il 3D è fermo anche se la classe D è tutt'altro che roba ovvia e pacifica.
Da parte mia l'ostacolo è semplice e connesso alla mia pigrizia: capire qualche cosa dal materiale pubblicato dai costruttori è molto difficile.
Recentemente ho girovagato sul sito della nostrana PowerSoft, di cui si è parlato recentemente. Ne ho ricavato una notevole confusione e ben poca informazione sull'effettiva qualità del prodotto.
Questo è già un fatto bizzarro. Il sito di PowerSoft è rivolto ad un utente tipico professionale, non producono cose per l'audiofilo. Quindi un'informazione non adeguata dovrebbe risultare controproducente; agli audiofili puoi proficuamente raccontare supercazzole ma un professionista dovrebbe essere ben più esigente, di fronte a chiacchere poco chiare dovrebbe diventare sospettoso.
E' vero che i più tecnici trovano del materiale nella sezione download (non molto, tolte le schede prodotto), ma la perplessità che desta il sito rimane.
spiegano cos'è la classe D:
https://www.powersoft.com/it/about/technologies/class-d
... Powersoft è stata la prima azienda ad introdurre moduli di amplificazione ad alta potenza basati sulla Classe D, da utilizzare negli altoparlanti attivi.
da qualche altra parte mi pare di ricordare che vantano l'introduzione della classe D in ambito PRO nel '95. Eccovi il diagramma a blocchi dell'amplificatore:
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- PWS classe D.JPG (58.52 KiB) Visto 1795 volte
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due cose saltano agli occhi:
la struttura è quella dell'ampli basato sul confronto input/onda triangolare, una struttura che Bruno Putzeys, considerato il guru della classe D secondo la stampa non PRO, definisce pessima e superata.
Capisco che siamo in ambiti diversi ma sono non certo impermeabili l'uno all'altro. Magari Hypex nel mercato pro non è quel colosso che vogliono farci credere quando parlano di classe D in ambito home; però dubito che sia un attore insignificante, quindi non è insignificante che questo competitor di PowerSoft basi la sua immagine tecnologica proprio nel superamento di quell'impostazione a favore di una struttura autooscillante.
Perché pubblicare uno schema che molti considereranno roba non aggiornata senza alcun commento? E alla struttura con oscillatore ci tengono, guardate il tratteggio che connette il "master clock" ai blocchi comparatore e amplificatore, senza apparentemente senso alcuno.
Seconda cosa: non c'è feedback loop. Azz...

. Ma è solo uno schema scolastico usato come esempio! OK, va bene, ma a uso di chi? Non servirà mica spiegare al pubblico di PowerSoft che un classe D è basato sulla commutazione.
L'alimentazione degli ampli genera picchi di corrente, succede anche a quelli lineari alimentati con il classico trasformatore. Questo è molto scomodo per la rete. Scomodo anche per l'audiofilo, infatti esistono tipologie di alimentazioni che non lo fanno e non per caso godono di buona stampa ma ammontano allo 0,1% della produzione.
E' possibile evitare i danni verso la rete:
https://www.powersoft.com/it/about/tecn ... er-supply/
Powersoft è sempre stata molto attenta al risparmio energetico e il Power Factor Correction (PFC) è stato implementato per migliorare le prestazioni e contenere l’assorbimento e il consumo di corrente.
L’industria dello spettacolo è da sempre molto sensibile alle problematiche ambientali e negli ultimi anni molti artisti hanno iniziato a promuovere i loro tour come “verdi”, cercando di utilizzare energie alternative o di piantare alberi come compensazione per la CO2 prodotta durante ogni concerto.
Il PFC è una tecnologia di riferimento per molti settori aziendali, come ad esempio nei computer, e può davvero aiutare a preservare il nostro pianeta, in quanto consente: ...
Tutto bello ma poi non si trova una parola su come sia affrontato il problema. Per migliorare il fattore di potenza si possono usare sofisticati sistemi attivi o anche un semplice filtraggio passivo. Una mezza indicazione di quali sforzi mette in campo PowerSoft sarebbe doverosa, diversamente è del tutto logico pensare che stiano magnificando il minimo sindacale.
La presenza di due immagini che non apportano informazione, una ovvia e una poco leggibile, mi conferma nell'impressione che l'ufficio marketing abbia fatto male il suo lavoro.
Nota per gli artisti dalla coscienza ecologica: potete risparmiare parecchio guardando ai diffusori, altro che limare il rendimento dei classe D. Nei diffusori ci sono margini veri.
Tensione di alimentazione variabile. La classe D in salsa G o H?
https://www.powersoft.com/it/about/tecn ... anagement/
Nello stadio di uscita dell’amplificatore, l’efficienza è una funzione della differenza tra la tensione di uscita erogata al carico e la tensione di rail fornita dall’alimentatore. Questo vale per qualsiasi topologia tra le classi B, C, D, H, G, nonostante ognuna di esse fornisca diverse prestazioni di efficienza assoluta e carichi a seconda delle prestazioni di efficienza rispetto alla potenza di uscita.
Ok con una precisazione: in classe B (che in pratica sarò AB, la C non si usa in audio, ma ci sono eccezioni) il fenomeno è intrinseco al funzionamento, in classe D il fenomeno è legato alle approssimazioni con cui il funzionamento concettuale è implementato (tempi di commutazione, resistenza di chiusura, ecc... non ideali).
La tecnologia Powersoft Smart Rails Management (SRM) implementa il tracciamento della tensione in tempo reale nell’alimentatore che minimizzando le differenze tra la tensione dei binari della tensione di uscita al fine di migliorare l’efficienza complessiva. Il sistema SRM restituisce il segnale di uscita all’alimentatore e modula la tensione dei binari per ridurre la dissipazione del calore e migliorare l’efficienza.
ebbene si, abbiamo un classe D in classe H. Strano, no? Il classe D già dovrebbe essere super efficiente... Notate che il sito deve essere nato in inglese e poi tradotto automaticamente, in italiano i binari di alimentazione se si parla di ampli non esistono, forse se si parla di treni o che so io.
A causa del fatto che la dissipazione al minimo dello stadio di uscita dipende in modo esponenziale dalla tensione dei binari, è possibile ottenere una riduzione costante nei progetti in cui il risparmio energetico è importante, abbassando la tensione dei rail a riposo. Ad esempio, se uno stadio di uscita spreca 12,5 W (diciamo con alimentazione a +/- 150 Vdc), a metà della tensione (+/- 75 Vdc) ridurrà la propria dissipazione a vuoto a 3,125 W, ovvero un risparmio netto di 9,375 W per canale.
La relazione quadratica mi ha stupito ma devo ammettere di non saper quantificare le perdite i commutazione a vuoto. Quindi mi tocca fidarmi, comunque il punto è interessante ma non decisivo.
Un amplificatore switch-mode funziona come un moltiplicatore e fornisce una tensione di uscita come risultato della tensione dei rail nel tempo. Le condizioni “on” degli interruttori di uscita, che risultano in una riduzione della tensione deli rail, comportano una riduzione del noise floor. Ad esempio, proprio come nella precedente, la riduzione da +/- 150 Vdc dei rail a +/- 75 Vdc fornirà una riduzione del rumore di fondo di 6 dB sullo stadio di uscita.

Azz... Ma questa è roba forte! La descrizione si attanaglia perfettamente alla classe D illustrata prima, cioè quella degli esordi. Erano ampli in cui il guadagno dipendeva direttamente dalla tensione di alimentazione, tanto che alcuni ci hanno implementato il controllo di volume.
Quindi si conferma che PowerSoft ha un'impostazione obsoleta???

No, che diamine. Siamo nel 2026 ed è ovvio che i loro ampli sono dotati di regolamentare anello di controreazione, più o meno complicato. Si conferma che sul loro sito ci rifilano delle grandiose supercazzole!

Comincio ad avere il dubbio che il rapporto quadratico tra alimentazione e perdite a vuoto lo abbia uno che pensava agli altoparlanti e tensione d'uscita dell'ampli...
Perché tutto ciò? Perché le supercazzole e non un po' di informazione tecnica, che aumenterebbe il prestigio e l'interesse per questi amplificatori? Io non ci arrivo.
Le radiazioni involontarie di radiofrequenze dipendono dall’esponente 2 della tensione di commutazione e dai valori di corrente. A meno che non si verifichino altri fenomeni, il dimezzamento delle tensioni dei rail riduce a ¼ la potenza RF irradiata.
OK, mi pare sensato.
Come detto sopra, un rapporto più stretto tra tensioni dei rail e la tensione di uscita porta a una migliore efficienza. Oggi i dispositivi di alimentazione soffrono molto di più delle perdite di commutazione rispetto alle perdite di conduzione, quindi l’efficienza è dettata dalla quantità di energia che deve essere commutata per raggiungere una certa tensione di uscita. Grazie al fatto che la tensione dei rail segue in maniera stretta la modulazione di ampiezza del segnale, le perdite di commutazione saranno ridotte.
Altro paragrafetto fumoso. Se si risparmia sulle perdite di commutazione a vuoto succede pure sotto carico. Ok, mi aveste detto qualche cosa su come cambia la velocità di commutazione per correnti elevate sarebbe stato più convincente ma ok. Sulla scarsa rilevanza delle perdite per conduzione sono scettico, forse usano semiconduttori con una resistenza di chiusura prossima allo zero. Ma PowerSoft non produce semiconduttori, come mai gli altri non seguono il buon esempio?
se usate il link vedrete anche dei grafici, non so se capirete di più.
Del riciclo dell'energia reattiva del carico abbiamo già parlato in precedenza. Ricordo solo che se ci limitiamo all'ampli questo avviene in qualsiasi classe D, è una sua caratteristica intrinseca, e quindi non è un gran vanto. Tema molto interessante riferendoci all'alimentatore ma su questo il nulla cosmico.
Una trovata interessante, il controllo dello smorzamento quando sono previsti lunghi cavi tra ampli e altoparlante:
Active Damping Control
Con i sistemi moderni che aumentano di dimensioni, la resistenza che viene aggiunta dalle lunghe tratte dei cavi inizia a diventare un fattore problematico.
Con Active Damping Control, gli effetti della resistenza data dalla lunghezza del cavo dell’altoparlante vengono automaticamente bilanciati. Inserendo la lunghezza e il diametro del cavo utilizzato, l’accumulo di smorzamento del cavo viene calcolato ed eliminato automaticamente.
E' tutto quello che c'è; evidentemente la resistenza d'uscita può essere resa negativa. Potrebbero anche raccontarcelo, mica ci impressioniamo! Bè, un pochino si ma leggendo "l’accumulo di smorzamento del cavo"

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Non so quanto influente nella pratica corrente ma mi pare un optional interessante. Dovrebbe piacere ai patiti del DF tendente infinito. No, mi sbaglio: a loro non piace perché rende evidente il nonsense dell'ampli con DF tendente infinito.
Sul sito ci trovate anche l'immagine di un altoparlante e la rappresentazione schematica di un circuito retroazionato, molto decorativi.
Non so voi ma io rimango spiazzato da questo assaggio del sito ufficiale PowerSoft. Mi aspetterei roba tecnica per professionisti e mi par di vedere delle sparate pari a quelle che i produttori esoterici rifilano ai loro clienti.
A proposito, guardate questo:
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- PWS litemod 4hc.JPG (54.28 KiB) Visto 1795 volte
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un ampli dotato di Smart Rail Management (SMR), che prevede l'alimentazione modulata dal segnale con benefici su efficienza e rumore. Parole loro.
La piastra contiene alimentatore e 4 amplificatori. Possono essere pontati o possono funzionare indipendentemente (o vie di mezzo).
Quattro canali... SRM... Guardate intensamente la foto: alimentazione universale (90-264V) con PFC... bello...
Quattro canali e... UN SOLO trasformatore! Ma l'alimentazione che segue l'inviluppo ecc. ?!? Dai, scherzava un po'.
Fosse per loro se usate due canali a ponte su un sub e gli altri due sui satelliti avreste il sub che modula il rumore dei canali principali! Ma tranquilli, tolte le supercazzole c'è sempre un incorruttibile NFB loop che pensa a far funzionare la baracca. Come è giusto che sia.
Ma perché le supercazzole? Perché se mi leggo il loro materiale informativo poi non so se devo postare nel 3D sulla classe D o su quello dei "crimini"?
Se avete idee fate sapere; se vedete delle scempiaggini in questi quasi-ragionamenti fate assolutamente sapere.
Luca