F.Calabrese ha scritto:JandB ha scritto:(...)
1) l'artigiano non fa ricerca. Questo deve essere chiaro. In un mondo solo di artigiani, avremmo ancora il cocchio coi cavalli e la macchina fotografica a soffietto.
2) l'artigiano nella stragrande maggioranza dei casi, semplicemente assembla, come un cuoco maldestro, gli ingredienti che trova a disposizione sul mercato, e per darsi un tono spesso vanta solo componenti di pregio e costosi nelle sue costruzioni. Ma il progetto dov'è?
3) il gusto dell'artigiano: devo andare d'accordo con i suoi gusti, e non è sempre scontato.
4) la competenza, l'affidabilità, la costruzione. Spesso gli artigiani sparano escremento su tutto e tutti, colleghi compresi. Ecco, è un modo ottimo per convincermi a NON comprare nulla da essi. Perchè se sei un genio, devi dimostrarlo sul mercato. (...)
5) volutamente per ultima, metto la rivendibilità. Non è vero che gli oggetti artigianali non sono rivendibili. Dipende solo da quanto costano.
Da questo discorso terrei a parte il capitolo diffusori...
Begli spunti, davvero ! Proviamo ad approfondire...
1)- Se per ricerca intendiamo quella che si possono permettere le Ditte farmaceutiche o le grandi Case automobilistiche... OK... Ma la cultura scientifica nel nostro campo è portata avanti quasi sempre da soggetti che scrivono sul Journal of AES, o sul Journal of Ac. Soc. of America,
i quali solo occasionalmente sono stati assunti (per poco) dalle grandi Aziende dell'elettronica domestica. Gente come Barth Locanthi o John Vanderkooy può aver pure fatto consulenze, ma è da sempre stellarmente avanti rispetto a tutti i gonfiatissimi "geni" delle varie aziendine... Perché di aziendine si tratta !!!
2)- E' vero... ma le Aziende assemblano anche loro... Mi dite quale fabbricante di ampli si fa realizzare transitor apposta...??? Non scherziamo nemmeno...
3)- Ci sono artigiani che fabbricano belle scatole... e qui il gisto fa da padrone, nella scelta... Ma c'è pur qualcuno che fabbrica oggetti altamente performanti... Basta distinguere...!!! Personalmente sono iscritto all'Artigianato, ma ho prodotto diffusori con bassi direttivi quasi dieci anni prima della "grande" Meyer... e ne conosco i difetti al punto di non aver fatto certi loro errori. Chi parla di gusti... e chi di prestazioni...???
4)- Sul fatto di criticare gli altri si fa sempre un errore "troppo comodo"...
Una grande azienda, p.es. JBL o B&W o Focal, non ha assolutamente bisogno di profferire o scrivere parola contro un concorrente più povero... Basta alzare il telefono e dire al direttore della testata XYZ che dal mese prossimo non sarà rinnovato il contratto pubblicitario, per vedere il prodotto del concorrente letteralmente massacrato, sia sulla testata che sul Forum eventualmente collegato.
L'artigiano ha poche possibilità di comunicazione... e nessun collaboratore disposto a fare critiche (pur meritatissime...) ad altri... per cui provvede di persona e ci fa la figura dell'antipatico...!
5)- Sul costo basterebbe fare un ragionamento... semplice semplice. Ipotizziamo che sia possibile mettere in commercio delle varianti artigianali delle JBL Everest o delle Grand Utopia, tanto per fare due nomi... Ora basta fare il conto di quanto si depreziano i due blasonatissimi oggetti, in due-tre anni, per vedere che magari il costo della "versione artigianale" è ancora minore... Come dire che le potete bruciare ed avete sempre speso meno...!!! (Un lungo discorso... ci torneremo, dati alla mano...!).
Perché tenere separati i diffusori...???
Saluti
F.C.
Fabrizio, ho preso volutamente l'estremo inferiore dell'autocostruttore, quello che io chiamo semplicemente "pasticcione".
Non sto dicendo che tutti sono così, ma solo che ci si può imbattere in uno così.
Sui diffusori, li ho lasciati a parte per un motivo semplice: anche io, che distinguo a malapena un condensatore da una resistenza, mi sono costruito a 15 anni una coppia di diffusori. Qualche cosa di osceno, immondo, ma suonava, e suona ancora adesso dopo quasi 20 anni a casa di un amico, al quale li regalai.
Capisci adesso perchè ho lasciato da parte i diffusori, e volendo potremmo lasciare fuori anche i cavi, ammesso che siano hi-fi?
Chiunque saprebbe costruire (anche senza seguire NESSUNA logica) una coppia di casse, o di cavi. (e di cagate al TAV o MI-HiEnd ne ho viste a tonnellate)
Molti saprebbero costruire una coppia di pre/finali a valvole: basta scopiazzare uno dei 100.000 progetti pubblicati e pubblico dominio.
Pochi saprebbero costruire una coppia di pre/final a transistor.
Ancora meno saprebbero costruire un lettore CD.
Ri-rispondo ai punti:
1) è vero, ci sono geni appassionati che creano, e creano bene. Ma la valvola, il transistor, il lettore CD, il Blu ray, ecc, sono nati grazie alla GE, alla Phipilps, Sony, Motorola, e poi altri big mondiali. E' li che parlo di macroricerca, di progresso, di innovazione, di fondi pressochè ILLIMITATI.
2) Se non erro la SAE si faceva costuire i transistor su specifiche. Ma non è li che voglio arrivare. E comunque una azienda ha accesso ad una quantità di materiale "di serie" infinitamente maggiore di un piccolo artigiano o autocostruttore. Mi serve un dac: ok, stock minimo 1000 pezzi. E chi se li può permettere secondo te? Minimo minimo chi ha na struttura e sa che ne userà almeno 500. Correggimi se sbaglio.
3) Certo, l'ho detto anche io che l'artigiano è in grado di sfornare il fiore all'occhiello. Che poi magari prende la strada del kit o del prodotto di serie, con la nascita di un'aziendina o la cessione del progetto.
4) rimetti il coperchio sul pentolone marcio e putrescente della stampa italiana! Lo sappiamo come funziona.
5) E guarda a caso mi hai citato i diffusori... sia perchè è il tuo pane, sia perchè, dopo i cavi, è il settore dove la ricerca può (non deve, può) essere nulla ed il ricarico anche di 100 volte. Uno che ne mastica, con 5000 euro fa dei diffusori che spaccano il culo a TUTTA la concorrenza, ma tornamo al punto 4, non ne saprà mai niente nessuno...
Alessio.