse lo merito),il fare quelli che voi chiamate "tromboni" e' stato quasi (visto che conoscevo la gente giusta per progettarli e per realizzarli e non ultimo me li potevo permettere come
spazi e esborso economico)un obbligo per poter verificare che quanto di buono gia' conoscevo nella parte medio-acuta a tromba si ripetesse nella parte bassa.
Ora mi e' impossibile trasmettere tramite tastiera delle EMOZIONI,ma (se vi fidate)vi posto un opinione di persona non audiofila e al
di sopra delle parti (anche un po' infastidita dalle mie occupazioni di spazi famigliari)mia moglie:
a mia moglie non interessa l'alta fedelta',subisce il mio hobby con purtroppo non rassegnazione e si lamenta degli spazi che occupo a
scapito della famiglia;per cui quale miglior tester per fare paragoni tra i tre impianti (le donne ci sentono pure benissimo) che un po'
la infastidiscono.
Bene a domanda di quale lei sceglierebbe la risposta e' stata netta:l'impianto a trombe "NON C'E' PARAGONE".
Per cui forse c'e' un motivo perche' insisto su questo tasto.

Ciao, ;)

P.S: mi sa' che mi volete prendere in mezzo,prima mariorossi187 ripete che "non faccio testo" poi michele gli risponde che sono uno
"scoppiato";oh ma che vi ho fatto?
Ultima modifica di queledsasol il lunedì 20 dicembre 2010, 23:21, modificato 1 volta in totale.

JandB
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da JandB » lunedì 20 dicembre 2010, 14:06

Ecco, quella della costruzione artigianale proprio non mi attira.
Per svariati motivi.
1) l'artigiano non fa ricerca. Questo deve essere chiaro. In un mondo solo di artigiani, avremmo ancora il cocchio coi cavalli e la macchina fotografica a soffietto.
2) l'artigiano nella stragrande maggioranza dei casi, semplicemente assembla, come un cuoco maldestro, gli ingredienti che trova a disposizione sul mercato, e per darsi un tono spesso vanta solo componenti di pregio e costosi nelle sue costruzioni. Ma il progetto dov'è?
3) il gusto dell'artigiano: devo andare d'accordo con i suoi gusti, e non è sempre scontato.
4) la competenza, l'affidabilità, la costruzione. Spesso gli artigiani sparano escremento su tutto e tutti, colleghi compresi. Ecco, è un modo ottimo per convincermi a NON comprare nulla da essi. Perchè se sei un genio, devi dimostrarlo sul mercato. Non sono un tecnico, non so giudicare a vista e con gli strumenti (che non ho) se un oggetto è costruito bene. Non capirei lo schema, il progetto quando (cosa più unica che rara) mi venisse mostrato.
5) volutamente per ultima, metto la rivendibilità. Non è vero che gli oggetti artigianali non sono rivendibili. Dipende solo da quanto costano.

Da questo discorso terrei a parte il capitolo diffusori.

Con questo non voglio minimanente sminuire il lavoro, la competenza, la preparazione e l'onestà intellettuale di alcuni artigiani, ma dico solo che il mercato è troppo ristretto e sovraffollato per poter avere artigiani credibili, e non nuvolette di passaggio, con tutti i rischi annessi.

E adesso le domande di rito, per mettere a fuoco il vero problema:
Chi è un artigiano?
Quali caratteristiche deve avere?
In cosa si differenzia da un semplice autocostruttore?
Che requisiti devono avere i suoi prodotti?
Che garanzie mi danno?

Purtroppo in hifi tanti artigiani sono riusciti a sedersi in alto, ma così in alto da risultare inattaccabili, nonostante vendano escremento. Ma la vendono talmente cara da riuscire a comprare la totalità della stampa.
Provare a misurare al banco un... un... beh, mettete voi la marca e il modello.
Pescate tra i più cari, e ci indovinate.

Alessio.

queledsasol
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da queledsasol » lunedì 20 dicembre 2010, 14:37

JandB ha scritto:Ecco, quella della costruzione artigianale proprio non mi attira.
Per svariati motivi.
1) l'artigiano non fa ricerca. Questo deve essere chiaro. In un mondo solo di artigiani, avremmo ancora il cocchio coi cavalli e la macchina fotografica a soffietto.
2) l'artigiano nella stragrande maggioranza dei casi, semplicemente assembla, come un cuoco maldestro, gli ingredienti che trova a disposizione sul mercato, e per darsi un tono spesso vanta solo componenti di pregio e costosi nelle sue costruzioni. Ma il progetto dov'è?
3) il gusto dell'artigiano: devo andare d'accordo con i suoi gusti, e non è sempre scontato.
4) la competenza, l'affidabilità, la costruzione. Spesso gli artigiani sparano escremento su tutto e tutti, colleghi compresi. Ecco, è un modo ottimo per convincermi a NON comprare nulla da essi. Perchè se sei un genio, devi dimostrarlo sul mercato. Non sono un tecnico, non so giudicare a vista e con gli strumenti (che non ho) se un oggetto è costruito bene. Non capirei lo schema, il progetto quando (cosa più unica che rara) mi venisse mostrato.
5) volutamente per ultima, metto la rivendibilità. Non è vero che gli oggetti artigianali non sono rivendibili. Dipende solo da quanto costano.

Da questo discorso terrei a parte il capitolo diffusori.

Con questo non voglio minimanente sminuire il lavoro, la competenza, la preparazione e l'onestà intellettuale di alcuni artigiani, ma dico solo che il mercato è troppo ristretto e sovraffollato per poter avere artigiani credibili, e non nuvolette di passaggio, con tutti i rischi annessi.

E adesso le domande di rito, per mettere a fuoco il vero problema:
Chi è un artigiano?
Quali caratteristiche deve avere?
In cosa si differenzia da un semplice autocostruttore?
Che requisiti devono avere i suoi prodotti?
Che garanzie mi danno?

Purtroppo in hifi tanti artigiani sono riusciti a sedersi in alto, ma così in alto da risultare inattaccabili, nonostante vendano escremento. Ma la vendono talmente cara da riuscire a comprare la totalità della stampa.
Provare a misurare al banco un... un... beh, mettete voi la marca e il modello.
Pescate tra i più cari, e ci indovinate.

Alessio.
Ti consiglio di non fare di ogni erba un fascio,quello che tu dici e' purtroppo spesso vero;sul prodotto "artigianale" a volte i commerciali
hanno marciato per esaltare determinati "guru" e aumentare vortiginosamente i prezzi.
Spesso non c'e' ricerca (questo purtroppo spesso anche nell'industriale),spesso come dici si esaltano le qualita' dei componenti dimenticando il valore primario del progetto;ma purtroppo questo accade in tutti i livelli di questo piccolo mercato.
Per cui artigianale o industriale e' una questione di saper scegliere (a volte,spesso,di poter scegliere).
Nel mio caso per fortuna (?)sono stato nelle condizioni di poter scegliere,e le mie scelte sono sempre state non condizionate da null'altro
che non fosse la mia discrezionalita',ho cercato di non farmi influenzare ne' da marchi ne' da presunta superiorita' tecnologica ma solo da
quello propostomi,il come era costruito,i principi di funzionamento e ovviamente il suono e il costo e non ultimo dove questo oggetto
sarebbe andato a fare il suo lavoro (in quale impianto).

Ciao, ;)

F.Calabrese
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da F.Calabrese » lunedì 20 dicembre 2010, 15:02

JandB ha scritto:(...)
1) l'artigiano non fa ricerca. Questo deve essere chiaro. In un mondo solo di artigiani, avremmo ancora il cocchio coi cavalli e la macchina fotografica a soffietto.
2) l'artigiano nella stragrande maggioranza dei casi, semplicemente assembla, come un cuoco maldestro, gli ingredienti che trova a disposizione sul mercato, e per darsi un tono spesso vanta solo componenti di pregio e costosi nelle sue costruzioni. Ma il progetto dov'è?
3) il gusto dell'artigiano: devo andare d'accordo con i suoi gusti, e non è sempre scontato.
4) la competenza, l'affidabilità, la costruzione. Spesso gli artigiani sparano escremento su tutto e tutti, colleghi compresi. Ecco, è un modo ottimo per convincermi a NON comprare nulla da essi. Perchè se sei un genio, devi dimostrarlo sul mercato. (...)
5) volutamente per ultima, metto la rivendibilità. Non è vero che gli oggetti artigianali non sono rivendibili. Dipende solo da quanto costano.

Da questo discorso terrei a parte il capitolo diffusori...
Begli spunti, davvero ! Proviamo ad approfondire...

1)- Se per ricerca intendiamo quella che si possono permettere le Ditte farmaceutiche o le grandi Case automobilistiche... OK... Ma la cultura scientifica nel nostro campo è portata avanti quasi sempre da soggetti che scrivono sul Journal of AES, o sul Journal of Ac. Soc. of America, i quali solo occasionalmente sono stati assunti (per poco) dalle grandi Aziende dell'elettronica domestica. Gente come Barth Locanthi o John Vanderkooy può aver pure fatto consulenze, ma è da sempre stellarmente avanti rispetto a tutti i gonfiatissimi "geni" delle varie aziendine... Perché di aziendine si tratta !!!

2)- E' vero... ma le Aziende assemblano anche loro... Mi dite quale fabbricante di ampli si fa realizzare transitor apposta...??? Non scherziamo nemmeno...

3)- Ci sono artigiani che fabbricano belle scatole... e qui il gisto fa da padrone, nella scelta... Ma c'è pur qualcuno che fabbrica oggetti altamente performanti... Basta distinguere...!!! Personalmente sono iscritto all'Artigianato, ma ho prodotto diffusori con bassi direttivi quasi dieci anni prima della "grande" Meyer... e ne conosco i difetti al punto di non aver fatto certi loro errori. Chi parla di gusti... e chi di prestazioni...???

4)- Sul fatto di criticare gli altri si fa sempre un errore "troppo comodo"... Una grande azienda, p.es. JBL o B&W o Focal, non ha assolutamente bisogno di profferire o scrivere parola contro un concorrente più povero... Basta alzare il telefono e dire al direttore della testata XYZ che dal mese prossimo non sarà rinnovato il contratto pubblicitario, per vedere il prodotto del concorrente letteralmente massacrato, sia sulla testata che sul Forum eventualmente collegato.
L'artigiano ha poche possibilità di comunicazione... e nessun collaboratore disposto a fare critiche (pur meritatissime...) ad altri... per cui provvede di persona e ci fa la figura dell'antipatico...!

5)- Sul costo basterebbe fare un ragionamento... semplice semplice. Ipotizziamo che sia possibile mettere in commercio delle varianti artigianali delle JBL Everest o delle Grand Utopia, tanto per fare due nomi... Ora basta fare il conto di quanto si depreziano i due blasonatissimi oggetti, in due-tre anni, per vedere che magari il costo della "versione artigianale" è ancora minore... Come dire che le potete bruciare ed avete sempre speso meno...!!! (Un lungo discorso... ci torneremo, dati alla mano...!).

Perché tenere separati i diffusori...???

Saluti
F.C.

mariorossi187
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da mariorossi187 » lunedì 20 dicembre 2010, 16:51

JandB ha scritto:Ecco, quella della costruzione artigianale proprio non mi attira.
Per svariati motivi.
1) l'artigiano non fa ricerca. Questo deve essere chiaro. In un mondo solo di artigiani, avremmo ancora il cocchio coi cavalli e la macchina fotografica a soffietto.

< non fa ricerca >, e chi lo dice, stiamo parlando di alta fedeltà, non di ente spaziale europeo, vogliamo parlare di resistenze, resistenze anti induttive come quelle usate nei sistemi di puntamento missili aria aria degli F 14, condensatori di filtraggio, circuitazioni ?

2) l'artigiano nella stragrande maggioranza dei casi, semplicemente assembla, come un cuoco maldestro, gli ingredienti che trova a disposizione sul mercato, e per darsi un tono spesso vanta solo componenti di pregio e costosi nelle sue costruzioni. Ma il progetto dov'è?

quindi Rogers, Pro Ac, Sonus Faber, Spectral, Burmester, Pass e Red Bull etc sono artigiani assemblatori, quad, martin Logan, Madrigal, Hitachi etc realtà industriali, come Ferrari, BMW, Honda e Toyota

3) il gusto dell'artigiano: devo andare d'accordo con i suoi gusti, e non è sempre scontato.

perchè il gusto del prodotto industriale con chi deve andare d'accordo?

4) la competenza, l'affidabilità, la costruzione. Spesso gli artigiani sparano escremento su tutto e tutti, colleghi compresi. Ecco, è un modo ottimo per convincermi a NON comprare nulla da essi. Perchè se sei un genio, devi dimostrarlo sul mercato. Non sono un tecnico, non so giudicare a vista e con gli strumenti (che non ho) se un oggetto è costruito bene. Non capirei lo schema, il progetto quando (cosa più unica che rara) mi venisse mostrato.

il caso ultimo delle Pro Ac sembra contraddire quanto affermato, perchè se così fosse solo B&W e pochi altri, MG, es, potrebbero vendere diffusori in quanto realtà industriali che si costruiscono i driver home

5) volutamente per ultima, metto la rivendibilità. Non è vero che gli oggetti artigianali non sono rivendibili. Dipende solo da quanto costano.

Beh, se un industriale lo pago 10 e ne ricavo a stento quattro, forse è preferibile un artigianale che mi costa quattro e che non varrà una cippa

Da questo discorso terrei a parte il capitolo diffusori.

Con questo non voglio minimanente sminuire il lavoro, la competenza, la preparazione e l'onestà intellettuale di alcuni artigiani, ma dico solo che il mercato è troppo ristretto e sovraffollato per poter avere artigiani credibili, e non nuvolette di passaggio, con tutti i rischi annessi.

ed il B110 kef fuori catalogo che mette out le varie LS ed il mid delle Tablette uscito anch'esso e che fà altrettanto, ed i mosfet SJ 50, tutto è più o meno passeggero

E adesso le domande di rito, per mettere a fuoco il vero problema:
Chi è un artigiano?

uno fuori mercato

Quali caratteristiche deve avere?

capire e dimostrare

In cosa si differenzia da un semplice autocostruttore?

in niente, tutti sono stati autocostruttori per poi magari diventare imprenditori

Che requisiti devono avere i suoi prodotti?

hanno venduto Naim ed Exposure che oscillavano a cambiare il cavo di potenza, e tutti zitti, Madrigal di casini con ML 20.5 ne ha combinati più di mio figlio che ha solo 8 anni, ma ML è un prodotto industriale !, o no ?

Che garanzie mi danno?

e gli altri ? salta spesso fuori la storia dell'uso improprio, trattasi di serietà

Purtroppo in hifi tanti artigiani sono riusciti a sedersi in alto, ma così in alto da risultare inattaccabili, nonostante vendano escremento. Ma la vendono talmente cara da riuscire a comprare la totalità della stampa.

veramente li abbiamo posizionati noi in alto, vedi Audio Note, che li abbiamo comperati a cifre spaventose, parlo dei modelli di fascia alta, altissima

Provare a misurare al banco un... un... beh, mettete voi la marca e il modello.
Pescate tra i più cari, e ci indovinate.

< Spectral e Norma > 8-) ;)



Alessio.
Ultima modifica di mariorossi187 il lunedì 20 dicembre 2010, 18:41, modificato 1 volta in totale.

dufay
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da dufay » lunedì 20 dicembre 2010, 17:19

Ecco, quella della costruzione artigianale proprio non mi attira
Male... dovrebbe attirarti. Si spende infinitamente meno e si ottiene, al limite, qualcosa di assai simile al top (anche meglio a volte...).

Lascia perdere la "ricerca" in hifi la ricerca vera la fanno in quattro gatti e non sempre con risultati esaltanti.
Con questo non voglio minimanente sminuire il lavoro, la competenza, la preparazione e l'onestà intellettuale di alcuni artigiani, ma dico solo che il mercato è troppo ristretto e sovraffollato per poter avere artigiani credibili, e non nuvolette di passaggio, con tutti i rischi annessi.

E adesso le domande di rito, per mettere a fuoco il vero problema:
Chi è un artigiano?
Quali caratteristiche deve avere?
In cosa si differenzia da un semplice autocostruttore?
Che requisiti devono avere i suoi prodotti?
Che garanzie mi danno?
Semplice... poche domande bisognerebbe porsi: com'è costruito quell'aggeggio? Come suona? Quanto costa?

Se le risposte sono: E' costruito bene, suona da Dio e costa poco... si compra e buonanotte.

JandB
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da JandB » lunedì 20 dicembre 2010, 21:08

dufay ha scritto: Semplice... poche domande bisognerebbe porsi: com'è costruito quell'aggeggio? Come suona? Quanto costa?

Se le risposte sono: E' costruito bene, suona da Dio e costa poco... si compra e buonanotte.
Su come è costruito, solo un altro costruttore potrebbe dirlo!
Ma non gli interessa, se non per "spiare" la concorrenza.
Come suona? Questo posso dirlo. Quanto costa? Anche.
E poi io aggiungo questa altra domanda: cosa potrei comprare di nuovo/usato con lo stesso prezzo?

Alessio.

JandB
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da JandB » lunedì 20 dicembre 2010, 21:25

F.Calabrese ha scritto:
JandB ha scritto:(...)
1) l'artigiano non fa ricerca. Questo deve essere chiaro. In un mondo solo di artigiani, avremmo ancora il cocchio coi cavalli e la macchina fotografica a soffietto.
2) l'artigiano nella stragrande maggioranza dei casi, semplicemente assembla, come un cuoco maldestro, gli ingredienti che trova a disposizione sul mercato, e per darsi un tono spesso vanta solo componenti di pregio e costosi nelle sue costruzioni. Ma il progetto dov'è?
3) il gusto dell'artigiano: devo andare d'accordo con i suoi gusti, e non è sempre scontato.
4) la competenza, l'affidabilità, la costruzione. Spesso gli artigiani sparano escremento su tutto e tutti, colleghi compresi. Ecco, è un modo ottimo per convincermi a NON comprare nulla da essi. Perchè se sei un genio, devi dimostrarlo sul mercato. (...)
5) volutamente per ultima, metto la rivendibilità. Non è vero che gli oggetti artigianali non sono rivendibili. Dipende solo da quanto costano.

Da questo discorso terrei a parte il capitolo diffusori...
Begli spunti, davvero ! Proviamo ad approfondire...

1)- Se per ricerca intendiamo quella che si possono permettere le Ditte farmaceutiche o le grandi Case automobilistiche... OK... Ma la cultura scientifica nel nostro campo è portata avanti quasi sempre da soggetti che scrivono sul Journal of AES, o sul Journal of Ac. Soc. of America, i quali solo occasionalmente sono stati assunti (per poco) dalle grandi Aziende dell'elettronica domestica. Gente come Barth Locanthi o John Vanderkooy può aver pure fatto consulenze, ma è da sempre stellarmente avanti rispetto a tutti i gonfiatissimi "geni" delle varie aziendine... Perché di aziendine si tratta !!!

2)- E' vero... ma le Aziende assemblano anche loro... Mi dite quale fabbricante di ampli si fa realizzare transitor apposta...??? Non scherziamo nemmeno...

3)- Ci sono artigiani che fabbricano belle scatole... e qui il gisto fa da padrone, nella scelta... Ma c'è pur qualcuno che fabbrica oggetti altamente performanti... Basta distinguere...!!! Personalmente sono iscritto all'Artigianato, ma ho prodotto diffusori con bassi direttivi quasi dieci anni prima della "grande" Meyer... e ne conosco i difetti al punto di non aver fatto certi loro errori. Chi parla di gusti... e chi di prestazioni...???

4)- Sul fatto di criticare gli altri si fa sempre un errore "troppo comodo"... Una grande azienda, p.es. JBL o B&W o Focal, non ha assolutamente bisogno di profferire o scrivere parola contro un concorrente più povero... Basta alzare il telefono e dire al direttore della testata XYZ che dal mese prossimo non sarà rinnovato il contratto pubblicitario, per vedere il prodotto del concorrente letteralmente massacrato, sia sulla testata che sul Forum eventualmente collegato.
L'artigiano ha poche possibilità di comunicazione... e nessun collaboratore disposto a fare critiche (pur meritatissime...) ad altri... per cui provvede di persona e ci fa la figura dell'antipatico...!

5)- Sul costo basterebbe fare un ragionamento... semplice semplice. Ipotizziamo che sia possibile mettere in commercio delle varianti artigianali delle JBL Everest o delle Grand Utopia, tanto per fare due nomi... Ora basta fare il conto di quanto si depreziano i due blasonatissimi oggetti, in due-tre anni, per vedere che magari il costo della "versione artigianale" è ancora minore... Come dire che le potete bruciare ed avete sempre speso meno...!!! (Un lungo discorso... ci torneremo, dati alla mano...!).

Perché tenere separati i diffusori...???

Saluti
F.C.
Fabrizio, ho preso volutamente l'estremo inferiore dell'autocostruttore, quello che io chiamo semplicemente "pasticcione".
Non sto dicendo che tutti sono così, ma solo che ci si può imbattere in uno così.

Sui diffusori, li ho lasciati a parte per un motivo semplice: anche io, che distinguo a malapena un condensatore da una resistenza, mi sono costruito a 15 anni una coppia di diffusori. Qualche cosa di osceno, immondo, ma suonava, e suona ancora adesso dopo quasi 20 anni a casa di un amico, al quale li regalai.
Capisci adesso perchè ho lasciato da parte i diffusori, e volendo potremmo lasciare fuori anche i cavi, ammesso che siano hi-fi?

Chiunque saprebbe costruire (anche senza seguire NESSUNA logica) una coppia di casse, o di cavi. (e di cagate al TAV o MI-HiEnd ne ho viste a tonnellate)
Molti saprebbero costruire una coppia di pre/finali a valvole: basta scopiazzare uno dei 100.000 progetti pubblicati e pubblico dominio.
Pochi saprebbero costruire una coppia di pre/final a transistor.
Ancora meno saprebbero costruire un lettore CD.

Ri-rispondo ai punti:
1) è vero, ci sono geni appassionati che creano, e creano bene. Ma la valvola, il transistor, il lettore CD, il Blu ray, ecc, sono nati grazie alla GE, alla Phipilps, Sony, Motorola, e poi altri big mondiali. E' li che parlo di macroricerca, di progresso, di innovazione, di fondi pressochè ILLIMITATI.

2) Se non erro la SAE si faceva costuire i transistor su specifiche. Ma non è li che voglio arrivare. E comunque una azienda ha accesso ad una quantità di materiale "di serie" infinitamente maggiore di un piccolo artigiano o autocostruttore. Mi serve un dac: ok, stock minimo 1000 pezzi. E chi se li può permettere secondo te? Minimo minimo chi ha na struttura e sa che ne userà almeno 500. Correggimi se sbaglio.

3) Certo, l'ho detto anche io che l'artigiano è in grado di sfornare il fiore all'occhiello. Che poi magari prende la strada del kit o del prodotto di serie, con la nascita di un'aziendina o la cessione del progetto.

4) rimetti il coperchio sul pentolone marcio e putrescente della stampa italiana! Lo sappiamo come funziona.

5) E guarda a caso mi hai citato i diffusori... sia perchè è il tuo pane, sia perchè, dopo i cavi, è il settore dove la ricerca può (non deve, può) essere nulla ed il ricarico anche di 100 volte. Uno che ne mastica, con 5000 euro fa dei diffusori che spaccano il culo a TUTTA la concorrenza, ma tornamo al punto 4, non ne saprà mai niente nessuno...

Alessio.

JandB
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da JandB » lunedì 20 dicembre 2010, 21:39

[quote="mariorossi187]< non fa ricerca >, e chi lo dice, stiamo parlando di alta fedeltà, non di ente spaziale europeo, vogliamo parlare di resistenze, resistenze anti induttive come quelle usate nei sistemi di puntamento missili aria aria degli F 14, condensatori di filtraggio, circuitazioni ?


quindi Rogers, Pro Ac, Sonus Faber, Spectral, Burmester, Pass e Red Bull etc sono artigiani assemblatori, quad, martin Logan, Madrigal, Hitachi etc realtà industriali, come Ferrari, BMW, Honda e Toyota

perchè il gusto del prodotto industriale con chi deve andare d'accordo?

il caso ultimo delle Pro Ac sembra contraddire quanto affermato, perchè se così fosse solo B&W e pochi altri, MG, es, potrebbero vendere diffusori in quanto realtà industriali che si costruiscono i driver home

Beh, se un industriale lo pago 10 e ne ricavo a stento quattro, forse è preferibile un artigianale che mi costa quattro e che non varrà una cippa

ed il B110 kef fuori catalogo che mette out le varie LS ed il mid delle Tablette uscito anch'esso e che fà altrettanto, ed i mosfet SJ 50, tutto è più o meno passeggero

uno fuori mercato

capire e dimostrare


in niente, tutti sono stati autocostruttori per poi magari diventare imprenditori

hanno venduto Naim ed Exposure che oscillavano a cambiare il cavo di potenza, e tutti zitti, Madrigal di casini con ML 20.5 ne ha combinati più di mio figlio che ha solo 8 anni, ma ML è un prodotto industriale !, o no ?

e gli altri ? salta spesso fuori la storia dell'uso improprio, trattasi di serietà

veramente li abbiamo posizionati noi in alto, vedi Audio Note, che li abbiamo comperati a cifre spaventose, parlo dei modelli di fascia alta, altissima
< Spectral e Norma > 8-) ;)



[/quote]


L'ho detto cosa intendo per rcerca.
Che è diverso dall'ideare uno schema geniale.

Sia il piccolo che il grande marchio può tirare fuori dal cilindro il prodotto eccellente, e spesso viene ricordato solo per quello, e ci sotruisce l'immagine, e campa di rendita sul ricordo dei fasti passati.

Anche il gusto industriale deve trovare il mio gusto, ma è più facile, perchè entro in 3 negoz e sento 30 gusti differenti, e poi scelgo. Ah, ultimamente mi sembra che i gusti e i saporo si stiano tutti livellando, come per le birre industriali. E' solo una mia sensazione?

ML industriale... mmm si e no. Perchè allora una Sony cos'è? Avevo aperto un 3d chiedendo quanto hanno costruiti e venduti i proddutori, ma non è stato accolto. Forse sono dati che non si sanno, ma quante coppie di 20.5 avranno prodotto? 100? 200? 500?

Le garanzie non erano tanto sul post-vendita, quanto sul prodotto in se: mi metto in casa una bomba a orologeria o no?

Beh, ce n'è da parlare...

Alessio.

F.Calabrese
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Re: Obsolescenza di pre, finali, ecc.

Messaggio da F.Calabrese » martedì 21 dicembre 2010, 1:47

Oddio... mi sa tanto che siamo finiti un bel po' fuori strada... dall'inizio di questo thread.... Provo a ritornare I.T.

L'idea iniziale era che tra pochi anni, magari solo mesi, qualcuno scoprirà che un convertitore D/A 24 Bit collocato all'interno di un finale di potenza risolve il 99,9 per cento dei problemi di interfacciamento, inclusi ronzii e captazioni...

Ed improvvisamente tutta una generazione di costosissimi baracconi diverrà obsoleta.

Questa è un'evidenza addirittura banale...

In campo Pro esistono addirittura i microfoni con il convertitore A/D incorporato, e non li ha certo realizzati la Behringer...

Nel campo degli apparati di misura esistono dei microfoni e pre B & K con 160 dB di dinamica, grazie a doppi convertitori sfalsati...

E noi di che cosa stiamo discutendo...???

Saluti
F.C:

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