intrepido ha scritto:-Premessa l' importanza del circuito, qual è il ruolo dei dispositivi attivi considerati in sé stessi ? Fet, Mosfet, Bjt come, quando e perché distorcono? Di pari, di dispari? E triodo, pentodo e tetrodo? Che ruolo gioca la scelta del punto di lavoro?
Sempre considerando il fatto che l'amplificatore è composto da 3 stadi, ognuno con il suo compito ben preciso, INPUT -> VAS -> OUTPUT, l'utilizzo di un device specifico dipende dalle scelte effettuate in sede di progetto, ma anche prima del progetto. Ad esempio, se per motivi
cosmetici voglio usare una valvola nello stadio di ingresso, allora questa si porterà dietro tutta una serie di conseguenze di cui dovrò tener conto nel resto del circuito. Non voglio banalizzare scrivendo questo, ma spesso le scelte sono fatte su una base di
marketing piuttosto che tecnica. Se il reparto vendite si accorge che gli audiofili preferiscono la valvolina, allora si imporrà una produzione con la valvolina, ed è a questo punto che deve intervenire il progettista, quando la decisione principale è già stata presa.
Tecnicamente non c'è nulla di male nell'utilizzare un tubo a vuoto per lo stadio di ingresso, ma il progettista deve essere consapevole delle caratteristiche e dei limiti di questo componente, e tarare tutto il circuito su questa presenza ingombrante. Perchè non è che prendo uno stadio, lo stacco da una parte e lo attacco dall'altra e tutto va bene. Purtroppo, non è così che funziona, anche se ultimamente sembra che alcuni progetti che vanno per la maggiore siano presi direttamente da un Frankstein audiofilo.
Quello che comunemente viene chiamato "ibrido", ha delle potenzialità indubbiamente affascinanti, ma soprattutto ha un forte richiamo di tipo psicologico. Ed è anche più divertente da progettare. Si devono affrontare un sacco di problematiche diverse. Ad esempio: come lo accendo il filamento della valvola, in continua o alternata? Come terrò a bada le alte impedenze che inevitabilmente mi troverò nel circuito? Userò un triodo da solo, o un doppio triodo differenziale? Ma soprattutto, userò un triodo o qualcos'altro? E così via...
Comunque, rientrando in topic, le valvole pur avendo le loro peculiarità, non cambiano magicamente il comportamento di uno stadio, il quale sarà sempre dettato dalla tipologia circuitale adottata.
In linea di massima, se userò un triodo da solo come stadio di ingresso,
se non opportunamente degenerato, mi troverò sicuramente con alti valori di 2^ armonica (che possono arrivare al 2% in alcuni casi), e le altre armoniche a seguire, e questo perchè il triodo non è un componente lineare, a meno di non adottare appositi accorgimenti. Certamente il tutto dipenderà dal punto di lavoro adottato, da cosa utilizzerò come carico anodico, dalle tensioni e... dal costruttore della valvola. Sì, perchè le valvole, pur dello stesso modello, hanno questo simpatico risvolto di non essere proprio tutte uguali (da cui deriva il "tube rolling" tanto amato da alcuni audiofili). Finora negli ibridi che mi sono capitati tra le mani non ho visto circuiti di ingresso che andassero al di là del singolo triodo a catodo comune.
Per cui, cari progettisti, se volete dare un carattere "caldo e armonioso" al vostro ampli, usate una valvola a catodo comune all'ingresso, e magicamente il vostro amplificatore diventerà così "eufonico" da meritarsi l'appellativo di "bensuonante". Ma dipende proprio dalla valvola? Ovviamente no. Anche i BJT e i JFET hanno le loro non linearità, per cui
se utilizzati allo stesso modo produrranno lo stesso tipo di distorsioni che produce la valvola, ma solo a un livello inferiore. Non si utilizzano singoli BJT come stadio di ingresso ormai da un bel pezzo credo, ma solo perchè questi sono meno affascinanti delle valvole. Il discorso, ovviamente, continua...
--
bandAlex