Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

La sezione principale

Moderatore: F.Calabrese

lucaesse
Messaggi: 2998
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da lucaesse » lunedì 9 febbraio 2026, 20:43

Aldusmanutius ancora grazie!

Mi raccomando: non ti fidare. Anche quando mi limito a riportare parti di articoli sto usando il mio personale punto di vista su aspetti specifici, quelli che mi interessano al momento. Potrei benissimo tradire l'originale anche se mi limitassi a riportare dei virgolettati. Condividere il percorso sul forum serve anche a sentirsi dire: occhio, va che lì il discorso non fila.

E manco ti puoi fidare degli autori che utilizzo. Anche loro hanno un punto di vista preciso e, se sono professionisti cioè gente che fa, necessariamente hanno interessi non neutri rispetto agli argomenti trattati. Non cè né da stupirsi né da rammaricarsi, è normale e accade anche con la massima buona fede. Siamo nella situazione di dover chiedere all'oste come viene fatto il vino, lui la sa lunga ma non possiamo dimenticare il suo ruolo.



Anche Putzeys in alcuni casi la racconta un po' come piace a lui, ne ho già fatto un piccolo esempio ma quando parla di casse attive la cosa è, a mio parere, ancora più evidente. E anche interessante, ho letto un suo articolo in merito che giustificherebbe un bel post. Che però sarebbe OT, quindi servirebbe un 3D apposito. Quindi servirebbe... campare di rendita! :D

Putzeys è sicuramente lontanissimo dal progettista in stile "topo da laboratorio", ha sicuramente ottime attitudini verso il marketing, spirito imprenditoriale ed è decisamente nel suo brodo quando si tratta di fare divulgazione. Molto bene per noi ma non è bene credere che passi del tempo a scrivere articoli solo per spiegare ai concorrenti come si fa un classe D. O un diffusore attivo.


Ciao

Luca

lucaesse
Messaggi: 2998
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da lucaesse » lunedì 16 febbraio 2026, 19:12

avevo appena iniziato a riportare quale sia il cambiamento nella classe D apportato da Putzeys con la serie UcD che ho attribuito a Hypex erroneamente. L'affermazione è giusta commercialmente ma storicamente sbagliata, UcD è figlio del lavoro Di Putzeys in Philips.

La parte interessante anche per i non interessati agli ampli a commutazione è nell'uso della NFB, di cui si abbonda nel 99,99% degli ampli lineari.



Spero di riuscire a tornarci, ora qualche cosa di più accattivante: il parere di Putzeys sui grandiosi GaN FET, secondo alcuni la porta per il paradiso. Ancora una volta ho un po' esagerato...





.
super fet.jpeg
super fet.jpeg (141.32 KiB) Visto 4275 volte
.

"Niente eccita gli audiofili come un nuovo nome in fatto di tecnologie. Può essere la membrana in fibre esotiche in un altoparlante, al momento sono i GaN FET nella classe D"

Come non essere d'accordo, un meccanismo già visto e ogni volta il nuovo arrivato sembra dover uccidere tutti i predecessori. Ben raramente accade, vi ricordate quando i mos-fet di potenza arrivarono nella classe AB? I bjt sembravano più obsoleti delle valvole, la storia successiva è stata un po' diversa.




Let’s get this out of the way first: yes, GaN FETs are faster and easier to use than silicon. But at home audio power levels, the gap is narrow. 150V GaN FETs are about twice as fast as their much cheaper silicon counterparts. This means that if you drop GaN FETs into an existing class D amplifier, you can only hope to improve distortion by a factor of 2 or so.
"usando i Gan FET si ha un piccolo vantaggio"

quantificare i vantaggi, una verifica a cui l'audiofilo entusiasta quasi mai sottopone l'oggetto dell'ultima moda. Chiaro, un oggetto tecnologico ha sempre una complessa serie di pro e contro, neppure valutabili in astratto ma dipendenti dalla progettazione più o meno capace di tamponare i difetti e sfruttare i vantaggi. Che noia, volete mettere come è più sexy un bello slogan?



But what’s a single-digit reduction, considering that in the past years, we’ve reduced distortion several thousand times using nothing but an extra op amp and a few passives (and, admittedly, reams of formulae)? Furthermore, that reduction goes across the board: distortion from switch timing, output inductor nonlinearity, and power supply noise are all impacted. Whereas the much-vaunted GaN FET improves timing distortion alone, which isn’t even that audible.
"i vantaggi del GaN FET in hi-fi sono modesti mentre il costo è elevato"

altra osservazione concettualmente banale che l'audiofilo evita come la peste. Lui è sempre disposto a spendere per avere il componente migliore, totalmente incurante del fatto che magari quell'investimento avrebbe portato miglioramenti maggiori se usato diversamente.



This explains why the established players haven’t jumped on the bandwagon. Head over to my competitors at ICE to read their excellent take8. The short rundown is: “When you know what you’re doing, GaN doesn’t really move the needle and is a waste of money. We’ll do GaN for you if you think it helps you sell products, but don’t expect any enthusiasm from us”. Amen.
"questo spiega perché i produttori principali non abbiano adottato i GaN FET" e cita a sostegno la posizione di ICEpoweraudio.

Evito di accorciare il nome o suona sinistro. Avevo già citato quel documento ma ritrovare il post è arduo. Link per gli interessati:

https://icepoweraudio.com/is-gan-worth-it/



By contrast, it’s been enthusiastically embraced as a band-aid and buzzword by parties who have little to bring to the table in terms of intelligent design or audio performance. The actual circuits in most commercial GaN-based amplifiers are nothing we wouldn’t have recognized 20 years ago. Often, they are basic open-loop schoolbook amplifiers, with lack of feedback ludicrously a claimed benefit.
"Al contrario, è stato accolto con entusiasmo come cerotto e parola d'ordine da costruttori che hanno poco da offrire in termini di design intelligente o performance audio. I circuiti reali nella maggior parte degli amplificatori commerciali basati su GaN non sono nulla che non avremmo riconosciuto vent'anni fa. Spesso sono semplici amplificatori a loop aperto per libri scolastici, con la mancanza di feedback ridicolmente un vantaggio dichiarato."

in grassetto, sarei tentato di scriverlo tutto in maiuscolo. Questa è stata esattamente la mia impressione rispetto alle chiacchere sui GaN FET e ci vedo un meccanismo periodicamente ricorrente. E' la logica conseguenza di quanto costatato nella parte appena sopra.

Lo slogan o la star del momento riescono sempre a sovrastare l'effettiva consistenza tecnica dei prodotti; un effetto perverso per lo sviluppo tecnologico e per il portafoglio dell'audiofilo.




This is sad because GaN is a breakthrough, just not one that’s relevant for Hi-Fi and home cinema amps. This changes markedly, and spectacularly so, once you pass 200V. 200V silicon FETs are significantly slower than 150V ones. By contrast, there’s not much of a speed gap between 150V and 600V GaN FETs. While GaN isn’t about to change what audio performance is available, it’s certainly going to change what power level this performance is available at. I can assure you, anything north of a kilowatt, I’d use GaN. Not because it’s magic, but because it’s practical. That’s something to look forward to. Imagine a touring amplifier with audiophile performance…
"i GaN FET sono molto promettenti per il PA"

interessante per il patito di tecnologia, irrilevante per l'audiofilo casalingo.

Però terrei a mente la disponibilità di FET dalla velocità soddisfacente sino ai 150V e lo scadimento di prestazioni già in quelli da 200V.




Doc Elektro, altri tempi da quando i bjt da 60V erano già tanta roba! :D

Luca

lucaesse
Messaggi: 2998
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da lucaesse » lunedì 16 febbraio 2026, 22:43

leggendo l'osservazione sulle prestazioni di commutazione dei FET 150V vs FET 200V mi è immediatamente venuta in mente la gamma Purifi:

.
puri 01.JPG
puri 01.JPG (23 KiB) Visto 4231 volte
.
puri 02.JPG
puri 02.JPG (23.32 KiB) Visto 4231 volte
.



ci sono tre modelli meccanicamente simili con prezzo moderatamente crescente e infine una scheda nettamente più ingombrante e costosa.


I primi tre:

1ET400A: 425W, 25A, Rumore uscita 11,5 microV, alimentazione max +/- 65V

1ET6525SA: 450W, 25A, Rumore uscita 6,6 microV, alimentazione max +/- 65V

1ET7040SA: 500W, 40A, Rumore uscita 14,0 microV, alimentazione max +/- 70V

(potenze su 4 Ohm, TDH 1%)



sono piuttosto simili, il secondo vanta una NFB più sofisticata:
By leveraging 2nd generation Eigentakt ErrorCorrection, it achieves the highest level of performance
grazie alla quale guadagna un'inezia di potenza e quasi 6dB di riduzione del rumore. Sembra un allestimento lusso del primo.


Il terzo è la versione Abarth: FET potenziati per oltre il 50% di corrrente in più, alimentazione appena più spinta. Sale un po' la potenza su 4 Ohm ed è ammesso a pilotare 2 Ohm con ben 950W ma paga pegno sul rumore in uscita.

Da notare che l'alimentazione max assoluta è 73,5V, contro i 75V dei modelli a 65V max nominale; quindi a +/-70V è tiratissimo e usabile solo con un alimentatore molto ben stabilizzato.


Queste schede, che a me sembrano variazioni su un unico tema, hanno una cosa in comune : sfruttano al massimo dei power FET da 150V, la massima tenuta in tensione per FET dalle ottime prestazioni velocistiche, stando a Putzeys.





La scheda più grande:


1ET9040BA: 750W, 40A, Rumore uscita 4,5 microV, alimentazione max +/- 48V su 2 Ohm eroga la bellezza di 1400W.


Con un consistente incremento di potenza e contemporaneamente il record in fatto di rumore (NFB evoluta anche per questo ampli) dichiara un superlativo 140dB di gamma dinamica.


L'alimentazione a +/-48V indica che è l'unica scheda a ponte (full bridge) e forse anche questo contribuisce al miglioramento del rumore.

Il valore max assoluto di alimentazione è +/- 50V, anche in questo caso le prestazioni dichiarate impongono l'uso di un precisissimo alimentatore stabilizzato. Viene da pensare che i FET di potenza siano scelti sacrificando la tenuta di tensione a favore della velocità, nonostante che la corrente max di uscita identica avrebbe potuto suggerire l'adozione degli stessi FET del mod 1ET7040SA.



Purifi, attualmente massima espressione della classe D intesa dal suo massimo propugnatore usa la configurazione a ponte semplicemente per raggiungere una potenza massima maggiore. Le prime tre schede non sono potenziabili se non passando a FET da 200V, a detta dello stesso Putzeys non soddisfacenti per prestazioni velocistiche peggiori.



Ne deriva che Purifi non è interessata ad evitare il bus-pumping grazie alla configurazione a ponte.

Risolvere il problema è faccenda interamente a carico dell'alimentatore, a parte il suggerimento di usare un canale invertito se si realizza un apparecchio stereo con alimentatore comune.



Questo è un caso dove il dual-mono non è una buona idea.




Mi ero già stupito per la scarsa proccupazione di Purifi per il bus-pumping, non si può però accusare Putzeys di incoerenza: al momento non sono ancora incappato in un suo intervento al riguardo.

Non stupisce, lui è il progettista che ha risolto il problema di realizzare un efficace modulatore PWM, o almeno è quello che lo ha reso disponibile come prodotto finito e commercialmente appetibile. Ovvio che si concentri sui problemi della codifica PWM e sulle sue soluzioni, è lì che può vantare di essere in vantaggio sugli inseguitori.

Luca

lucaesse
Messaggi: 2998
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da lucaesse » venerdì 27 febbraio 2026, 21:36

un articolo, pure vecchio, che non parla direttamente della classe D.

https://dbkeele.com/35-comparison-of-di ... l-drivers/


Quindi? Che ci fa qui?


Semplice: l'aspetto che maggiormente mi colpisce se confronto un classe D con un classe AB è che il classe D gestisce la potenza in modo bi-direzionale ma di questa particolarità poco o nulla si dice nella letteratura divulgativa.

Quando il carico non assorbe energia dall'amplificatore ma gliela fornisce, un classe AB la incassa e la dissipa, anzi per farlo dissipa ulteriore energia; un classe D si limita a girarla all'alimentatore.

Un comportamento decisamente più efficiente ma che lascia il cerino acceso in mano all'alimentatore: tutto andrà bene solo se l'alimentatore è in grado di assorbire questa energia mantenendo corretta l'alimentazione dell'amplificatore.

Idealmente vorremmo non avere alcuna perturbazione delle tensioni di alimentazione. In pratica serve che siano abbastanza piccole da non generare distorsioni (nessun amplificatore è totalmente insensibile ai disturbi sull'alimentazione) o peggio malfunzionamenti (come l'intervento di protezioni per eccesso di tensione di alimentazione).


A me dell'aumento di efficienza interessa ben poco: in casa la potenza media è sempre bassa, pensare che migliorare l'efficienza degli ampli possa avere un effetto apprezzabile sulla bolletta o addirittura sull'impatto ambientale è ridicolo. Un discorso plausibile solo per valvole e classe A. Ovviamente se lo scopo è sonorizzare un concerto, magari con altoparlanti a radiazione diretta, installando svariate centinaia di kW il discorso cambia radicalmente.






In casa il bello della non dissipazione potrebbe essere la gestione di carichi reattivi, senza un dimensionamento eccessivamente oneroso dello stadio di uscita.



Come dicevo, pochissimi gli autori divulgativi che si occupano di questi due aspetti: natura bi-direzionale dell'ampli e implicazioni sull'alimentatore.

Questo articolo non parla né dell'ampli né dell'alimentatore ma poggia interamente sull'assunto che un classe D funzioni bi-direzionalmente. Abbiamo una conferma indiretta del fenomeno, meglio di niente. L'autore è Don Keele e riprende un precedente lavoro di Vanderkooy, non dei dilettanti.






L'oggetto di indagine è il comportamento di un woofer dotato di un altissimo fattore di forza vs un altoparlante identico ma con Bl modesto. Il confronto rimane sul piano teorico, se fosse pratico dovremmo considerare un super woofer per reflex o tromba VS la versione per sospensione pneumatica.



Dall'abstract:
When the Bl factor of a driver is raised dramatically, the input impedance magnitude also rises
dramatically while the impedance phase essentially approaches a purely reactive condition of
±90° over a wide bandwidth centered at resonance. This is an optimum load for a class-D
amplifier, ... , which not only can supply power, but can also efficiently absorb, store,
and return power to the speaker.

L'ultimo periodo connota il funzionamento bidirezionale dell'ampli in classe D e appioppa un compito (store, riferito all'energia che rientra dall'uscita) all'alimentatore, non presente nella classe AB.



questa la risposta dei due WF (ipotizzati da 8") montati in sospensione pneumatica per una risonanza in cassa a 81Hz:

.
DKle 03.JPG
DKle 03.JPG (97.58 KiB) Visto 3932 volte
.

Il WF con il super magnete dopo il roll-on è di 14dB più sensibile del suo omologo normalmente motorizzato ma cede più o meno lo stesso vantaggio nella zona della risonanza.

Se gli strani valori di efficienza vi incuriosiscono vi tocca di leggere l'artico; 40 N/A non è un valore comunemente riscontrabile in un catalogo.



14dB extra in banda passante sono una gran bella cosa, ma pagando pegno sulle basse possono sembrare meno allettanti. Date però un'occhiata alle impedenze corrispondenti:

.
DKle 01.JPG
DKle 01.JPG (70.7 KiB) Visto 3932 volte
.

Qui si capisce il bello del super magnete: se l'impedenza della versione Bl=8 è pari a Re eccetto per un ristretto intervallo a cavallo della risonanza (non è considerata Le), quella della versione Bl=40 è estremamente elevata su tutta la banda utile: sulle basse è ancora 40 Ohm a 10Hz, a 2kHz è più del doppio di Re. Questo WF si muove assorbendo una corrente ridottissima rispetto alla versione "moscia", non mi stupirei se le medio-basse fossero ben più realistiche.



ora il rovescio della medaglia:

.
DKle 02.JPG
DKle 02.JPG (72.07 KiB) Visto 3932 volte
.

questa è la fase corrispondente, nel caso del WF moscetto raggiunge circa 50° ma la zona in cui potrebbe dar fastidio ad un ampli in classe AB è piuttosto ristretta, il WF da corsa è praticamente un carico reattivo puro su tutta la banda!

E' vero che la corrente assorbita è modesta ma certamente non è un carico simpatico. Nell'economia dell'artico è un fatto positivo: l'ampli in classe D è supposto assorbire e restituire l'energia reattiva, praticamente è come se il carico fosse rifasato ma l'impedenza altissima.


Conclusioni:

L'ampli in classe D è in grado di "supply power, but can also efficiently absorb, store, and return power to the speaker". Teoricamente una cosa ovvia ma di cui pochissimi dicono qualche cosa.

"Store" è un compito in capo all'alimentatore; normalmente è chiamato ad accumulare energia per coprire i picchi di assorbimento prelevandola dalla rete, non dall'ampli. Bisognerà iniziare a capire come sono fatti gli alimentatori effettivamente usati nei classe D, sempre che si trovino delle info.



Osservazione off topic rispetto al 3D:

con il WF dal magnete esagerato la fase è assassina ma il modulo dell'impedenza così alto che potrebbe essere interessante anche amplificando in classe AB.

Imprescindibile l'equalizzazione, non basta passare al reflex per tirare su adeguatamente l'estremo basso. Magari è ok per una tromba, ma si cambia sport. L'hi-fi "de livello" ortodossa rigetta ogni forma di equalizzazione. A parer mio è un grave errore, la struttura finale-filtro passivo- altoparlanti costringe l'efficienza a piallarsi sul valore dell'estremo basso, che non è per nulla una buona idea.

Inoltre l'eq attiva consente varie possibilità di utilizzo, sia rispetto alla collocazione in ambiente che al possibile sviluppo di un sistema modulare: un due vie compatto potrebbe non rinunciare all'efficienza con un po' di eq in basso quando usato da solo ma anche diventare un ottimo satellite per un sistema con sub-wf. Se dotato di bassi naturali l'utilizzo come satellite verrebbe mortificato dall'efficienza necessariamente scarsa.

Peccato che l'audiofilo alla vista di uno scatolino da interporre tra pre e finale scappi inorridito, a meno che non venga prodotto da chi gli vende le elettroniche. E a quel punto il prezzo dello scatolotto uccide la partita.

Un sistema alternativo di non trovarsi con le basse stitiche è non pilotare in pura tensione ma con un'impedenza di uscita elevata.



se volete annoiarvi a proposito di carichi reattivi e finali a rischio cottura:


viewtopic.php?f=5&t=10153#p169153 nei post seguenti anche un'idea del perché classe D e AB sono diverse nella gestione dei carichi reattivi


viewtopic.php?f=13&t=10161&start=10#p169382 se ancora non ne ave abbastanza.



Luca

PrandiniFabio
Messaggi: 701
Iscritto il: lunedì 4 luglio 2016, 8:43
Località: Mantova

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da PrandiniFabio » sabato 28 febbraio 2026, 0:21

Complimenti Luca, bellissimo articolo. Il woofer caricato nei vari modi si comporta così, ma se viene caricato con una tromba studiata correttamente non dovrebbe muoversi pochissimo e di conseguenza generare pochissima energia di ritorno?
Grazie
Fabio

F.Calabrese
Messaggi: 42835
Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
Località: Roma
Contatta:

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da F.Calabrese » sabato 28 febbraio 2026, 1:11

PrandiniFabio ha scritto: ↑
sabato 28 febbraio 2026, 0:21
Complimenti Luca, bellissimo articolo. Il woofer caricato nei vari modi si comporta così, ma se viene caricato con una tromba studiata correttamente non dovrebbe muoversi pochissimo e di conseguenza generare pochissima energia di ritorno?
Esatto !!!

Saluti
F.C.

Sandrelli
Messaggi: 221
Iscritto il: martedì 19 giugno 2018, 18:09

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da Sandrelli » sabato 28 febbraio 2026, 11:00

Si sta effettuando il tanto sperato aumento di velocità nei chip con il GaN FET per poter usare semplici filtri in uscita se nessuno...un pò come successe con la conversione DAC (ma anche ADC) agli inizi che richiedeva filtri complessi per via della bassa velocità e gli attuali DAC/ADC più naturali all'ascolto per i filtri seplicissimi con tagli moltro oltre la banda udibile

lucaesse
Messaggi: 2998
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da lucaesse » domenica 1 marzo 2026, 9:21

Ciao Sandrelli, non credo che I GaN possano segnare un miglioramento importante o addirittura una rivoluzione.

Nomi accreditati della classe D sostengono che il miglioramento in ambito home è modesto e che non vale il maggior costo.

viewtopic.php?f=5&t=10137&start=200#p169388


Sul sito icepowersound linkato in quel post c'è una prova sperimentale, le argomentazioni di putzeys sembrano sensate.

Credo che abbiano ragione, in fin dei conti è tecnologia che hanno a disposizione come qualunque altro produttore.



Non mi sono imbattuto in note divulgative circa la scelta del filtro ma è tipicamente, se non immancabilmente, un secondo ordine, dove tecnologicamente il componente rognoso è l'induttanza. Non ci vedo un gran incentivo a passare a un primo ordine che deve lavorare su un carico quasi sconosciuto.

La risposta dell'ampli è modellata con la NFB, che include il filtro. Non si possono trarre conclusioni sulla risposta in banda audio guardando solo il passa basso all'uscita.


Se I classe D adotteranno sistematicamente i GaN vorrà dire che il loro prezzo sarà diventato competitivo.

Luca

lucaesse
Messaggi: 2998
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da lucaesse » domenica 1 marzo 2026, 16:27

Sandrelli:
... un pò come successe con la conversione DAC (ma anche ADC) agli inizi che richiedeva filtri complessi per via della bassa velocità e gli attuali DAC/ADC più naturali all'ascolto per i filtri seplicissimi con tagli moltro oltre la banda udibile

L'analogia con i DAC è interessante. Non mi pare corretta la rappresentazione storica.

Quando venne lanciato il CD audio (primi anni '80) Sony propose lettori basati su convertitori 16 bit e filtri analogici ripidissimi in uscita. La realizzazione del filtraggio mi parve un vero virtuosismo! Philips usava convertitori a 14 bit ma con sovracampionamento e filtraggio analogico più blando.

Successivamente su quella strada si è avanzato parecchio, ma il motore principale e iniziale dell'avanzamento tecnico non è stato tecnologico (o se lo è stato ha funzionato alla rovescia: philips non aveva convertitori alla pari di quelli sony) ma teorico-concettuale.

Sony prese la struttura da libro di testo e la realizzò al meglio, segnando all'epoca una nuova frontiera prestazionale. Philips usò componenti tecnologicamente meno sofisticate ma in modo decisamente più furbo, non si limitò a fare benissimo il compitino.

Secondo la stampa dell'epoca Philips suonava meglio di Sony, nonostante la posizione di apparente svantaggio tecnologico (e l'aspetto di un registratore da tavolo! :oops: ).





Vero che ci siano forti analogie tra classe D e DAC:

... New semiconductor technologies notwithstanding, sensibly designed class D amplifiers are unlikely to have more than a six-digit bandwidth for the foreseeable future.
The consequence is that the strategies deployed in class D are more akin to sigma-delta AD/DA converters than anything else. Sigma-delta converters use feedback to suppress noise and distortion in a given low-frequency band (the “baseband”) while allowing it to exist and even proliferate outside it.

tratto dal solito articolo di Putzeys, già più volte citato ma non ancora totalmente saccheggiato in questo 3D.

https://hometheaterhifi.com/30th-annive ... mplifiers/


prosegue:
This forces the designer of class D amps to think long and hard (and thus: listen) to decide just how far the baseband is supposed to go. These days I use 6-pole compensation, meaning that if I wanted to double the baseband, I’d end up with 64 times higher distortion. The right choice of baseband could make an amplifier supremely transparent; the wrong choice could render it mediocre. We can only possibly settle the question by remembering we’re designing a product that’s intended to be heard.


le prestazioni in classe D sembrano dipendere molto più dall'abilità del progettista nel concepire il controllo della modulazione PWM e in pratica primariamente nella sua abilità a gestire la NFB.

Credo che ci sia una buona dose di varità in questa affermazione; sicuramente è la convinzione espressa da Putzeys (lo fa esplicitamente in un'intervista ma non ricordo quale) e non stupisce: lui vanta di essere il primo ad aver imboccato la strada giusta e anche di essere ancora un passo avanti a tutti nell'applicazione della NFB.





Considerazione personale, benvenute obiezioni: la frequenza di oscillazione nei classe D auto-oscillanti non è stabile. Se guardate i dati pubblicati da purifi questo è spiegato:

.
1ET400A freq.JPG
1ET400A freq.JPG (20.04 KiB) Visto 3726 volte
.

si vede che il valore a riposo sembra di tutta comodità (mezzo MHz!) ma avvicinandoci alla massima potenza cominciano i guai nel picco positivo (50kHz, appena più di un'ottava sopra la banda audio) mentre veniamo colpiti da sconforto nei picchi negativi (dichiarato un imbarazzante 0 -zero!- Hz).



Evidentemente se vogliamo spostare in alto la frequenza del filtro d'uscita c'è più da guadagnare trovando il modo di limitare questo difetto, che spingendo le prestazioni dei (costosi) finali al parossismo. Al momento non ho conferme da articoli divulgativi per supportare questa osservazione; pare non destare interesse in alcuno, nonostante sembri un problema piuttosto evidente.



Un altro rilevante produttore considerava la necessità di mantenere del margine dal clipping, che io interpreto come necessità di stare lontani da questo problema. Non ricordo esattamente la fonte ma potrebbe essere proprio il documento ICEpower che ho citato a proposito dei Gan FET.



Ho invece trovato la descrizione, realtivamente all'ascolto di ampli datati, del fenomeno in forma macroscopica: è descritto come strani squittii quando si tenti di sfruttare a pieno la potenza disponibile. In pratica l'oscillazione dell'ampli fa delle spazzolate, udibili, all'interno della banda audio :shock: .








A mitigare le preoccupazioni ecco il clipping, sia in tensione che in corrente, dalla documentazione purifi:

.
1ET400A clip.JPG
1ET400A clip.JPG (62.63 KiB) Visto 3726 volte
.

anche nel clipping in tensione (in quello di corrente il funzionamento dell'ampli è dominato dal funzionamento delle protezioni) sono ben visibili gli spike di commutazione residui, l'immagine non consente di determinarne precisamente la frequenza ma senbra contraddire decisamene il dato precedente. Entrambi presi dal medesimo data-sheet ufficale purifi.



la mia ipotesi che sia presente un clipper a protezione dell'ampli. Sarebbe interessante sapere come si comporta in caso di oscillazioni della tensione di alimentazione.

Se l'ipotesi è sensata è possibilissimo che una maggior frequenza di oscillazione venga sfruttata per rendere più permissivo il limite di clippaggio, guadagnando un po' di potenza massima (sempre bella nei data-sheet) piuttosto che nell'alzare la frequenza del filtro in uscita. IMHO, come al solito.



Luca

lucaesse
Messaggi: 2998
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: Thread sulla Classe-D (fondamentale) 2025

Messaggio da lucaesse » lunedì 11 maggio 2026, 20:50

questo 3D è fermo da un po' ma non per mancanza di potenziali aspetti interessanti.

Uno su cui sarebbe bello saperne di più è che alimentazioni usano i principali produttori, avevo cominciato a guardare in giro ma è difficile capirci qualche cosa.

Molti non dicono nulla, un produttore (che segnalai ma chi si ricorda quale fosse) menava vanto della sua abilità in materia sostenendo che l'alimentazione switching è la parte più difficile dell'intero ampli, altri dicono e non dicono.

Ovviamente il primo nome che viene in mente è Hypex, e siamo nel campo del "dico/non dico". Non parlo del come farlo, l'alimentatore: non chiedo certo ad Hypex di far lezione gratis ai concorrenti. E' che è poco chiaro cosa l'alimentatore fa.



Per chi si mettesse in ascolto ora: gli ampli in classe D non si limitano ad assorbire corrente ma possono anche mandarne verso l'alimentatore, che evidentemente deve poterla assorbire. I classe AB o A questa cosa non la fanno neppure sotto tortura.

Un'occhiata ad hypex l'avevamo già data. Qui, per esempio:

http://www.hifi-forumlibero.it/phpBB3/v ... 40#p169217



La gamma di alimentatori Hypex:
.
hypex pws 01.JPG
hypex pws 01.JPG (109.62 KiB) Visto 2168 volte
.



All'epoca del post che ho citato il tipo in alto a SN non era ancora disponibile, è una novità per ora solo annunciata. Quello in basso a SN, il più piccolo, era oggetto del post. Capitava una cosa strana: hypex asseriva che il piccoletto era in grado di digerire correnti di ritorno, seppur in forma un po' sibillina, mentre non affermava questa qualità per i modelli maggiori.

Per comodità riporto per l'ennesima volta lo stesso schema di principio:
.
hypex pws 02.JPG
hypex pws 02.JPG (54.41 KiB) Visto 2168 volte
.


La parte sibillina sta nella definizione "pumping compensation". Che vuol dire esattamente?

Se un alimentatore può assorbire corrente si specifica che lo può fare, magari anche con quali limiti.

Vorrebbero dire che usano questa tipologia per compensare il bus-pumping? Non ha molto senso, con il giusto alimentatore semplicemente NON si ha bus-pumping.



Il dubbio nasce dal fatto che i fenomeni che possono generare correnti inverse sono due, uno connaturato al funzionamento dell'ampli e che sposta cariche da un ramo all'altro dell'alimentazione, senza un ingresso netto di energia (tanto che uscendo a ponte, nel caso l'alimentatore non ha due polarità ma ne basta una, lo si evita) un altro legato al funzionamento degli altoparlanti, in particolare il WF che in certi casi restituisce all'ampli energia assorbita precedentemente. Quindi con un bilancio energetico positivo per l'ampli, seppur su periodi limitati.

Il bus-pumping più noto è quello del primo caso, è possibilissimo annullarlo con soluzioni che sono totalmente inefficaci rispetto al secondo caso. Un esempio è stato postato da Melomane, un circuito ausiliario genere una corrente inversa a quella causata dall'ampli tra i rami dell'alimentatore annullandone gli effetti; lo trovate in questo suo post:

http://www.hifi-forumlibero.it/phpBB3/v ... 50#p169231



Pumping compensation a me fa pensare una soluzione di questo tipo, piuttosto che all'uso di un alimentatore in grado di digerire corrente, oltre che di erogarla.

Il dubbio è rafforzato da questa affermazione:
Being a 2-quadrant full bridge rectifier, SMPS400 is able to supply
single ended class d amplifiers
tratta dal catalogo Hypex

https://www.hypex.nl/assets/oem-brochur ... ochure.pdf



Affermando che è adatto ad ampli single ended, non a ponte (di solito detti "full bridge" nella letteratura in inglese) il riferimento è esplicito al primo tipo di bus pumping, il secondo non è contemplato.

Attualmente l'affermazione è ripetuta per tutti gli altri alimentatori disponibili (seppur solo implicitamente per il più potente), come se precedentemente mancasse per una svista. Non pubblicizzano la cosa con enfasi, al contrario è una noticina a misura di nerd. Adottando un alimentatore bidirezionale mi sarei aspettato un po' di pompa e vanterie assortite; sarebbero giustificatissime.


Un altro aspetto bizzarro è che prendendo l'affermazione alla lettera stanno dicendo che l'alimentatore è di tipo normalissimo. Infatti eroga due tensioni simmetriche, cosa che ne fa un alimentatore a due quadranti semplicemente funzionando come qualunque alimentatore duale. E che sia duale è proprio il requisito per alimentare uno ampli a uscita singola, non "full bridge". La denominazione corretta dovrebbe essere a quattro quadranti.


Cosa ancora più curiosa, guardate che avvertenza accompagna l'indicazione di compatibilità con i moduli amplificatori con il nuovo tipo di alimentatore:
.
hypex pws 03.JPG
hypex pws 03.JPG (41.85 KiB) Visto 2168 volte
.


riporto la noticina in basso a SN, relativa all'uso con NCx500, ampli single-ended:
For half-bridge amplifier modules please beware of power supply pumping phenomenon.
This can happen with high power, and low frequencies. Contact support@hypex.nl for these applications
Il bus pumping classico! Un ritorno alle origini.


Questo nuovo alimentatore, a differenza di tutti i precedenti, è regolato. In tutti gli altri la tensione in uscita è specificata in funzione di quella di rete.

Luca

Rispondi