Lo spettro armonico della distorsione
Inviato: mercoledì 8 dicembre 2010, 23:07
E' uno degli argomenti più classici della letteratura audiofila e fonte di ripetuti imbarazzi.
Spesso si legge, o ti raccontano, anche professionisti, che "le valvole distorcono di armoniche pari, i transistor di dispari". A quel punto i più avveduti ricordano che non il componente attivo, ma il circuito determina lo spettro armonico della distorsione: pari per il Single Ended, dispari per il Push-Pull. Segue scambio di battute, di solito inconcludente.
Cerchiamo di fare il punto. Gli interrogativi che seguono sono da considerarsi prima dell' eventuale intervento della retroazione, quando non diversamente specificato.
-Focalizziamo l' attenzione all' ambito valvolare: tutti i PP distorcono al medesimo modo di armoniche dispari? O alcuni di più e altri di meno? A parità di potenza erogata, e quindi nei limiti di compatibilità di un SE, e senza considerare i costi, la scelta del SE è sempre la migliore? O il PP in taluni casi può essere la soluzione più indicata? Che ruolo gioca la classe di lavoro di un PP? Ai fini della nostra indagine, cosa differenzia un PP che lavora in classe A da uno che lavori in classe AB o B?
Allarghiamo lo sguardo al mondo dei dispositivi attivi a stato solido; come vanno riformulate le questioni sopraesposte? Per comodità di confronto, limitiamoci in entrambi i casi (valvole e stato solido) a preamplificatori o integrati/finali di pochi watt.
-Premessa l' importanza del circuito, qual è il ruolo dei dispositivi attivi considerati in sé stessi ? Fet, Mosfet, Bjt come, quando e perché distorcono? Di pari, di dispari? E triodo, pentodo e tetrodo? Che ruolo gioca la scelta del punto di lavoro?
-I triodi sono reputati come i dispositivi attivi più lineari. Alcuni ribattono che questo accade perché il triodo è intrisecamente un dispositivo controreazionato. Eppure il pregio del triodo è quello di permettere, in configurazione SE, un circuito privo di retroazione. E' un vero vantaggio? Perché l' utilizzo di un componente intrinsecamente controreazionato in un circuito privo di controreazione è considerato sonicamente più vantaggioso di un circuito in cui la retroazione sia calcolata per linearizzare il comportamento di dispositivi attivi in sé non controreazionati (pentodi, tetrodi e dispositivi a stato solido) e abbassarne l' impedenza di uscita, più bassa nel triodo proprio perché internamente controreazionato?
Grande è il disordine sotto il cielo audiofilo...
Guido eisenstein
Spesso si legge, o ti raccontano, anche professionisti, che "le valvole distorcono di armoniche pari, i transistor di dispari". A quel punto i più avveduti ricordano che non il componente attivo, ma il circuito determina lo spettro armonico della distorsione: pari per il Single Ended, dispari per il Push-Pull. Segue scambio di battute, di solito inconcludente.
Cerchiamo di fare il punto. Gli interrogativi che seguono sono da considerarsi prima dell' eventuale intervento della retroazione, quando non diversamente specificato.
-Focalizziamo l' attenzione all' ambito valvolare: tutti i PP distorcono al medesimo modo di armoniche dispari? O alcuni di più e altri di meno? A parità di potenza erogata, e quindi nei limiti di compatibilità di un SE, e senza considerare i costi, la scelta del SE è sempre la migliore? O il PP in taluni casi può essere la soluzione più indicata? Che ruolo gioca la classe di lavoro di un PP? Ai fini della nostra indagine, cosa differenzia un PP che lavora in classe A da uno che lavori in classe AB o B?
Allarghiamo lo sguardo al mondo dei dispositivi attivi a stato solido; come vanno riformulate le questioni sopraesposte? Per comodità di confronto, limitiamoci in entrambi i casi (valvole e stato solido) a preamplificatori o integrati/finali di pochi watt.
-Premessa l' importanza del circuito, qual è il ruolo dei dispositivi attivi considerati in sé stessi ? Fet, Mosfet, Bjt come, quando e perché distorcono? Di pari, di dispari? E triodo, pentodo e tetrodo? Che ruolo gioca la scelta del punto di lavoro?
-I triodi sono reputati come i dispositivi attivi più lineari. Alcuni ribattono che questo accade perché il triodo è intrisecamente un dispositivo controreazionato. Eppure il pregio del triodo è quello di permettere, in configurazione SE, un circuito privo di retroazione. E' un vero vantaggio? Perché l' utilizzo di un componente intrinsecamente controreazionato in un circuito privo di controreazione è considerato sonicamente più vantaggioso di un circuito in cui la retroazione sia calcolata per linearizzare il comportamento di dispositivi attivi in sé non controreazionati (pentodi, tetrodi e dispositivi a stato solido) e abbassarne l' impedenza di uscita, più bassa nel triodo proprio perché internamente controreazionato?
Grande è il disordine sotto il cielo audiofilo...
Guido eisenstein