Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

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Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da F.Calabrese » sabato 16 novembre 2019, 19:45

In tante occasioni ho scritto -qui sul Forum- che i diffusori a diaframma esteso, come sono quasi sempre gli elettrostatici e gli isodinamici, hanno serissimi problemi ad interfacciarsi con gli ambienti, specialmente alle alte frequenze.

Il difetto è dovuto alle dimensioni (verticali), ed infatti compare in proporzioni assai ridotte nei rari casi in cui il trasduttore è di altezza limitata, come p.es. nel caso dei tweeters di Heil o nel caso degli isodinamici più piccoli (che però hanno altri difetti...).

Già nel 1986 Stanley Lipshitz aveva semplicemente seppellito l'impiego di sorgenti estese verticalmente (=cilindriche) in ambienti domestici ed alle alte frequenze con un commento che non lasciava alcuna speranza...

Lipschitz_1213.jpg
Lipschitz_1213.jpg (572.25 KiB) Visto 1971 volte
In pratica -diceva- non c'è modo di ottenere una risposta lineare a tutte le distanze...

Ora però c'è in edicola un numero di Audioreview in cui Fabrizio Montanucci spiega bene -con vari grafici- quanto questo assunto sia vero.

Naturalmente Montanucci si guarda bene dal trarre le logiche conclusioni, anche perché la prova delle Martin Logan ESL-13a è stata affidata a lui proprio perché Matarazzo aveva clamorosamente sbagliato le misure, anni fa, su un modello assai simile.

Per capire bene come stanno le cose è necessario che facciate bene attenzione ai miei due post che seguono, nei quali vi spiego i due grafici fondamentali contenuti nell'articolo di Montanucci, che invito tutti a leggere.

Segue
F.C.

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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da F.Calabrese » sabato 16 novembre 2019, 19:58

Partiamo dal primo grafico di Montanucci: quello in cui lui mostra la risposta teorica a varie distanze di un "diffusore perfetto" composto da tre trasduttori a cono coassiali. Il woofer è da 28 cm di diametro; il mid al suo interno è da 10 cm. di diametro, mentre il tweeter è da 2,5 cm.
Mis_Large-Spkrs_A.jpg
Mis_Large-Spkrs_A.jpg (470.7 KiB) Visto 1971 volte

Come potete osservare le risposte sono parallele a tutte le normali distanza d'ascolto...

Solo quando ci si avvicina troppo compaiono gli effetti di prossimità, visibili come calo nella risposta alle più basse frequenze: ma questo avviene ad una distanza di appena 10 cm. (!)

Nel prossimo post vedrete quanto è diversa e peggiore la situazione nel caso di diffusori elettrostatici o isodinamici la cui gamma alta sia emessa da sorgenti ben sviluppate in altezza...

Segue
F.C.


F.Calabrese
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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da F.Calabrese » sabato 16 novembre 2019, 20:19

Osservate con moltissima attenzione il grafico qui sotto, relativo ad un elettrostatico/isodinamico il cui diaframma è alto 112 cm.
Mis_Large-Spkrs_B.jpg
Mis_Large-Spkrs_B.jpg (415.39 KiB) Visto 1972 volte

Come potete osservare, la risposta sopra 300 Hz. cambia moltissimo al variare della distanza di misura, diventando lineare solo alla bellezza di 17 metri di distanza. Questo è perfettamente in linea con la teoria spiegata da Stanley Lipshitz nell'articolo sul Journal of AES che trovate nel primo post di questo thread.

Ora però ragioniamoci insieme. Se voi foste il progettista di un diffusore (del tipo delle Martin Logan o delle Magneplanar, Apogee, SoundLab, ecc. ecc...) adottereste un simile trasduttore per la gamma alta...? NO CERTAMENTE, perché la sua risposta in frequenza inizierebbe a calare già a 2000 Hz, ALLE NORMALI DISTANZE D'ASCOLTO.

Ed allora cosa fareste...? Beh... progettereste (o scegliereste) un trasduttore la cui risposta in frequenza sia lineare fino a 20 KHz. a due-tre metri di distanza !!!

Ed infatti TUTTI i diffusori elettrostatici/isodinamici che utilizzano diaframmi verticalmente estesi hanno una risposta più o meno lineare appunto a due-tre metri di distanza.

Ma ora fate attenzione... Con ciò non abbiamo mica cambiato le Leggi della Fisica della propagazione...!

Sto dicendo che il trasduttore lineare a due-tre metri avrà una risposta drasticamente in salita a distanza superiori: per esempio a 17 metri avrà i 20 KHz sollevati di una quindicina di deciBel...!!!

Ora ragioniamoci... cosa c'è a 5-10-15 metri di distanza, in un ambiente...???

Ma certo... CI SONO LE RIFLESSIONI...!!!


Dunque i grafici di Montanucci (su AR n.414) ci dimostrano che un diffusore elettrostatico/isodinamico alto poco più di un metro produrrà riflessioni in cui le alte frequenze sopra 2000 Hz saranno progressivamente enfatizzate, quanto più lontana è la parete che le riflette.

QUESTO E' UN ORRORE ASSOLUTO ALL'ASCOLTO...!!!

Ora qualcuno di voi potrebbe suggerire che in ambienti piccoli ed assorbenti questo non sia un problema: ma osservate di nuovo il grafico e notate le ondulazioni di risposta sopra 2 KHz, alle normali distanze d'ascolto...! Fate caso che anche queste variano con la distanza e sono dunque inequalizzabili (come diceva Lipshitz...).

Ecco... vorrei che apprezzaste che queste cose NON LE TROVERETE MAI sulle riviste o sui forumini asserviti all'aziendina di turno.

Saluti
F.C.


P.S.: Se Bluenote mi legge... ci pensi... lui che all'ascolto di questo non se ne è minimamente reso conto...!!!

bobgraw
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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da bobgraw » lunedì 18 novembre 2019, 0:25

F.Calabrese ha scritto:
sabato 16 novembre 2019, 20:19
Ora ragioniamoci... cosa c'è a 5-10-15 metri di distanza, in un ambiente...???

Ma certo... CI SONO LE RIFLESSIONI...!!!


Dunque i grafici di Montanucci (su AR n.414) ci dimostrano che un diffusore elettrostatico/isodinamico alto poco più di un metro produrrà riflessioni in cui le alte frequenze sopra 2000 Hz saranno progressivamente enfatizzate, quanto più lontana è la parete che le riflette.

QUESTO E' UN ORRORE ASSOLUTO ALL'ASCOLTO...!!!

Ora qualcuno di voi potrebbe suggerire che in ambienti piccoli ed assorbenti questo non sia un problema: ma osservate di nuovo il grafico e notate le ondulazioni di risposta sopra 2 KHz, alle normali distanze d'ascolto...! Fate caso che anche queste variano con la distanza e sono dunque inequalizzabili (come diceva Lipshitz...).
Molto interessante, grazie!!!
(Probabilmente) ora mi spiego il perchè di quel suono "svogliato" ascoltato quest'anno al Milano hi-end, seduto in prima fila nella sala DML di fronte alle grandi Magneplanar...

F.Calabrese
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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da F.Calabrese » lunedì 18 novembre 2019, 0:32

bobgraw ha scritto:
lunedì 18 novembre 2019, 0:25
Molto interessante, grazie!!!
(Probabilmente) ora mi spiego il perchè di quel suono "svogliato" ascoltato quest'anno al Milano hi-end, seduto in prima fila nella sala DML di fronte alle grandi Magneplanar...
Grazie a te !

Mi hai fatto ricordare di un episodio che conferma in pieno questa tesi.

Ero all'Auditorium, nella Sala Santa Cecilia, per ascoltare un concerto amplificato con due Line Array.

Ad un certo momento, di pausa, mi sono girato di 90 gradi, con un orecchio verso i diffusori ed uno verso il fondo della sala.

Ebbene... ho notato che il fruscìo di fondo dell'impianto era maggiore dal lato rivolto verso il fondo della sala... (!!!) :o

Sono esperienze semplici, che ciascuno di voi può replicare, per esempio a qualche mostra.

Fateci caso.

Saluti
F.C.

elettro
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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da elettro » lunedì 18 novembre 2019, 20:11

Infatti...non hanno avuto un grande successo...strada tortuosa quella degli elettrostatici, affascinanti e molto delicati...

luca4
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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da luca4 » martedì 19 novembre 2019, 1:06

Ma vale qualunque sia la larghezza se l'altezza è quella del caso in questione (112 cm) ? O
per larghezze differenti il fenomeno è attenuato fortemente ? Tutte le Magneplanar hanno
tweeter a nastro di larghezza ridotta , in genere tagliati proprio attorno ai 2000 Hz se non ricordo
male ...

F.Calabrese
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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da F.Calabrese » martedì 19 novembre 2019, 10:15

luca4 ha scritto:
martedì 19 novembre 2019, 1:06
Ma vale qualunque sia la larghezza se l'altezza è quella del caso in questione (112 cm) ? O
per larghezze differenti il fenomeno è attenuato fortemente ? Tutte le Magneplanar hanno
tweeter a nastro di larghezza ridotta , in genere tagliati proprio attorno ai 2000 Hz se non ricordo
male ...
Per i tweeters sottili la situazione può solo peggiorare... ;) ;) :D

Saluti
F.C.

bobgraw
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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da bobgraw » martedì 19 novembre 2019, 15:46

Comunque anni orsono ho avuto anch'io Magneplanar, le 1.6, che cambiai per evidenti limiti dinamici con tutta la musica che non fosse più impegnativa del "canto delle api in una prato fiorito", come solevano prendermi bonariamente in giro, i miei amici che ascoltavano Einstürzende Neubauten, Tool e simili. Ebbene, tra le altre cose le trovavo troppo "morbide" e "calde" per essere cosiderate veramente corrette; a saperlo a quei tempi, che allontanandomi dai pannelli la gamma alta si sarebbe potuta tendenzialmente riequilibrare...

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Re: Elettrostatici/Isodinamici: perché NO

Messaggio da F.Calabrese » martedì 19 novembre 2019, 16:52

bobgraw ha scritto:
martedì 19 novembre 2019, 15:46
... Ebbene, tra le altre cose le trovavo troppo "morbide" e "calde" per essere cosiderate veramente corrette; a saperlo a quei tempi, che allontanandomi dai pannelli la gamma alta si sarebbe potuta tendenzialmente riequilibrare...
A quale distanza le ascoltavi...???

Saluti
F.C.

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