E' da che è nato l'esoterismo, che gira 'sta storia dei bassi. Non servono, sono da tamarri, sporcano il messaggio musicale, fanno venire il mal di mare...
Seeeh... E come no.
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Quando ero ragazzo, se qualcuno se ne fosse uscito con simili amenità sarebbe stato accompagnato al più vicino ambulatorio per un TSO psichiatrico.
Il ragionamento era semplice: ci sono i bassi nella musica? Si! E allora li vogliamo nella riproduzione; se ci accontentiamo che il basso e la batteria somigliano solo ad un basso e a una batteria è perché non ci possiamo permettere casse adeguate. Ma aspetta che posso comperarmi i monitor XXX piuttosto che ZZZ e sentirete voi.
Quasi niente sbagliato, che poi riprodurli ponga qualche difficoltà in più è vero ma non cambia la questione.
La storiella dei bassi che sporcano è nata nell'epoca della divisione delle riviste in due parti distinte e non comunicanti: sezione misuroni e sezione ascoltoni.
La cassa più diffusa tra gli ascoltoni è sempre stata un due vie su stand. Questa è la scelta più funzionale per il mercato ma il due vie compatto rimane pur sempre la configurazione entry level per eccellenza.
Il fatto è che se devo convincere l'ascoltone a cambiare casse, un tre vie da pavimento con velleità qualitative, per cui non sappia di "consumer", per molti costa troppo; quindi bisogna rimanere sul piccolo due vie puntando sull'enfatizzazione del dettaglio, dell'ariosità, della ricostruzione della scena ecc. ecc. Tutte belle cose in sé ma non così importanti in mancanza del corpo e della sostanza.
Giochino ottimo per spremere il massimo prezzo dal modesto diffusore compatto e molto funzionale anche alla vendita di cavi, accessori e sostituzione di qualsivoglia apparecchio della catena, in una rincorsa alle minuzie del suono resa plausibile dalla "analiticità" dei diffusori. Due piccioni con una fava dal costo nullo; tanto a fare un diffusore più importante ma contenendo i costi non ci pensava nessun produttore audiofilo, sarebbe stata una caduta di stile.
Peccato che se c'è una cosa non alla portata di un due vie su un trespolo, quella è la riproduzione della gamma bassa. Quindi
bisogna dare la colpa all'ambiente, altrimenti non si possono tessere le lodi delle cassettine, ine ine ma con il tw esoterico e il mid-wf dalla membrana esotica.
Che l'ambiente renda difficile la resa dei bassi è verità sacrosanta; come ogni bufala che si rispetti, anche questa dei "bassi? no grazie sono audiofilo" poggia su un fatto reale ma decontestualizzato e utilizzato in modo capzioso. Il bello che l'autore del post citato la smonta da solo, la bufala: è lui stesso a dire chi i pasticci cominciano prima dei 60Hz, gli manca solo di tirare l'ovvia conseguenza: la musica tagliata a 65Hz ad alta pendenza magari non rimbomba ma non si può ascoltare; come giustamente rimarcato da Fabrizio. Infatti poi lui scende a 40...
Bobgraw:
Sostenere che "è meglio un diffusore che si ferma a 45 Hz perché tanto la stanza non gestisce i 30 Hz" è una resa intellettuale.
Significa dire: "Siccome non so come posizionare i diffusori, allora eliminiamo il problema alla radice tarpando le ali all'impianto"
Giustissimo! E' il miglior sistema per non occuparsi dell'interazione tra stanza e diffusore. Il bello che mentre decenni fa c'era chi pubblicava studi in materia (vedere i mille 3D sulle 3 pareti ecc. ecc.) oggi non solo non si sono fatti passi avanti ma balzi indietro, rimuovendo completamente il problema. Come dire che la maggior parte dei diffusori hanno una progettazione concettualmente banale. Peggio: la proliferazione delle tower rappresenta la scelta commercialmente più facile nell'ambito delle configurazioni a innovazione zero. Non si può certo parlare di rapporto tra diffusore e ambiente quando non si è neppure disposti a esplorare le possibilità a disposizione anche di un autocostruttore con un po' di cultura.
Andazzo molto comodo ma pessimo nei risultati sonori, anche perché i problemi non si limitano alla gamma bassa ma coinvolgono pesantemente la medio-bassa, particolarmente se emessa dal modesto e ben poco efficiente mid-wf su trespolo.
Dal vivo non sono solo i contrabbassi a non essere esili come li restituisce il classico impianto di osservanza audiofila ma sono i violoncelli a suonare in un altro modo e tutta la gamma medio-bassa possiede una presenza e naturalezza che il suddetto impianto non ha e che è un pezzo importantissimo nel dare pathos alla musica. Scordatevi di sistemare i violoncelli tagliando i bassi, se siete disperati è il meno peggio ma sempre messi male rimanete.
Un bel passa alto può essere un miglioramento in molti impianti ma non bisogna fare confusione. Non serve per ovviare ai problemi della stanza ma sta dando una mano all'impianto a nascondere i propri limiti, sia di prestazioni quantitative che di pochezza progettuale rispetto ai problemi di acustica della stanza. Hanno invertito tutta l'ottica e scaricato la colpa dei limiti all'ambiente: ma se l'impianto suona male in soggiorno non si butta via il soggiorno, si costruisce l'impianto per suonarci dentro e si evita di pensare i diffusori come se dovessero suonare all'aperto. Che poi voglio vedere come sono messi a bassi se li mettete a suonare in giardino.
Certo che se l'impianto lo mettete nella saletta monacale, con il trattamento acustico spesso 10cm e per il resto vuota e ascetica... beh se i guai ve li producete da soli poi godeteveli!