se vi siete sintonizzati ora l'articolo di Stereophile era:
viewtopic.php?f=13&t=10161
che vale sicuramente il tempo della lettura.
Segnalo che la fig. 3 è sbagliata, nel senso che non rappresenta il funzionamento di un semi stadio di uscita (supposto push-pull) alimentato a 120V complessivi. Se la cosa vi interessa vi tocca tornare all'inizio di questo 3D.
Una faccenda interessante, discussa in questo articolo, è come rappresentare l'impedenza di un diffusore in modo da evidenziare quanto ostico risulterà per l'ampli. Il normale grafico con separatamente modulo e fase è leggibile solo con una certa competenza e attenzione, non è comodo e può trarre in inganno.
Una proposta accomuna gli autori Eric Benjamin e Douglas Self: costruire il grafico della dissipazione imposta ai finali dell'amp in rapporto ad un carico resistivo standard. Uno propone 4 Ohm (molto ragionevole rispetto alla pratica) l'altro 8 Ohm (dovrebbe essere lo standard casalingo

). L'ampli è supposto essere in classe B e lavorare a piena potenza.
Per capirci l'impedenza delle B&W 802 avrebbe questa faccia (riferimento: 8 Ohm)
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- imp pwr relativa BW802.jpg (31.68 KiB) Visto 2793 volte
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La linea rossa è la dissipazione di picco e la blu quella media. Paura, vero?!?
A me questo grafico piace, mi pare comprensibile. Ricordo che non contiene altre info che quelle date dal solito grafico con modulo e fase. L'unica cosa che non mi suona benissimo, ma ha senso pure questa, è che presuppone un determinato tipo di ampli. Ma è giusto: se cambiamo tecnologia un diffusore tosto può ingentilirsi e uno che pareva abbordabile risultare carogna. Inevitabile che il grafico abbia validità circoscritta, se usate un classe D quella figura non ha più senso ma è normale che succeda.
La curva di impedenza è una caratteristica del solo diffusore, il suo rapporto con l'ampli è una caratteristica di quella accoppiata.
L'autore fa una considerazione:
It is the former, peak result that we are most interested in here as a measure of load severity; average device dissipation relates to heatsink provision and so is of interest primarily to the amplifier designer (although, since we consumers pay dearly for heatsink capability, it is not something for us to ignore).
Ci interessa la curva rossa, è il picco che mette in crisi l'ampli, piuttosto che la blu, la dissipazione media è roba per dimensionare i dissipatori, è vero che ci costano ma tecnicamente è un dato per i progettisti.
La fa un po' facile, bisogna considerare che la prestazione dei transistor varia con la temperatura: se con il dissipatore a 40° avete certi limiti per ammettere che possa salire a 60° dovete stringerli, pena arrosto di silicio. Quindi a parità di dissipazione di picco una dissipazione media inferiore connota comunque un carico più facile.
E muove due critiche:
First, the scaling of the vertical axis depends on the chosen reference resistance;
a me non pare una dificoltà, al contrario ragionare in termini relativi ad un carico normalizzato mi pare intuitivo. Scegliere tra 4 o 8 Ohm non è un problema e poi basta ricordarsi di segnalo sulla figura.
second, we are used to identifying the minima in modulus vs impedance graphs as potential problem areas, whereas here it is the maxima which are of concern
qui il problema non ce lo vedo proprio. Anzi, tanto di guadagnato se la curva non è confondibile con il modulo, ribadisce la differenza concettuale.
Per risolvere definisce la EPDR:
Both difficulties can be solved by plotting what I term equivalent peak dissipation resistance (EPDR) vs frequency, which inverts the graph and removes any need of a reference. EPDR is simply the resistive load that would give rise to the same peak device dissipation as the speaker itself.
cioè determina la resistenza che determina la medesima dissipazione nell'ampli imposta dal diffusore. Di fatto è ricavabile dal grafico precedente ma non necessita più di un'impedenza di riferimento. Il risultato per le solite B&W802 diventa:
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- epdr 802.jpg (27.58 KiB) Visto 2793 volte
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da cui si evince che intorno ai 60Hz e ai 700Hz le simpatiche B&W scaldano il vostro finale come fossero resistenze da un Ohm e mezzo

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A me (capisco che non freghi a nessuno ma già che son qui...) questa trovata della EPDR non piace.
Trovo che arrivare ad una caratteristica fittizia espressa in Ohm possa essere fuorviante: le 802 non hanno impedenza di 1,5 Ohm, si comportano come tali sotto un preciso aspetto - la dissipazione dei finali - in un preciso contesto di amplificazione.
Temo che in moltissimi leggano il valore in Ohm senza altre considerazioni. Particolarmente oggi, con la classe D ben più diffusa (l'articolo è del 2007), non è possibile.
Se una cassa ha un modulo di 1,5 Ohm resistivo la EPDR vale 1,5 Ohm. Per un classe D è un carico proibitivo, per un classe AB audiofile dovrebbe essere abbordabile.
Se invece la EPDR da 1,5 Ohm è data da un modulo elevato ma dalla fase assassina il classe AB è alle corde. L'ampli in classe D lavora tranquillo, se vi fidate dell'alimentatore; va in tilt se quel valore è a bassa frequenza e l'alimentatore non regge il conseguente rientro di corrente.
Nei classe AB il comportamento rispetto ad un carico ostico può essere molto diverso a seconda della tipologia delle protezioni, non dipende solo dal fatto che siano più o meno ristrettive.
Stessa EPDR ma situazioni molto diverse. Con un significato tecnico diverso e con implicazioni differenti nel valutare l'adeguatezza di un ampli ad abbinarsi con quel diffusore. Che sarebbe il nostro scopo: mica leggiamo grafici per senso estetico o perché abbiamo finito la settimana enigmistica.
Luca