Il "ciofeca detector" come riconoscerli.

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doc elektro
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Il "ciofeca detector" come riconoscerli.

#1 Messaggio da doc elektro » venerdì 1 febbraio 2019, 19:13

Che dire? Siete a un mercatino del puttume....emmm delle pulci e volete sapere se l'oggetto che avete davanti è serio e merita di essere comprato oppure è una ciofeca? Bene signori cominciamo dai REGISTRATORI a CASSETTE e cerchiamo di capire se cosa abbiamo davanti deve venire a casa con noi o essere pattumato tra 3 o 4 mercatini se si vede che non batte chiodo.

Cominciamo dai registratori appunto perchè data la loro semplicità è abbastanza facile accorgersi della "monnezza" quando la si trova.

Registratori a cassette e radioregistratori ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le tasche ,mono e stereo.
Di per se usare per l'ascolto un comune registratore a cassette ci mette al riparo da tutte le insidie che sembrano annidiarsi in alcune canzoni come frequenze malate e effetti particolari.
Questo perchè la cassetta è un naturale filtro passa alto,passa basso e incrementatore di diafonia.
Insomma si sente come si sente...diciamolo pure!

Cominciamo quindi a vedere un microbo ....prima che lo veda il camion della mundisia

Questo piccolino apparteneva a una serie della philips che noi chiamavamo il "salta cassetta" perchè il particolare tipo di espulsione faceva saltare via la cassetta se usato in modo violento.
Sconsiglio DECISAMENTE di comprare registratori nel quale la cassetta non sia RIGIDAMENTE vincolata allo sportello in quanto si tratta di meccaniche sempre molto datate,spesso degli anni 70 e in qualche caso veramente in cattive condizioni.
E poi tocca a chi ripara perderci le ore per cercare di farlo funzionare.

Di buono aveva il controllo automatico di livello,di cattivo una meccanica con la tendenza a "rallentare" se la cinghia faceva cilecca o peggio cedeva il motore che non era proprio un mostro di cavalli.

Da comprare ? NO! per la scarsa potenza audio e per la criticità della meccanica ,all'interno c'era un doppio deviatore a lamelle per escludere il regolatore durante la traslazione del nastro.
Doppio deviatore veramente critico nel caso cominci a fare girare le scatole ti fa diventare nevrotico a riparlo.

Domani ne presento un altro.
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Re: Il "ciofeca detector" come riconoscerli.

#2 Messaggio da doc elektro » sabato 2 febbraio 2019, 5:41

GRUNDIG C2600,lo avevo presentato già sul mio forum ma parliamone pure qui dei difetti

E cominciamo a parlarne...tra le tante radio prodotte un pò ovunque,questa non era male. Insieme al c2800 (identico ma con estetica country-industriale) era uno dei primi esempi di "modularità" in quanto con estetica e componenti formavano una famiglia che comprendeva una sola radio,un solo lettore a cassette e una radio/cassette. Appunto il c2600/2800
Il circuito stampato era fatto in due pezzi uno per la radio (eccezionale,ne parliamo dopo) e uno per la cassetta.

La radio aveva anche l'alimentazione a batterie con 5 pile mezza-torcia che non avevano vita molto lunga. Per commutare da batterie a corrente c'era il solito interruttorino azionato dal cavo di alimentazione,mettendolo e togliendolo lei commutava.
Dietro erano presenti la presa di uscita audio (3,5 mm mono) che staccava l'altoparlante e un din multifunzione che aveva le uscite/ingressi del registratore e SOLO del registratore.
La scelta di usare un numero dispari di batterie sarebbe contestabile in quanto vengono di solito vendute a confezioni di 2,ma di fatto tutti o quasi i c2600 in circolazione giravano/girano a corrente.

Veniamo ora a descrivere a parole questo piccolo gioiellino cominciando dalle cassette,la sezione aveva (cosa importante per gli anni 70) un controllo automatico di livello non male e consentiva l'ascolto in tempo reale di cosa veniva inviato alla testina (in cuffia se usavi il microfono).
Anche variando il volume di ascolto non variava la profondità di registrazione,cosa che non accadeva per contemporanei giapponesi/coreani dell'epoca.
Il registratore a cassette non aveva l'arresto a fine nastro e ciò faceva restare inserito tanto il motorino (piuttosto gracile e delicato) che l'amplificatore.
E cominciamo dai difetti:frusciava parecchio in registrazione e il controllo automatico di registrazione era "basso" non riempiendo completamente il nastro. Bastava aggiungere una resistenza da 1 kohm in parallelo all'elettrolitico del controllo... La meccanica era semplice e robusta (una sola cinghia e tanti ingranaggi) ,più durevole di alcune philips alla quale gli ingranaggi si sgranavano senza motivo. Capitava anche qui ma più raramente (molto più raramente). Il motorino purtroppo era un motorino con elettronica a bordo che si poteva guastare senza apparente motivo (partiva un transistor all'interno) ma una volta sistemato non si guastava più.
Era un difetto piuttosto diffuso il fatto che la cassetta sviluppava un volume inferiore alla radio,non solo su questo modello e non solo per questo produttore.
La sezione radio era eccezionale come prestazioni,sia sulle am,che sulle onde corte che sulle fm.
A differenza di altre porcherie asiatiche del tempo non esistevano zone "difficili" per la ricezione,se estraevi completamente l'antenna,dove le altre sibilavano e bofonchiavano questa usciva a petto in fuori e testa alta.
Nonostante avesse un misero finalino con transistor al germanio (gli stessi dello stereorama) da 1,7 W massimi e un misero altoparlante ellittico la qualità era eccellente a medi volumi. Se poi collegavi un altoparlante esterno (digeriva sia 4 che 8 ohm) l'audio sarebbe valido anche oggi ,30 anni dopo.

Sulla mia per usura si è mangiato l'ingranaggino solito di plastica ma di fatto....diciamolo questa è una RADIO che volendo ti consente di ascoltare le cassette. Trasformata in MP3...a casa mia non si butta mai niente!

E' da comprare? Si se piacciono le trasmissioni in onde corte e medie. Come dico sempre è un SIMBOLO,che in più ti fa ascoltare la radio!
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PHILIPS D 6350

#3 Messaggio da doc elektro » mercoledì 6 febbraio 2019, 17:52

Parliamo ora del PHILIPS D 6350 un discreto registratore orizzontale (ovviamente mono) . Forse una delle poche "non ciofeche" ma come dico sempre che conviene acquistare "fino a un certo punto"

Aprendolo troviamo una meccanica molto sofisticata con arresto a fine corsa inerziale (e non a tensione del nastro" in tutte le direzioni,un motorino decisamente silenzioso e manco servisse una regolazione fine della velocità e il controllo completo di bassi e alti.

Con un elettronica/meccanica molto simile ne era stata fatta una versione "da giovani" con alcune caratteristiche da discoteca mobile.

Ma veniamo all'interno. Come tutte le realizzazioni philips moderne plastica,plastica e plastica ma a differenza di altri la plastica la sanno lavorare . Un solo integratino,capace di 2 watt,bè forse per pochi minuti. In realtà usando un alimentazione di 6 volt un watt è il massimo.
Di buono c'è un controllo toni evoluto,alti e bassi anche se gli "alti" sono tagliati già sopra 5K.
Da dire che gli ho collegato un 18" pollici e l'integrato lo ha pilotato (limitatamente) ma lo ha pilotato.

Non è un cattivo registratore,nato per i computer va benissimo per la musica

Io sono molto prevenuto tuttavia per chi decide di acquistare oggetti di questo tipo in quanto mancando la stereofonia si perde un terzo della musica. Inoltre come dico sempre c'è roba migliore.

L'esemplare in foto apparteneva a mio zio ed è stato venduto due ore fa...
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panasonic CQ-H03EG valida e non capita

#4 Messaggio da doc elektro » giovedì 7 febbraio 2019, 7:58

Tra i tanti giranastri che mi sono capitati sottomano ne voglio discutere ora di una che è veramente valida ma non è stata capita.
E' una autoradio che di solito veniva montata su utilitarie ,e che per "suonare bene" ha solo bisogno di una semplice modifica ossia sostituire nel finale audio due resistenze di controreazione con valori minori.

Monta l'affidabile e valido alpha-tuner forse uno dei pochi in grado di competere con i crucchi e una meccanica a cassette che pur avendo l' autoreverse è stabile e precisa quanto basta.
Non possiede ingranaggi in materiale "diversamente maschio" che si rompono e sopratutto (per essere una cassetta) non suona affatto male

Non tanto per le caratteristiche dei componenti o la loro scelta perchè nulla è più standard di certi componenti quanto il fatto che nessun componente è stato tirato per ottenere maggiori prestazioni. Inoltre alcune parti per evidente economia di scala sono le stesse dei modelli migliori della stessa famiglia.

Tutto oro? Ovviamente no...Primo....l'assorbimento,quasi 2 watt vengono persi per illuminare il frontale,l'ampli audio si ferma a poco meno di 5w al clip in sinusoidale e nonostyante ciò si beve da solo un amper! Rumorosità delle cassette,non quella avvertita sul nastro (che al contrario è abbastanza silenzioso) ma quella degli ingranaggi interni che da fuori danno l'idea di un verricello...

Da comprare? Se vogliamo una radio "di compagnia " Si,a occhi chiusi. Se vogliamo qualcosa di serio,affidabile e ben suonante? ancora si

Se siamo dei personaggio che fanno le pulci all'ultime Hz o al mezzo db .....bè signori non facciamolo con questa nonnetta
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C201 FM il radioregistratore per tutti...in teoria

#5 Messaggio da doc elektro » sabato 9 febbraio 2019, 6:24

Tra i tanti oggetti del passato che mi sono passati per le mani,questo,sebbene sia oramai solo un relitto per pezzi di ricambio mostrava contemporaneamente tanto soluzioni avanzate tanto orrori terrificanti.
Ma data l'età gli si possono perdonare.

C'è stato un periodo in cui i costruttori facevano la gara a chi cercava la soluzione più astrusa per fare un funzionamento normalissimo.

Qui di soluzioni astruse ne troviamo ben due,tanto il registratore comandato da una mono-manopola che faceva tutte le funzioni quanto la radio con un sistema coassiale che faceva anche da scala parlante e manopola di sintonia.

Cominciamo dalla cassetta,di pregevole c'è una meccanica fatta con camme e scorrevoli per fare si che tutte le funzioni che oggi con un minimo di logica si fanno con cinque o sei tasti qui la sola manopola di controllo,se mossa in un senso avvolgeva ,nell'altro riavvolgeva,se ruotata riproduceva o apriva la cassetta. Ovvio che per la registrazione occorreva premere un tasto a parte.
Inutile dire che era già presente il controllo automatico di livello,cosa che sulle cinesi,coreane e giapponesi arrivò molto dopo.

Per la radio invece (solo fm ovvio) c'era da segnalare quel comando di una complessità estrema che tramite un riduttore a ingranaggi faceva si che la corona della manopola facesse da indicatore di sintonia.

Da comprare? Direi proprio di no in quanto falsi contatti e impigrimenti meccanici potrebbero complicarvi la vita . Inoltre come prestazioni non era proprio nulla di speciale
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grundig CCF 8300 doppia cassetta

#6 Messaggio da doc elektro » venerdì 15 febbraio 2019, 19:08

Spesso si ricordano alcuni esemplari un pò diversi dagli altri per alcune caratteristiche. Bene questo ne ha poche e benchè non suoni male mostra chiaramente i suoi "vorrei ma non posso" su alcuni risparmi che potevano ...risparmiarsi.
Allora torniamo negli anni 80,quando c'erano soldi per tutti,quando l'europa non scassava i maroni e quando si usavano le ....cassette.

Su un noto sito avevo letto "salviamo la musica e bruciamo le cassette",io nel dubbio brucio gli audiofili e salvo le cassette. A me della pirateria non frega nulla,più che altro ci sarebbe tanto da dire su chi ti vende un prodotto a 200 volte il suo valore e sopratutto fa pagare a te la pubblicità tv e le troppe bocche da sfamare. Ergo al'epoca si piratava,in una classe di dischi o cassette originali se ne comprava UNO soltanto e ce lo si passava.

P.S. per i "legalisti" ,io le superiori le ho finite da più di 20 anni ergo se qualcosa è stato piratato probabilmente è in prescrizione...

E quindi da lì le piastre a doppia cassetta con l'orribile funzione di alta velocità che di fatto era un passa alto perfetto a 15K. E si che da giovani le ultra acute le sentivamo si...

Veniamo al nostro oggetto. Crucco made in portugal (forse alla sanyo?) . Con due cassette,entrambe (purtroppo) servoassistite in ogni funzione. In più quella di destra anche autoreverse e con registrazione. Ignobile il fatto che si deve schiacciare rec e play insieme visto che i comandi sono servoassistiti.

Il vu meter è limitato alla saturazione del nastro ma è più che sufficiente per non fare quelle registrazioni indegne ,totalmente a -20 che fanno in tanti,avrei preferito qualcosa di meglio.

Ma sopratutto il grosso problema è che pur avendo una piastra autoreverse NON ho la "sorgente" per la duplicazione autoreverse . Inoltre non posso regolarne il livello perchè viene fatta "così come è" con il risultato che se chi ha registrato la cassetta è un mangiamorti li fa mangiare pure a me.

Inoltre diciamolo pure ,vi fidereste a mettere la qualità del vostro ascolto in mano a delle meccaniche ultra complesse ,che prima o poi (e lo fanno TUTTE LE SERVOASSISTITE) tirano fuori i peggio difetti di ascolto spesso irreperabili come vibrazioni e arricciamenti del nastro.

Preferisco una semplice piastra meccanica,magari meno prestante ma tanto più affidabile sul lungo termine
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