Ciao Aldusmanutius,
quando hai citato la configurazione D'Appolito ho pensato a un messaggio scherzoso, tipo "siamo perfetti per svaligiare la mostra: quello che piace a te non piace a me e viceversa, ci spartiamo il maltolto facilmente!"

Ma poi Fabrizio è entrato sul punto tecnico e ripensandoci non so bene se ci sono molte cose che mi piacciono, in quella mostra.
Però l'idea è venuta e non scarterei il crimine: se riusciamo a piazzare la refurtiva anche solo a un decimo del listino ci esce comunque un bel gruzzolo.
A me le casse "D'Appolito" non hanno mai convinto appieno. Provo ad aggiungere un paio di considerazioni al post di Fabrizio, che però rimane rimane il succo della faccenda perché analizza l'aspetto tecnico, che è quello che conta. Ogni progetto è sempre una difficile scelta tra svariati pro e contro, è cercando di capire quali sono che si comprendono le cose. I pro dei due medi con il tw in mezzo non sono molti.
Prima considerazione, particolarmente attinente ai due vie o quando i due mid scendano in basso (le Goebel hanno l'incrocio basso a 120Hz, pendenza non pervenuta, medi da 8"): i medi o mid-wf verosimilmente utilizzabili hanno sempre una risposta in salita, cosa esaltata dal montaggio sistematicamente su pannello frontale stretto (troppo stretto) che non carica la parte bassa della banda di loro competenza.
Quindi il vantaggio di usarne due è l'aumento di efficienza in basso, in alto l'efficienza non cresce altrettanto a causa della distanza dei centri di emissione ma non c'è neppure da rammaricarsi troppo, tanto il sistema è comunque strozzato dal dato di efficienza in basso e il surplus in alto verrebbe forzatamente piallato dallo X-Over. A questo punto perché non fare un classico 2 vie e mezzo (con o senza aggiunta di ulteriore via più bassa)?
Usando uno degli altoparlanti solo fin dove serve, all'incrocio con il tw lavora un solo medio, non una coppia le cui emissioni fuori asse hanno già iniziato a bisticciare tra loro. Guardando le Goebel stimerei la distanza tra i centri dei due mid in un cinquantina di cm: tanta roba!
D'Appolito servirebbe ad ottenere una dispersione simmetrica sul piano verticale, non è uno degli obiettivi prioritari: migliorerebbe la coerenza con il suono diretto della riflessione sul pavimento che però, a frequenze da incrocio con il tw, sarebbe molto bello ammazzare con appositi tappeti. Direi che la strada obbligata, non solo per impianti "TOP" ma già a partire da "appena meglio che bottom", sia questa. Si può fare piuttosto efficacemente senza diavolerie invasive; le rogne vere le troviamo nel controllare le riflessioni a frequenze più basse. In quest'ottica la seccatura del D'Appolito di dover di tenere necessariamente basso l'incrocio è ulteriormente penalizzante.
Io di mid ce ne metterei uno solo, esattamente come indicato da Fabrizio. Se devono per forza essere due - tipico da tower stretta, alla fine è da queste casse che nasce la necessità di raddoppiare gli altoparlanti - li uso come una via e mezza, garantito. Certo poi non potrei fare discorsi, per lo più campati in aria, sulla coincidenza dei centri di emissione e amenità simili; chissene, non devo mica vendere casse io, a dire il vero neppure costruirne

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Seconda considerazione: l'opinione che ci facciamo sui risultati di soluzioni tecniche diverse è necessariamente plasmata dalla tendenza del mercato. Se una soluzione tecnicamente ottima è usata da quattro gatti e una meno buona è comunissima facilmente saremo portati a sopravvalutare la seconda.
In primo luogo perché ci sarà familiare, ne apprezzeremo i lati positivi mentre quelli negativi verranno mitigati dal fatto di essere comuni. E' così che il mercato sopravvive a diffusori che tipicamente hanno dei bassi deludenti e dinamiche limitate: ignorando quanto aumenti il gusto dell'ascolto se i bassi sono OK e/o la dinamica disponibile adeguata.
Se una impostazione tecnica è diffusa è praticamente certo che le sue potenzialità verranno sfruttate. Invece se una impostazione, che sarà pure potenzialmente eccellente, è usata da pochi costruttori le possibilità di ascoltarne una implementazione fatta a regola d'arte si riducono proporzionalmente. E facilmente verrà considerata meno di quanto meriterebbe.
Se ci pensi è quello che succede in positivo alle "D'Appolito" e in negativo alle trombe.
La prima sta diventando un must per le casse di lusso e superlusso, le ragioni però sono più commerciali che tecniche. Chiaro che ascoltando diffusori molto costosi attribuiremo parte del merito del buon suono alle soluzioni adottate. Anche quando considerassimo il costo esorbitante rispetto al risultato, saremo portati a reputare buona quella configurazione tecnica. Per esempio potremmo pensare che le Goebel siano realizzate con un lusso eccessivo e vendute con un margine di guadagno esagerato, spiegandone il costo e il conseguente misero rapporto qualità sonora/prezzo, ma comunque apprezzarne il suono in assoluto e conseguentemente farci una buona opinione della configurazione D'Appolito.
E' solo la valutazione tecnica che ci può portare a scoprire, o almeno sospettare, che potrebbero essere migliori configurate diversamente.
Per le trombe vale il discorso opposto: il mercato non offre molti diffusori di questo tipo, offerta pari quasi a zero per i veri full horn. Quel che è peggio è che moltissimi progetti sono tecnicamente antiquati se non addirittura scorretti.
Ovvio che tanti appassionati abbiano una totale preclusione verso le trombe: sono considerate robe rare per gente strana (e apparentemente è giusto così), probabilmente se ne hanno ascoltate non suonavano nemmeno bene. Nell'attuale panorama di offerta è comprensibile che un utente non particolarmente appassionato di tecnica si faccia una cattiva idea delle trombe.
Il problema è che al posto di chiedere al mercato prodotti tecnicamente aggiornati, di cui non sospetta l'esistenza o la possibilità che possano esistere, si lascia ingannare dai sostenitori interessati della presunta purezza e superiorità dell'emissione diretta. Cornuto e mazziato!
Luca