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Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 0:55
da Sauloditarso
Nell’ultimo numero di AudioReview viene testato il diffusore TAD Micro Evolution 1 che al test della TND a 90 db da 40 a 100
La misura più severa, che di norma viene effettuata a 100 db di emissione, è ridotta a 95 db perché “visto che a causa della sensibilità” (85,2 db con misura anecoica) “è poco indicativo misurare la non linearità ai 30 e passa watt necessari per poter sviluppare 100 db end.”.
E qui come distorsione tra i 40 e i 110 hz siamo tra 10 e 30%.
Bene perché nell’apertura dell’articolo il recensore GPM ci ha già avvertiti che abbiamo avuto “diffusori con risposta in frequenza dritta come una riga ma insoddisfacenti all’ascolto“ e “altoparlanti dalla distorsione ultrabassa che poi messi a suonare si sono rivelati freddi e poco inclini a riprodurre musica“.
Infatti tutto l’articolo poi indaga la costruzione, gli altoparlanti, le scelte tecniche per poi arrivare alla conclusione “..... una prestazione sonora che per quanto riguarda la gamma bassa, in genere ci si aspetta solo da un componente da pavimento......”.
Perfetto, se non fosse che, poche pagine prima, viene provato il diffusore Kef Q 550 che a fronte di una efficienza di 86,2 db, ovvero 1 db di differenza col TAD, viene sottoposto alla prova della TND nella versione classica ovvero a 90 e 100 db.
Orbene in quest’ultimo test il risultato, con distorsioni all’intorno del 10% e comunque minore del 20%, appare migliore di quello del TAD che tra l’altro è condotto a 95 db.
Quanto sopra mi rende confusi e mi chiedo:
- Ma una differenza di 1 db di efficienza giustifica la diversa severità del test TND?
- Questo test ha un qualche valore visto che poi i giudizi premiano il diffusore con il risultato peggiore?

N.B.: i TAD costano 14090€, più 1800€ per il piedistallo, mentre i Kef 1098€.

Buona serata a tutti.
Francesco.

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 1:17
da Sauloditarso
Scusate mi è saltata la fine del primo capoverso che doveva essere:
“Nell’ultimo numero di AudioReview viene testato il diffusore TAD Micro Evolution 1 che al test della TND a 90 db da 40 a 100 hz mostra distorsioni che partono da circa il 5% per giungere sulla linea del 10%.”

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 1:39
da F.Calabrese
Innanzitutto grazie dello spunto. Ho acquistato il numero di AudioReview in edicola, ma confesso di aver avuto appena il tempo di sfogliarlo.

In questa vicenda si incrociano due tematiche che vale la pena di affrontare per una volta in più.

La prima è la nota accondiscendenza da parte dei recensori delle riviste anche più "autorevoli" (di solito per autonomina) nei confronti di prodotti di marchi ben noti per i loro notevoli investimenti pubblicitari...

La seconda tematica è la nota preferenza delle riviste nei confronti di misurazioni che sono tutt'altro che diagnostiche delle reali differenze esistenti tra due apparecchi in prova, siano essi ampli, o diffusori, o qualsiasi altro componente degli impianti HiFi.

In realtà si può ben riassumere il tutto nella constatazione che il lavoro del recensore non è altro che quello di rendere efficace la funzione della rivista, che è quella di un banale contenitore di pubblicità, in parte tabellare, in parte redazionale (*). Senza la pubblicità nessuna rivista potrebbe sopravvivere...

Io ho avuto -anni fa- scontri piuttosto accessi con personaggi che un tempo sono stati miei colleghi (io ho recensito diffusori dal 1976 alla fine degli anni '80 ed ho scritto report di Convention AES anche dopo, prima su Stereoplay, poi su AR) a proposito della loro autorevolezza ed imparzialità. Come sia andata a finire è sotto gli occhi di tutti: i vari Matarazzo & Co non hanno ormai più il coraggio di scrivere una sola riga in spazi mediatici dove corrono il rischio di vedersi rispondere o -peggio- vedersi citati con il "copia-incolla". AudioReview ha tempestivamente chiuso persino il suo forum, quando si sono accorti del rischio di dover rispondere delle rituali e pubblicitarie cretinate pubblicate mensilmente.

Da sempre io ho sostenuto che la pratica totalità delle misure pubblicate sulle riviste sono pensate appositamente allo scopo di mascherare al massimo le differenze tra prodotti che -in realtà- hanno prestazioni differenti anche diverse centinaia di volte. Vi cito due esempi:

1)- La distorsione armonica misurata ad un livello "facile" come 90 dB non discrimina tra un minidiffusore ed un FullHorn... mentre basterebbe rilevare la progressione di quella distorsione all'aumentare del livello per scoprire appunto differenze dell'ordine delle decine di deciBel... (in fondo la TRITIM è fatta in quel modo... perché non fare lo stesso con i diffusori... dove appunto la cosa è utile...?).

2)- La TND ha un difetto intrinseco pressoché insuperabile (anche se lo si potrebbe limitare nelle proporzioni): il suo segnale di prova è random sia nell'andamento temporale che nei livelli, ragion per cui se anche lo si definisce in proporzione ad un "livello medio X" (90-95-100 dB SPL)... nella realtà quel segnale di prova attraversa un intervallo di variabilità ampio anche oltre 9-10 dB... Il che -in due parole- significa che quando si prova ad un livello medio di 10 watt passano anche picchi occasionali di 100 e passa Watt, che vengono inesorabilmente distorti. Il problema è che -sul versante opposto- ci sono ampi segmenti del segnale di prova che scendono a livelli minimi, ai quali non si rileva alcuna distorsione. Dunque il risultato della misura è una specie di media di quanta distorsione ci sia ai primi come ai secondi livelli.
Se a questo si aggiunge che lo spettro del segnale di prova della TND non rassomiglia minimamente a quello dei normali segnali musicali... beh... ditemi voi a cosa serve quella misura se non ad occupare ogni mese il solito spazio in alto... per far credere agli ingenui lettori che quelle curve significhino qualcosa... QUANDO DA PIU' DI DIECI ANNI I RISULTATI PUBBLICATI SONO COMPRESI IN UNA FINESTRA A DIR POCO RISTRETTISSIMA !

Queste cose qui -su questo Forum- si possono scrivere e commentare. Altrove NO...!

Vale la pena di rifletterci...!


Saluti
F.C.

(*): Si denomina "pubblicità redazionale" quella che non appare palesemente come tale al lettore, ma è implementata mediante articoli mirati o recensioni particolarmente (ed ingiustificatamente) favorevoli.

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 11:12
da Olympus
Sauloditarso ha scritto: ↑
martedì 2 gennaio 2018, 0:55
Nell’ultimo numero di AudioReview viene testato il diffusore TAD Micro Evolution 1 che al test della TND a 90 db da 40 a 100
La misura più severa, che di norma viene effettuata a 100 db di emissione, è ridotta a 95 db perché “visto che a causa della sensibilità” (85,2 db con misura anecoica) “è poco indicativo misurare la non linearità ai 30 e passa watt necessari per poter sviluppare 100 db end.”.
E qui come distorsione tra i 40 e i 110 hz siamo tra 10 e 30%.
Bene perché nell’apertura dell’articolo il recensore GPM ci ha già avvertiti che abbiamo avuto “diffusori con risposta in frequenza dritta come una riga ma insoddisfacenti all’ascolto“ e “altoparlanti dalla distorsione ultrabassa che poi messi a suonare si sono rivelati freddi e poco inclini a riprodurre musica“.
Infatti tutto l’articolo poi indaga la costruzione, gli altoparlanti, le scelte tecniche per poi arrivare alla conclusione “..... una prestazione sonora che per quanto riguarda la gamma bassa, in genere ci si aspetta solo da un componente da pavimento......”.
Perfetto, se non fosse che, poche pagine prima, viene provato il diffusore Kef Q 550 che a fronte di una efficienza di 86,2 db, ovvero 1 db di differenza col TAD, viene sottoposto alla prova della TND nella versione classica ovvero a 90 e 100 db.
Orbene in quest’ultimo test il risultato, con distorsioni all’intorno del 10% e comunque minore del 20%, appare migliore di quello del TAD che tra l’altro è condotto a 95 db.
Quanto sopra mi rende confusi e mi chiedo:
- Ma una differenza di 1 db di efficienza giustifica la diversa severità del test TND?
- Questo test ha un qualche valore visto che poi i giudizi premiano il diffusore con il risultato peggiore?

N.B.: i TAD costano 14090€, più 1800€ per il piedistallo, mentre i Kef 1098€.

Buona serata a tutti.
Francesco.
KEF-TAD
Premesso che non sono interessato ai micro diffusori, e che, confesso, sono un vecchio lettore di A.R., essendo l’unica rivista italiana che pubblica prove tecniche di un qualche (sottolineo qualche) significato e ripetibilità, e con i limiti di queste misure segnalati da F.C., e che devono essere chiari ai lettori non sprovveduti, condivise le osservazioni di Sauloditarso noto:
1) Entrambi i diffusori utilizzano altoparlanti progettati da una specie di globetrotter dei progetti che risponde al nome di A. Jones, diventato famoso come direttore dei progetti TAD, e poi passato ad altre due o tre case.
2) Essendo di derivazione di cui sopra, entrambi utilizzano una unità coassiale per medi-acuti: acuti TAD al berillio, Kef in alluminio
3) I filtri sono molto diversi, molto molto complesso il TAD per linearizzare l’impedenza, essenziale il Kef per minimizzare i costi. Credo che un amplificatore adeguato sia abbastanza indifferente a questo parametro
4) La proposta TAD si posiziona nella gamma di prodotti TOP, con il prezzo privo di ogni rapporto con il contenuto: con il supporto a listino è 16.000 euri, un vero insulto, il Kef è proletario, bastano mille euri. Certo che TAD per la cifra richiesta avrebbe potuto utilizzare per il filtro condensatori non polarizzati: fra qualche anno l’incauto acquirente li posterà in vendita scrivendo che sono stati ricappati dal famoso laboratorio XYZ… :lol:
5) Il volume e la tecnica dei passivi gioca a favore di Kef per quanto riguarda la risposta in basso….
6) La cupola in berillio avvantaggia il TAD per gli acuti solo per il TND, mentre è inferiore per gli altri aspetti…
7) La risposta all’impulso e la risposta nel tempo è nettamente superiore il Kef
Mi sembra chiaro che solo un vero appassionato della TAD ( con il cervello in vacanza) possa pensare di buttare il danaro richiesto per il diffusore Micro, ma evidentemente il mercato ha risposte strane. :mrgreen:
Rimane confermato che le prove possono essere un poco mascherate ed addormentate da commenti poetici, ma se ci si sofferma sulla comparazione dei dati, questi forniscono un buon aiuto alla comprensione del rapporto qualità tecnica/prezzo. Poi ognuno è libero di acquistare un DAC da 20.000 euri con pannello in allumini aeronautico fresato da controllo numerico… ;)

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 11:30
da giorgibe
e comunque al di la delle altre considerazioni resto sempre basito di fronte a frasi come " risposta dritta come una riga ".... e chi lo dice che una risposta dritta genera buon suono ? bon ? per esempio a me ma non solo a me la risposta piace di più se è leggermente calante all' aumentare della frequenza.

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 12:09
da C7P8

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 12:46
da Michele
Olympus ha scritto: ↑
martedì 2 gennaio 2018, 11:12

KEF-TAD
Premesso che non sono interessato ai micro diffusori, e che, confesso, sono un vecchio lettore di A.R., essendo l’unica rivista italiana che pubblica prove tecniche di un qualche (sottolineo qualche) significato e ripetibilità, e con i limiti di queste misure segnalati da F.C., e che devono essere chiari ai lettori non sprovveduti, condivise le osservazioni di Sauloditarso noto:
1) Entrambi i diffusori utilizzano altoparlanti progettati da una specie di globetrotter dei progetti che risponde al nome di A. Jones, diventato famoso come direttore dei progetti TAD, e poi passato ad altre due o tre case.
2) Essendo di derivazione di cui sopra, entrambi utilizzano una unità coassiale per medi-acuti: acuti TAD al berillio, Kef in alluminio
3) I filtri sono molto diversi, molto molto complesso il TAD per linearizzare l’impedenza, essenziale il Kef per minimizzare i costi. Credo che un amplificatore adeguato sia abbastanza indifferente a questo parametro
4) La proposta TAD si posiziona nella gamma di prodotti TOP, con il prezzo privo di ogni rapporto con il contenuto: con il supporto a listino è 16.000 euri, un vero insulto, il Kef è proletario, bastano mille euri. Certo che TAD per la cifra richiesta avrebbe potuto utilizzare per il filtro condensatori non polarizzati: fra qualche anno l’incauto acquirente li posterà in vendita scrivendo che sono stati ricappati dal famoso laboratorio XYZ… :lol:
5) Il volume e la tecnica dei passivi gioca a favore di Kef per quanto riguarda la risposta in basso….
6) La cupola in berillio avvantaggia il TAD per gli acuti solo per il TND, mentre è inferiore per gli altri aspetti…
7) La risposta all’impulso e la risposta nel tempo è nettamente superiore il Kef
Mi sembra chiaro che solo un vero appassionato della TAD ( con il cervello in vacanza) possa pensare di buttare il danaro richiesto per il diffusore Micro, ma evidentemente il mercato ha risposte strane. :mrgreen:
Rimane confermato che le prove possono essere un poco mascherate ed addormentate da commenti poetici, ma se ci si sofferma sulla comparazione dei dati, questi forniscono un buon aiuto alla comprensione del rapporto qualità tecnica/prezzo. Poi ognuno è libero di acquistare un DAC da 20.000 euri con pannello in allumini aeronautico fresato da controllo numerico… ;)
Dei primi numeri di A.R. ricordo delle prove meravigliose, quella che più mi è rimasta impressa è quella dell'accoppiamento tra case e amplificatori, chi l'ha letta sa benissimo perchè il NAD 3020 faceva suonare tutte le casse alle quali si attaccava e perchè il giapponesone da 80-100 watt. collassava.

Il problema è che quelle prove sono finite da un pezzo, sostituite da prove che non spiegano nulla, o meglio come giustamente fai notare bisogna leggere tra le righe e comunque anche quelle prove fanno intravvedere qualcosa, però se questi dati non vengono commentati in modo, diciamo scientificamente corretto, con i commenti acclusi, poco si capisce.

Perchè tutto questo? per motivi meramente commerciali come giustamente fai osservare tu e Fabrizio, aggiungo che un altro problema è legato all'avanzamento tecnologico ed all'allineamento delle prestazioni, merito/demerito sopratutto della configurazione dei sistemi di altoparlanti, se la TAD usa la stessa configurazione della Kef c'è poco da fare, le prestazioni saranno più o meno quelle.

Quasi quasi apro un thread su questo.

Saluti
Michele

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 13:16
da giorgibe
C7P8 ha scritto: ↑
martedì 2 gennaio 2018, 12:09
viewtopic.php?f=5&t=1795
ecco che si manifesta il perché.

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 14:44
da Olympus
giorgibe ha scritto: ↑
martedì 2 gennaio 2018, 11:30
e comunque al di la delle altre considerazioni resto sempre basito di fronte a frasi come " risposta dritta come una riga ".... e chi lo dice che una risposta dritta genera buon suono ? bon ? per esempio a me ma non solo a me la risposta piace di più se è leggermente calante all' aumentare della frequenza.
Credo che un buon progetto debba realizzare una curva di risposta più regolare possibile, ma con le necessarie caratteristiche direzionali e quindi propagazione spaziale. La sola linearità (o altro andamento desiderato, esempio calante con l’aumento della frequenza), anche se perfetta in asse non è di per se condizione sufficiente, ma necessaria. :idea:
Ricordo che comunque per la valutazione (sulla carta) di un diffusore oltre alla regolarità di risposta simulata in camera anecoica (ad almeno 2- 3 angolazioni) ed a terzi di ottava in ambiente, cioè le prove postate da A.R. (e qui entra in ballo la discrezionalità del redattore: non sempre le prove sono confrontabili, poiché la redazione censura cosa non ritiene utile (nota1)), sarebbero necessarie misure come i diagrammi polari orizzontali e verticali oppure i diagrammi “Beamwidth “ e “Directivity Index”, che permettono di valutare meglio il comportamento reale del diffusore. Naturalmente queste misurazioni sono fornite solo dalle case che operano nel professionale e solo per i diffusori più costosi. Non possiamo chiedere ad una rivista di effettuare prove secondo le norme più complete, accontentiamoci di cosa passa A.R., ma guardiamo con spirito critico. ;)
Per rifarci ai diffusori qui in esame, sotto il profilo della risposta alle frequenze elevate, il Kef a mio parere è nettamente più regolare. :mrgreen:
Nota 1. Stereophile, cui sono abbonato, ma con disdetta, poichè esamina apparecchi molto lontani dal nostro mercato, pubblica misure normalizzate e molto ripetitive per le varie classi di apparecchi, e non manca di pubblicare ed evidenziare anche le prove negative od i guasti (tutt'altro che infrequenti).

Re: Le misurazioni elastiche?

Inviato: martedì 2 gennaio 2018, 15:00
da Michele
Olympus ha scritto: ↑
martedì 2 gennaio 2018, 14:44
giorgibe ha scritto: ↑
martedì 2 gennaio 2018, 11:30
e comunque al di la delle altre considerazioni resto sempre basito di fronte a frasi come " risposta dritta come una riga ".... e chi lo dice che una risposta dritta genera buon suono ? bon ? per esempio a me ma non solo a me la risposta piace di più se è leggermente calante all' aumentare della frequenza.
Credo che un buon progetto debba realizzare una curva di risposta più regolare possibile, ma con le necessarie caratteristiche direzionali e quindi propagazione spaziale. La sola linearità (o altro andamento desiderato, esempio calante con l’aumento della frequenza), anche se perfetta in asse non è di per se condizione sufficiente, ma necessaria. :idea:
Ricordo che comunque per la valutazione (sulla carta) di un diffusore oltre alla regolarità di risposta simulata in camera anecoica (ad almeno 2- 3 angolazioni) ed a terzi di ottava in ambiente, cioè le prove postate da A.R. (e qui entra in ballo la discrezionalità del redattore: non sempre le prove sono confrontabili, poiché la redazione censura cosa non ritiene utile (nota1)), sarebbero necessarie misure come i diagrammi polari orizzontali e verticali oppure i diagrammi “Beamwidth “ e “Directivity Index”, che permettono di valutare meglio il comportamento reale del diffusore. Naturalmente queste misurazioni sono fornite solo dalle case che operano nel professionale e solo per i diffusori più costosi. Non possiamo chiedere ad una rivista di effettuare prove secondo le norme più complete, accontentiamoci di cosa passa A.R., ma guardiamo con spirito critico. ;)
Per rifarci ai diffusori qui in esame, sotto il profilo della risposta alle frequenze elevate, il Kef a mio parere è nettamente più regolare. :mrgreen:
Nota 1. Stereophile, cui sono abbonato, ma con disdetta, poichè esamina apparecchi molto lontani dal nostro mercato, pubblica misure normalizzate e molto ripetitive per le varie classi di apparecchi, e non manca di pubblicare ed evidenziare anche le prove negative od i guasti (tutt'altro che infrequenti).
Guasti???

Saluti
Michele