Se non vi è bastato il grafico del post che precede, guardate questo... che mostra l'effetto sulla risposta della variazione di distanza tra diffusori (Sub) e spettatori.
Incredibile... vero...??? La risposta resta parallela e diminuisce di pochissimo...
ALTRO CHE LINE ARRAY...!!!
Segue
F.C.
Fonici del Terzo Millennio (con post aggiunti)
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F.Calabrese
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Re: Fonici del Terzo Millennio (poveri noi...)
A questo punto mi pemetto una piccola riflessione su quello che sta emergendo sempre più nitidamente come "il Problema del terzo millennio", vale a dire la tendenza a seguire pareri ed indicazioni provenienti da perfetti ignoranti o da persone che hanno interessi reconditi che superano le loro conoscenze tecniche.
E' quel che accade da molto prima (dagli anni '90) in campo HiFi: i tecnici preparati e con una reputazione da difendere (p.es. Paolo Nuti o Viappiani) sono stati via via sostituiti da "cavalieri senza faccia e senza paura", la cui reputazione valeva zero ed è rimasta tale anche dopo che le loro fesserie sono state smentite, una dopo l'altra. Ma nel frattempo il loro parere dilagava tra gli appassionati (e tra i fonici, poi) senza apparenti ostacoli.
Voglio ringraziare pubblicamente uno di voi forumers, che in questi giorni mi ha riconosciuto i quindici anni di lavoro per mettere in linea questo Forum, con un piccolo ma importantissimo pensiero.
Pensateci... in questi 15 anni abbiamo visto le aziende dell'HiFi e dell'HI-End insistere in configurazioni di diffusori sbagliate in partenza, nonostante l'evidenza degli ascolti abbia mostrato impietosamente che qualcosa di importante non andava, in gamma bassa.
Egualmente è accaduto in campo Audio Pro, dove i sistemi Line Array si sono imposti a dispetto del fatto che richiedono potenze di amplificazione assurde (alle quali anche l'aria nelle gole delle trombe e nei condotti reflex distorce, inevitabilmente.
Peggio ancora negli Studi di registrazione, dove l'impiego di piccoli monitor con dinamica inesistente in gamma bassa ha messo i fonici nell'impossibilità di capire -all'ascolto- se l'equilibrio timbrico sarà corretto, per impianti eventualmente diversi (ed è il caso più frequente) rispetto ai loro striminziti monitorini.
L'aria che tira non è delle migliori, nel senso che il dibattito langue sempre di più, a tutti i livelli. Anche l'AES ormai tratta questi argomenti solo sporadicamente e senza speranze, anche perché (come le riviste di HiFi) ha bisogno del supporto economico da parte delle aziende, che sono sempre meno, numericamente... e quindi hanno potere di vita o di morte.
Godetevi questo thread e -se potete- fatelo leggere ai vostri amici.
Saluti
F.C.
E' quel che accade da molto prima (dagli anni '90) in campo HiFi: i tecnici preparati e con una reputazione da difendere (p.es. Paolo Nuti o Viappiani) sono stati via via sostituiti da "cavalieri senza faccia e senza paura", la cui reputazione valeva zero ed è rimasta tale anche dopo che le loro fesserie sono state smentite, una dopo l'altra. Ma nel frattempo il loro parere dilagava tra gli appassionati (e tra i fonici, poi) senza apparenti ostacoli.
Voglio ringraziare pubblicamente uno di voi forumers, che in questi giorni mi ha riconosciuto i quindici anni di lavoro per mettere in linea questo Forum, con un piccolo ma importantissimo pensiero.
Pensateci... in questi 15 anni abbiamo visto le aziende dell'HiFi e dell'HI-End insistere in configurazioni di diffusori sbagliate in partenza, nonostante l'evidenza degli ascolti abbia mostrato impietosamente che qualcosa di importante non andava, in gamma bassa.
Egualmente è accaduto in campo Audio Pro, dove i sistemi Line Array si sono imposti a dispetto del fatto che richiedono potenze di amplificazione assurde (alle quali anche l'aria nelle gole delle trombe e nei condotti reflex distorce, inevitabilmente.
Peggio ancora negli Studi di registrazione, dove l'impiego di piccoli monitor con dinamica inesistente in gamma bassa ha messo i fonici nell'impossibilità di capire -all'ascolto- se l'equilibrio timbrico sarà corretto, per impianti eventualmente diversi (ed è il caso più frequente) rispetto ai loro striminziti monitorini.
L'aria che tira non è delle migliori, nel senso che il dibattito langue sempre di più, a tutti i livelli. Anche l'AES ormai tratta questi argomenti solo sporadicamente e senza speranze, anche perché (come le riviste di HiFi) ha bisogno del supporto economico da parte delle aziende, che sono sempre meno, numericamente... e quindi hanno potere di vita o di morte.
Godetevi questo thread e -se potete- fatelo leggere ai vostri amici.
Saluti
F.C.