OT: appena letta su FB...

La sezione principale

Moderatore: F.Calabrese

Rispondi
F.Calabrese
Messaggi: 42835
Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
Località: Roma
Contatta:

OT: appena letta su FB...

Messaggio da F.Calabrese » sabato 13 giugno 2026, 9:53

Scritta da un non meglio identificato Frank Merenda... ;) :lol: :D
L’ODIO ITALIANO PER CHI CE LA FA
C’è un signore a Firenze che ha trasformato il banco di una bottega di trenta metri quadri nella paninoteca più famosa del pianeta.
File in via dei Neri. File a Milano. File a New York, dove gli americani fanno la coda al gelo per una schiacciata come se dentro ci fosse il Santo Graal e non la finocchiona.

Centinaia di dipendenti. Assunti. In regola. Formati. Pagati.

E sapete come lo ringrazia l’italiano medio?
“Devi fallire!”
Scritto così, pubblicamente, sotto un suo video.

E attenzione al dettaglio, perché il dettaglio è tutto: non augurano il fallimento “a lui”. Augurano il fallimento all’azienda. Cioè il licenziamento in blocco di centinaia di persone. Banconisti, ragazzi al primo contratto serio della loro vita, gente col mutuo. Tutti a casa, in cambio della soddisfazione di vedere cadere uno che ce l’ha fatta.

E mentre lo scrivono si sentono pure dalla parte giusta della storia.
Ora seguitemi, perché qui dentro c’è il cortocircuito più affascinante della psiche nazionale.

Nello stesso identico Paese dove Tommaso si becca gli auguri di fallimento:
Il pregiudicato che comanda il paese riceve il baciamano davanti al bar, e la fila per chiedergli favori è più lunga di quella per la schiacciata.
Il ristoratore che paga i camerieri quattro euro l’ora in nero viene venerato come benefattore del popolo, perché “tiene i prezzi onesti, è nu galantuomo”.

E all’imprenditore vero, quello che lavora in regola dentro un sistema disegnato apposta per punire chi lavora in regola, quello che assume, versa i contributi e paga sopra la media di settore… a quello rompono i coglioni.
Vi sembra follia collettiva? Non lo è. È un meccanismo di precisione svizzera. E adesso ve lo smonto pezzo per pezzo.

Primo meccanismo: l’invidia è un’arma a corto raggio : nessuno scrive “merita il fallimento” sotto i post di Bernard Arnault. Troppo lontano. Invidiare lui è come invidiare la luna: non ci provi nemmeno, sta in un’altra categoria mentale.
Leon Festinger lo spiegò settant’anni fa con la teoria del confronto sociale: ci confrontiamo soltanto con chi percepiamo simile a noi. L’invidia spara solo su chi è partito dal nostro stesso punto.

E Tommaso è partito dietro un banco, a fare panini con le mani. Era uno di loro.
Questo è il suo vero crimine. Non l’evasione, che non c’è. Non lo sfruttamento, che non c’è. Il crimine è essere la prova vivente che dal banco si poteva partire.
Ogni locale che apre è uno specchio piazzato davanti alla faccia di chi è rimasto fermo. E la gente non spacca gli specchi perché sono brutti.
Li spacca per non guardarci dentro.

Gli anglosassoni la chiamano crab mentality: i granchi nel secchio non hanno bisogno del coperchio, perché appena uno prova a uscire gli altri lo tirano giù. Noi non avevamo bisogno di studiarla in laboratorio. Noi l’abbiamo messa a sistema.

Secondo meccanismo: la fabbrica delle scuse: quando lo specchio ti mostra una cosa insopportabile, il cervello ha due strade.

Strada uno: “lui ce l’ha fatta partendo da dove sono partito io, quindi il problema sono io”. Dolore intollerabile. Scartata in tre millisecondi.

Strada due: “lui ha barato”. Ah, ecco. Sollievo immediato. “Sicuramente evade. Sicuramente sfrutta. Sicuramente c’è qualcosa sotto. Nessuno diventa ricco onestamente.”

Si chiama dissonanza cognitiva (sempre Festinger, quell’uomo ci aveva letti dentro come un libro aperto) e la mente la risolve sempre nel modo meno doloroso. Mai nel modo più vero.
Quindi no, quei commenti non sono opinioni. Sono antidolorifici. Ogni “merita il fallimento” è una dose di morfina che chi scrive si autosomministra per non sentire il bruciore della propria vita ferma al palo.

Terzo meccanismo: perché al camorrista invece si bacia la mano.
E qui arriviamo al pezzo pregiato della collezione.
Il boss del paese non attiva nessun confronto. Non è “uno di voi che ce l’ha fatta”. È un predatore, una categoria a parte, come il temporale. Nessuno si paragona al temporale. Al temporale ci si ripara sotto.

Ma soprattutto: il camorrista vi conferma la visione del mondo. “Visto? Per arrivare bisogna imbrogliare.” Lui è la prova vivente del vostro alibi.
L’imprenditore onesto è la confutazione vivente dello stesso alibi.

Ed eccolo, il segreto che nessuno vi dirà mai: la gente non odia chi fa il male. La gente odia chi le toglie le scuse.
Il male può accomodarsi. Basta che la storiella che uno si racconta la sera prima di dormire resti in piedi.

Quarto meccanismo: il santo protettore dei prezzi bassi: e il ristoratore che paga a nero? Lui no, lui è “brava gente”. Lui “aiuta le famiglie”.
Certo. I prezzi sono popolari perché la differenza la mette il ragazzo in cucina: senza contratto, senza contributi, senza futuro. Lo sconto che vi fa non esce dal suo margine. Esce dalla pelle di un altro.
Albert Bandura lo chiamava disimpegno morale: finché la vittima non ce l’hai fisicamente davanti, non esiste. Tu vedi il conto da dodici euro e ti senti furbo. Non vedi chi quei dodici euro li sta sussidiando con la propria vita.

Il risultato è un capolavoro: l’uomo che vi fa lo sconto con gli stipendi altrui viene applaudito come galantuomo. E quello che versa i contributi fino all’ultimo centesimo viene chiamato sfruttatore.
E non venitemi a dire “eh, ma tanti imprenditori sfruttano davvero”. Verissimo. Esistono, sono spregevoli e meritano i tribunali, non gli applausi. Il problema è che voi quelli li avete appena portati in trionfo due paragrafi fa. Il vostro problema non è mai stato lo sfruttamento.
È la riuscita.

Quinto meccanismo: la torta. Nella testa di queste persone la ricchezza è una torta di dimensione fissa: se Tommaso ha una fetta grossa, a loro ne resta meno. Si chiama bias della somma zero ed è il software della savana marxista: cinquantamila anni fa, se tu avevi più carne, io facevo la fame.
Peccato che Tommaso la carne non l’abbia presa a nessuno. Ha creato file dove c’era un vicolo, stipendi dove non c’era niente, un’azienda internazionale dove c’era un banco di famiglia. La torta non l’ha rubata. L’ha cucinata. E ha pure allargato il forno.
Ma provate a spiegarlo a un cervello che gira ancora col firmware del Paleolitico.

Se questa gente fosse mossa davvero dalla giustizia sociale, davanti a un’azienda starebbe dalla parte dei lavoratori. Sempre. A prescindere.
Invece augura il fallimento. Cioè il licenziamento di tutti.
I dipendenti, le famiglie, i mutui: danni collaterali accettabili pur di veder cadere il simbolo.
Capito il gioco? Non è etica. È invidia vestita da etica. La giustizia sociale è l’abito buono che il rosicamento si mette per uscire di casa la domenica.
Quindi, a tutti gli imprenditori che leggono e che ogni tanto trovano la loro razione di veleno sotto i post: smettetela di leggerli come critiche al vostro operato.

Quei commenti non parlano di voi : Sono confessioni firmate sulla vita di chi li scrive.
E a chi li scrive, un’ultima cosa, poi potete tornare a commentare.

Al camorrista baciate la mano perché vi conferma che onestamente non si arriva da nessuna parte.
All’imprenditore onesto augurate il fallimento perché vi dimostra che si arriva eccome.

Per questo non gli state augurando di fallire.
State pregando che la vostra scusa torni vera.
Scusate lo sfogo.
Impressionante... eh...???

Saluti
F.C.

marcorossi
Messaggi: 421
Iscritto il: martedì 22 settembre 2020, 15:20

Re: OT: appena letta su FB...

Messaggio da marcorossi » sabato 13 giugno 2026, 17:22

Si parla di All'antico Vinaio?
Ci vorrei andare. Ho voglia ti togliermi lo sfizio. L'altro ieri stavo per guardare un video su iutub su questa attivita' nata a Firenze.
Per i principianti possiamo consigliarli, seguirli e indirizzarli verso qualcosa che per noi è, diciamo, adatto a loro.
Dedicato a chi cerca una soluzione semplice e flessibile. Dai un'occhiata.

F.Calabrese
Messaggi: 42835
Iscritto il: giovedì 23 settembre 2010, 16:18
Località: Roma
Contatta:

Re: OT: appena letta su FB...

Messaggio da F.Calabrese » sabato 13 giugno 2026, 18:07

marcorossi ha scritto: ↑
sabato 13 giugno 2026, 17:22
Si parla di All'antico Vinaio?
Ci vorrei andare. Ho voglia ti togliermi lo sfizio. L'altro ieri stavo per guardare un video su iutub su questa attivita' nata a Firenze.
Dici questo...???

https://www.allanticovinaio.com/firenze/


Saluti
F.C.

marcorossi
Messaggi: 421
Iscritto il: martedì 22 settembre 2020, 15:20

Re: OT: appena letta su FB...

Messaggio da marcorossi » sabato 13 giugno 2026, 20:16

F.Calabrese ha scritto: ↑
sabato 13 giugno 2026, 18:07
https://www.allanticovinaio.com/firenze/
Proprio lui.
Per i principianti possiamo consigliarli, seguirli e indirizzarli verso qualcosa che per noi è, diciamo, adatto a loro.
Dedicato a chi cerca una soluzione semplice e flessibile. Dai un'occhiata.

lucaesse
Messaggi: 3011
Iscritto il: domenica 10 novembre 2019, 19:03

Re: OT: appena letta su FB...

Messaggio da lucaesse » mercoledì 17 giugno 2026, 1:07

Frank Merenda è un venditore che vende corsi per vendere :? . La comprensione di molti meccanismi psicologici è fondamentale per il suo lavoro. Immagino che potrebbe fare un'analisi divertente del mercato hi-fi. :)

Lo diciamo da un pezzo: una quantità di acquirenti dice di essere appassionata alla buona riproduzione del suono ma in realtà spende per tutt'altro. Estetica, appartenenza ad un club di iniziati, status simbol, commercio fine a sé stesso (avete mai conosciuto uno di quelli che regolarmente comperano a un tot e rivendono a più del tot? Si danno un gran daffare con un evidente e unico obiettivo: dimostrare quanto sono furbi. Voi, comunque, avete sempre speso troppo.)



Leon Festinger lo spiegò settant’anni fa con la teoria del confronto sociale: ci confrontiamo soltanto con chi percepiamo simile a noi. L’invidia spara solo su chi è partito dal nostro stesso punto.
Questa citazione mi pare distorcere l'idea di Festinger che non è necessariamente negativa, o lo è se uno la interpreta come una mancanza di consapevolezza (in certi ambiti, di autostima). L'osservazione principale è sul fatto che gli individui tendono a non dare una valutazione assoluta delle loro azioni, abilità, ecc. ma, in un contesto sociale, le misureranno in rapporto a quelle degli altri. Mi pare inevitabile, entro certi limiti.

Il fatto che si tenda a prendere dei riferimenti vicini non è necessariamente sbagliato, anzi. Quando scio se vedo uno palesemente più bravo mi frullano per l'invidia, poi passa e noto lo stemma della scuola ed esclamo "ah bè, ma è un maestro" e la smettono di frullare. Non è che sia diventato meno bravo lui o meglio io, è che pensare di confrontarmi a chi passe le sue giornate sugli sci sarebbe folle, anche se sciare bene è quella roba lì, non si scappa.



La crab mentality non è la stessa cosa ed è quest'ultima che descrive il comportamento stigmatizzato. Attenzione a non banalizzare: in un ambiente competitivo non è automaticamente un comportamento irrazionale; quando motivata da invide o gelosie suona tanto riprovevole quanto mossa da meccanismi psicologici potenti.



La dissonanza cognitiva è un meccanismo dalle conseguenze negative e importanti, provate a utilizzarla nell'analisi del dibattito politico e ne usciranno di belle. Non ne parliamo se la applicate a credenze religiose o para religiose: ecco lo spettacolo dell'umanità in tutta la sua irrazionalità.

Ovviamente, non c'è bisogno di dirlo: analizzateci il comportamento degli audiofili. Uno spasso! :lol:



Terzo meccanismo: perché al camorrista invece si bacia la mano.
E qui arriviamo al pezzo pregiato della collezione
Io qui comincio ad avere qualche perplessità :? . Si torna sulla distanza sociale che sterilizza l'invidia per il successo altrui (almeno secondo Merenda) e sulla giustificazione del risultato con vantaggi illeciti.

Ho riletto tutto e la prima perplessità è questa: ma chi è 'sto camorrista? Come fa Merenda a dire che è proprio un camorrista, non un affiliato a altra associazione a delinquere piuttosto che un cane sciolto? Di chi parla, personaggio ipotetico o fa il vago ma su un tizio con nome e cognome? Soprattutto, il presunto camorrista ha una connessione con l'insulto all'Antico Vinaio? Io penso che siano due fatti completamente separati. Possono essere confrontati in un discorso sul sociologico ma il malavitoso non c'entra nulla nello spiegare la gufata invidiosa.



Il discorso fila comunque, per carità. Ma ho riletto l'intervento e cominciava a sembrarmi l'occasione per un'esternazione personale su un tema generale, più che l'analisi del fatto in oggetto.


E in effetti si tratta di un singolo (uno) commentaccio, per un'attività di grandi dimensioni con una presenza social notevole (immagino che investano molto in comunicazione) e con recensioni ottime su trip advisor. A leggere Merenda pensavo che il povero Vinaio venisse sistematicamente maltrattato da numerosi invidiosi invece trattasi di un singolo tizio incazzato in mezzo a tanta gente contenta.

Ma di cosa stiamo parlando? Probabilmente di quello che Merenda pensa dell'Italia, a prescindere dal Vinaio, i social, e i coglioni da tastiera.

I fenomeni sociali citati esistono, tutte cose interessanti, ma magari è solo un tizio a cui la schiacciata a fatto venire il cagotto. O abita in quel vicolo e di avere costantemente la coda di gente vociante sotto casa ne ha la palle piene. E 'sti cazzi!



Lo sfogo di Merenda è comunque sacrosanto: l'Italia spesso è così. Alcune affermazioni sono ugualmente discutibili:

E sapete come lo ringrazia l’italiano medio?
... non augurano il fallimento “a lui”. Augurano il fallimento all’azienda.
E mentre lo scrivono si sentono pure dalla parte giusta della storia.

No, un tale ha solo scritto: merita il fallimento. Fine.

Forse semplicemente trova che i prezzi siano esagerati e la qualità modesta, o magari gli è davvero venuto il cagotto. La sociologia e le considerazioni sul lavoro creato complessivamente sono anche corrette, ma un po' (tanto) troppo per l'episodio in sé stesso. La parte giusta della storia? Esagerato! Dai, meno. L'italiano medio? No, un singolo italiano che alza il medio.


... Si chiama bias della somma zero
Non credo che c'entri nulla con l'insulto, c'entra con il ragionamento di Merenda. Attenzione a non cadere nel bias opposto. Non è vero che:
Peccato che Tommaso la carne non l’abbia presa a nessuno. Ha creato file dove c’era un vicolo, stipendi dove non c’era niente, un’azienda internazionale dove c’era un banco di famiglia. La torta non l’ha rubata. L’ha cucinata. E ha pure allargato il forno.
qualsiasi mercato, schiacciate, diffusori o auto non fa differenza, non ha dimensioni rigide ma è comunque soggetto a risorse limitate ed è in concorrenza con altre forme di consumo.

In soldoni, se il produttore A si inventa un prodotto che piace ai consumatori potrebbe anche allargare il mercato, cioè attrarre persone che diversamente non avrebbero considerato quel genere di prodotto, ma fatalmente eroderà quote di mercato dei concorrenti. Inoltre l'aumento di spesa in una tipologia di bene finisce per ridurre le spese dei consumatori in altre tipologie.

Esempio: la costante campagna pubblicitaria mi ha convinto che la mia auto va sostituita anche se ha pochi anni e ancor meno Km. Lo faccio e ne sono pure contento, però l'impianto hi-fi nuovo non lo compero più perché soldi non ne ho avanzati.


Il gioco non è a somma zero, ma mica è a somma infinita: sarebbe troppo bello!


Se io vendo schiacciate a pacchi qualcun altro vende meno, anche se non sono schiacciate ma pizze o un altro tipo di street-food. E' il commercio, va benissimo così, ma è un mondo duro e vuole le sue vittime.

... è il software della savana marxista
Io ho dato storia del pensiero economica circa 40 anni fa, ammetto della ruggine, e non ho idea di cosa sia la savana marxista, paesi del blocco comunista in africa centrale non ne conosco. Però sono abbastanza sicuro: questa è una gratuita puttanata sesquipedale.



... provate a spiegarlo a un cervello che gira ancora col firmware del Paleolitico.
Verissimo! Da tener sempre presente analizzando le nostre risposte istintive e, ovviamente, credenze sociali.

Albert Bandura lo chiamava disimpegno morale: finché la vittima non ce l’hai fisicamente davanti, non esiste.
Verissimo! Diversamente non verrebbero trasmessi telegiornali.



Se questa gente fosse mossa davvero dalla giustizia sociale, davanti a un’azienda starebbe dalla parte dei lavoratori. Sempre. A prescindere
OK, ma abbiamo un singolo pirla incazzato. "Questa gente" non vuol dire nulla. Chi sarebbero? D'accordo con l'analisi sociologica, me se poi non si capisce di chi parliamo crolla tutto e ricadiamo nella generica lamentela.

Perché non è che ci voglia molto a leggerla così: "vedete com'è in Italia, ti affossano perché non tollerano il successo altrui. Come sarebbe bello vivere in un paese protestante!". Merenda, non vorrà mica che tutta la storia diventi a sua volta una giustificazione, no?

E poi qui nessuno affossa nessuno: il Vinaio va alla grande, conta gli utili e gli importa assai di un tizio fuori luogo. Fosse per lui perché tutta questa lamentazione?




Mi unisco molto volentieri a Frank Merenda nell'apprezzare l'opera di imprenditori onesti, che hanno vita dura e concorrenza sleale in abbondanza.


Però non ce la raccontiamo: il problema non è l'invidia sociale.

Il dramma è che viviamo in un paese dalla mentalità mafiosa, con una giustizia sempre sotto i riflettori ma mai potenziata adeguatamente e in cui i furbi sono più ammirati degli intelligenti. Peggio ancora: con un senso della collettività prossimo allo zero.

Roba che a volte ammiro tedeschi e francesi, un nervoso che non vi dico! Un nervoso mi viene... :evil:



Luca

doc elektro
Messaggi: 1961
Iscritto il: domenica 28 febbraio 2016, 9:33
Località: vicino alla to-sv
Contatta:

Re: OT: appena letta su FB...

Messaggio da doc elektro » mercoledì 17 giugno 2026, 6:24

bè ci sarebbe tanto da dire.
L’ODIO ITALIANO PER CHI CE LA FA
C’è un signore a Firenze che ha trasformato il banco di una bottega di trenta metri quadri nella paninoteca più famosa del pianeta.
File in via dei Neri. File a Milano. File a New York, dove gli americani fanno la coda al gelo per una schiacciata come se dentro ci fosse il Santo Graal e non la finocchiona.
Centinaia di dipendenti. Assunti. In regola. Formati. Pagati.
E sapete come lo ringrazia l’italiano medio?
“Devi fallire!”
Personalmente se ha i prezzi in stile autogrill ossia 15 euro per un paninetto del razzo....non solo deve fallire ma ci deve cadere un airbus sopra con il pieno di carburante.
Se avevo scritto sia santificato il kebabbaro era perchè non mi andava di pagare 23 euro per una margherita in una pizzeria convenzionale

https://docelektro.blogfree.net/?t=6575071

E' da quando c'è stata la pagliacciata virussica che non entro più in un bar e se voglio il gelato prendo una vaschetta al gigante e me la mangio su una panchina DOPPIA QUANTITA e metà prezzo rispetto alla gelateria artigianale del piffero. Perchè è il gelato che mangio e non le spizzicherie o i cotillons.
Nello stesso identico Paese dove Tommaso si becca gli auguri di fallimento:
Il pregiudicato che comanda il paese riceve il baciamano davanti al bar, e la fila per chiedergli favori è più lunga di quella per la schiacciata.
Il ristoratore che paga i camerieri quattro euro l’ora in nero viene venerato come benefattore del popolo, perché “tiene i prezzi onesti, è nu galantuomo”.
E all’imprenditore vero, quello che lavora in regola dentro un sistema disegnato apposta per punire chi lavora in regola, quello che assume, versa i contributi e paga sopra la media di settore… a quello rompono i coglioni.
Vi sembra follia collettiva? Non lo è. È un meccanismo di precisione svizzera. E adesso ve lo smonto pezzo per pezzo.
E' il funzionamento dell'italetta bummarola fumarola e perbenista del "power off".
Gli anglosassoni la chiamano crab mentality: i granchi nel secchio non hanno bisogno del coperchio, perché appena uno prova a uscire gli altri lo tirano giù. Noi non avevamo bisogno di studiarla in laboratorio. Noi l’abbiamo messa a sistema.
La hanno inventata prima i fumatori e i tossici di qualunque periferia di città o di qualche parco. Fuma bevi e non pensare... E guai se pensi di uscirne.
Alla mattina provate a guardare quanti hanno il cancro di stato in bocca,quanti lo zampirone o la svapo. Tutti viziosi e se non sono viziosi telefonano 24/24 o girano sui social e poi lasciano il figlio in auto a rosolare visto che hanno il cervello in pappa.
Quarto meccanismo: il santo protettore dei prezzi bassi: e il ristoratore che paga a nero? Lui no, lui è “brava gente”. Lui “aiuta le famiglie”.
Certo. I prezzi sono popolari perché la differenza la mette il ragazzo in cucina: senza contratto, senza contributi, senza futuro. Lo sconto che vi fa non esce dal suo margine. Esce dalla pelle di un altro.
Albert Bandura lo chiamava disimpegno morale: finché la vittima non ce l’hai fisicamente davanti, non esiste. Tu vedi il conto da dodici euro e ti senti furbo. Non vedi chi quei dodici euro li sta sussidiando con la propria vita.
Il risultato è un capolavoro: l’uomo che vi fa lo sconto con gli stipendi altrui viene applaudito come galantuomo. E quello che versa i contributi fino all’ultimo centesimo viene chiamato sfruttatore.
E non venitemi a dire “eh, ma tanti imprenditori sfruttano davvero”. Verissimo. Esistono, sono spregevoli e meritano i tribunali, non gli applausi. Il problema è che voi quelli li avete appena portati in trionfo due paragrafi fa. Il vostro problema non è mai stato lo sfruttamento.
È la riuscita.
Bè non proprio. Ho comprato una radiolina a meno di 50 euro e un cinese me la ha spedita a casa. E' digitale . Ha onde medie,corte,air band e ovviamente le fm che però partono da 54 mhz

Allo stesso prezzo nei vari negozi avrei FORSE trovato un cesso analogico con le pile normali (questa ha un elemento ricaricabile al litio) magari con ancora i transistor PNP al germanio e trasfi di accoppiamento e di uscita e magari ha ancora le fm a 104 mhz per cui per lo meno non sento i pretacci radio maria.

Questo perchè nel nostro paese ogni oggetto deve passare dal distributore nazionale,poi da quello regionale poi a quello di provincia e poi a altri eventuali due o tre commissionari che vogliono piantare il loro dentino.

Poi ovvio che la gente manco si sbatte a cercare di fare qualcosa.
Ultima modifica di doc elektro il giovedì 18 giugno 2026, 5:09, modificato 1 volta in totale.
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace

doc elektro
Messaggi: 1961
Iscritto il: domenica 28 febbraio 2016, 9:33
Località: vicino alla to-sv
Contatta:

Re: OT: appena letta su FB...

Messaggio da doc elektro » mercoledì 17 giugno 2026, 6:27

lucaesse ha scritto: ↑ Lo diciamo da un pezzo: una quantità di acquirenti dice di essere appassionata alla buona riproduzione del suono ma in realtà spende per tutt'altro. Estetica, appartenenza ad un club di iniziati, status simbol, commercio fine a sé stesso (avete mai conosciuto uno di quelli che regolarmente comperano a un tot e rivendono a più del tot? Si danno un gran daffare con un evidente e unico obiettivo: dimostrare quanto sono furbi. Voi, comunque, avete sempre speso troppo.)
Ma difatti il nostro è il paese dove i ponti sono belli estetici,ariosi e poi cadono per il cemento precompresso fatto col di dietro e la manutenzione sulla carta. Ma allora era meglio un ponte in legno del vecchio west!

Personalmente ho sentito gente che deride sulla mia bici i miedi freni a disco meccanici e poi fanno i cretini perchè tolgono i fanalini e i rifrangenti perchè pesano.

L'estetica ti fa comprare l'elegante mobile in legno con dentro l'ellittico del televisore mivar e poi tu esclami "ma come suona bene" perchè sei un asino e di suono non capisci un...e guardi solo se il mobiletto si accoppia con i mobili di mondo convenienza che hai preso.
lucaesse ha scritto: ↑ La crab mentality non è la stessa cosa ed è quest'ultima che descrive il comportamento stigmatizzato. Attenzione a non banalizzare: in un ambiente competitivo non è automaticamente un comportamento irrazionale; quando motivata da invide o gelosie suona tanto riprovevole quanto mossa da meccanismi psicologici potenti.
La dissonanza cognitiva è un meccanismo dalle conseguenze negative e importanti, provate a utilizzarla nell'analisi del dibattito politico e ne usciranno di belle. Non ne parliamo se la applicate a credenze religiose o para religiose: ecco lo spettacolo dell'umanità in tutta la sua irrazionalità.
Personalmente è sempre dalla vaccata virussica che sento appunto questi odiosi termini inglesi che identificano comportamenti più o meno giusti,sento parlare di quel (probabilmente) imbecille di dunnig kruger.

Perchè solo qualcuno ha la "luce eterna"...personalmente mi basta una plafoniera con due TLD36/830 per vederci.
lucaesse ha scritto: ↑ Ovviamente, non c'è bisogno di dirlo: analizzateci il comportamento degli audiofili. Uno spasso! :lol:
Lo ho già fatto,un incredibile cavo che rendeva setosi gli acuti era un RG58 sgusciato dell'esterno e messo in un termoretraibile di vari colori.

Un miracoloso cavo di uscita era poi un cavo FG 4x2,5 che era avanzato dal collegamento di una sega a nastro

E un esoterico finale con triodino aveva sotto allo stampato un TDA2030
Ma da un paese che idolatrava i prodotti bronvega cosa ci si aspetta?

https://allarovescia.blogspot.com/2025/ ... ega-3.html

Personalmente se una cosa diventa difettosa o difficile da usare PER IL DESIGN si prende il designer gli si raddrizza la schiena e via con il vagone blindato per la siberia!

Cercate la fonovaligia wilson diplomat su radio museum e guardate che intelligenza che hanno avuto i designer a mettere l'altoparlante che spara direttamente sulla parte sotto del 33 giri in lettura . Design italiano....milano.....cpito perchè voglio i TERATONI!!!!

Esempio: la costante campagna pubblicitaria mi ha convinto che la mia auto va sostituita anche se ha pochi anni e ancor meno Km. Lo faccio e ne sono pure contento, però l'impianto hi-fi nuovo non lo compero più perché soldi non ne ho avanzati.
Da un paese che aveva tirato fuori quell'aborto termodinamico che era la fiat 130 che buttava incombusta metà della benzina viene quasi da ridere. Se in quella macchina invece di quel motore di emme avessero messo uno slant six probabilmente rischiavano di venderne qualcuna. Ma tanto campavano ad aiuti di stato.

Avete notato che ovunque è solo pubblicità di auto? Ma poi uscite di casa e per le code,i lavori si comincia a fare piovere bestemmie e se andavi a piedi facevi prima
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace

Rispondi