Amplificatori Sansui
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Fabrizio Ruggeri
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Re: Amplificatori Sansui
Grazie, ne parleremo...
Re: Amplificatori Sansui
Ciao Doc Elektro, interessante lo schema, però non leggibilissimo. Potresti mica ripostarlo con risoluzione migliore?
E' a tre stadi di guadagno, cascata di differenziali e VAS a emettitore comune; due stadi in configurazione "boxer", immagino un'impostazione molto Jap. Il guadagno è però tenuto sotto stretto controllo: ingresso differenziale a FET con degenerazioni locali e resistenze sui drain; retroazioni locali anche sugli emettitori del secondo differenziale; ovviamente resistenze di controreazione locale sugli emettitori del VAS ma soprattutto carico passivo del medesimo
. Chissà qual'è il tasso di NFB complessivo. Compensazione sul primo differenziale e in retroazione, VAS intonso.
Il carico passivo del VAS e l'adozione di un inseguitore triplo come stadi di uscita dovrebbe rendere il funzionamento degli stadi di guadagno molto indifferente al carico. Chiacchere qualitative, poi bisognerebbe almeno simulare il circuito per vedere quanto sia vero; non riesco a leggerne i valori, certo che quelle due resistenze ai capi del Vbe multipler e verso massa non si vedono frequentemente.
Il primo differenziale è accessoriato al completo: ovviamente alimentato in corrente (un Jfet, un BJT e un Dual BJT; in economia si fa con 2 diodi e un singolo BJT) e a cascode, che è configurazione lussuosa. Non riesco a capire come viene alimentato dal positivo, vedo un secondo generatore di corrente arrivare sul nodo tra le resistenze sui drain ma non ha senso. Il fatto che i drain non finiscano su uno specchio di corrente testimonia la volontà di non tirare il guadagno e di pilotare (all'incirca) in tensione lo stadio successivo. Le due stecche di diodi servono per consentire la polarizzazione dello stadio successivo. Le ho in antipatia, si potrebbero evitare polarizzando i due differenziali contrapposti singolarmente ma certamente così è più semplice, stabile, affidabile e probabilmente ottiene una reiezione dei disturbi di alimentazione migliore. Mi faccio passare l'antipatia.
Il trimmer per la taratura della corrente nei VAS è un finezza, sempre che abbia capito correttamente la funzione.
Qualche argomentazione a favore della configurazione a ponte c'è:
. disponibilità transistor. L'ampli risulterebbe del 1991 ed è della classe 100W su 8 Ohm. Non saprei dire che finali erano disponibili ma può essere che il secondo breakdown fosse in agguato: a ponte e tensione dimezzata si risolve il problema e si dispone di maggiore dissipazione in sicurezza;
. il modo di assorbire corrente dall'alimentatore cambia, il ponte assorbe corrente "rettificata a onda intera" mentre lo stadio singolo "a semionda"; sul fatto che la richiesta più omogenea nel tempo sia o meno un vantaggio immagino che siano possibili opinioni diverse. Io ne penso bene;
. niente corrente d'uscita che scorre sulle masse; secondo me un gran bel vantaggio; per quanto si possa fare bene il cablaggio delle medesime è comunque un vantaggio rilevante.
Sullo sfruttamento dei transistor d'uscita, serve considerare che questi schioppano per eccessiva dissipazione, di corrente in teoria ce n'è sempre in apparente abbondanza. Avendone due coppie al posto di una, parallelandole si dimezza la potenza dissipata da ciascun transistor grazie al dimezzamento della corrente; adottando il ponte la si dimezza dimezzando la tensione di alimentazione.
Sembrerebbe la stessa cosa ma in realtà i BJT non gradiscono avvicinarsi alla massima tensione tollerabile, dove la potenza dissipabile si riduce a causa del citato second breakdown e impone protezioni più tirchie di corrente. Quindi se lo stadio singolo deve sfruttare a fondo i finali in tensione, il ponte sicuramente consentirà di erogare più potenza. Che si paga con una maggiore complessità e l'avere due ampli in serie. Per dire se il discorso ha senso rispetto a questo Sansui bisognerebbe conoscere i finali utilizzati e le alternative plausibili all'epoca.
Si potrebbe ottenere lo stesso risultato del ponte con due finali in serie, a cascode, mantenendo uguale la caduta di tensione su di essi, credo che dei finali concepiti così siano esistiti ma potrei toppare; ne esce di sicuro un disegno comunque complicato, meglio il ponte che ha altri vantaggi.
Collegando più cose in serie tra carico e alimentazioni bisogna mettere in conto un po' più di potenza persa. Toccherà essere attenti alla compensazione termica (su questo ampli il VBE multipler è semplicissimo) e mantenere basse le resistenze sugli emettitori. Se si tratta di gestire due coppie di finali il compito è facilitato dal non avere la difficoltà di uniformare la corrente tra più transistor in parallelo; la caduta sui finali in saturazione raddoppia; tocca sopportare, non è una gran pena.
I dati dichiarati, secondo me, svelano anche l'età dell'ampli:
distorsione armonica o di intermodulazione migliore dello 0,003% su 8 Ohm. Credo che suonasse come "non distorce, che volete di più?". Non saprei dar loro torto.
TIM (SAWTOOTH) dichiarata non misurabile. Questi sono anni '90, si vede.
DF=150 (8 Ohm) Rassicurante, forse non da record neppure all'epoca ma è pur sempre a ponte. 150 in un ampli sicuramente tecnologico con tre stadi di guadagno vuol dire che la grande corsa al DF infinito non era ancora pienamente cominciata.
Slew rate: 180 V / μ sec. Invece la scimmia per le prestazioni velocistiche era già partita! Alla grande.
Potenza continua su due canali funzionanti: 90W su 8 Ohm e 105 su 6. Non dichiarata su 4, il calo di tensione disponibile su 6 non è piccolissimo.
Potenza impulsiva: 2 Ω : 280W; 4 Ω : 220W; 6 Ω : 155W. Non c'è su 8 Ohm e sembra dire "tranquilli che con la musica e nonostante le bizze delle vostre casse, birra ce n'è". Se le protezioni non hanno costanti di tempo assassine, potrebbe essere vero. O forse no: non si sa mai cosa intendere per "Dynamic Power". Nessuna specifica sulla reattività del carico; siamo all'inizio dei '90, che pretendete?
Il finale amplifica dalla continua e dichiara i -3dB a 300kHz. La grandissima scimmia della continua! Però vi toglie di torno l'orribile elettrolitico nella rete di controrezione, senza manco metterci un integratore a correggere. Mi sa che Doc Elektro ha ragione: ogni tanto un'occhiata alla taratura dell'off-set in uscita la darei.
L'ingresso phono è lineare a 20Hz e c'è un filtro subsonico a 16Hz e 6dB/Oct. OK presupporre un buon giradischi, però occhio ai vinili imbarcati.
Luca
P.S. le resistenze sui rami di alimentazione prima dei VAS possono trasformare in differenziale anche questo stadio, dipende dal valore. Pensavo che fossero lì per consentire di aggiustare il bilanciamento, essendo variabile quella sul ramo positivo. Guardando meglio mi pare di leggere 100 Ohm per quella sul l'alimentazione neg. e 150 Ohm sulle resistenze di degenerazione sugli emettitori: nel caso, il VAS è un "quasi" differenziale!
E' a tre stadi di guadagno, cascata di differenziali e VAS a emettitore comune; due stadi in configurazione "boxer", immagino un'impostazione molto Jap. Il guadagno è però tenuto sotto stretto controllo: ingresso differenziale a FET con degenerazioni locali e resistenze sui drain; retroazioni locali anche sugli emettitori del secondo differenziale; ovviamente resistenze di controreazione locale sugli emettitori del VAS ma soprattutto carico passivo del medesimo
Il carico passivo del VAS e l'adozione di un inseguitore triplo come stadi di uscita dovrebbe rendere il funzionamento degli stadi di guadagno molto indifferente al carico. Chiacchere qualitative, poi bisognerebbe almeno simulare il circuito per vedere quanto sia vero; non riesco a leggerne i valori, certo che quelle due resistenze ai capi del Vbe multipler e verso massa non si vedono frequentemente.
Il primo differenziale è accessoriato al completo: ovviamente alimentato in corrente (un Jfet, un BJT e un Dual BJT; in economia si fa con 2 diodi e un singolo BJT) e a cascode, che è configurazione lussuosa. Non riesco a capire come viene alimentato dal positivo, vedo un secondo generatore di corrente arrivare sul nodo tra le resistenze sui drain ma non ha senso. Il fatto che i drain non finiscano su uno specchio di corrente testimonia la volontà di non tirare il guadagno e di pilotare (all'incirca) in tensione lo stadio successivo. Le due stecche di diodi servono per consentire la polarizzazione dello stadio successivo. Le ho in antipatia, si potrebbero evitare polarizzando i due differenziali contrapposti singolarmente ma certamente così è più semplice, stabile, affidabile e probabilmente ottiene una reiezione dei disturbi di alimentazione migliore. Mi faccio passare l'antipatia.
Il trimmer per la taratura della corrente nei VAS è un finezza, sempre che abbia capito correttamente la funzione.
Qualche argomentazione a favore della configurazione a ponte c'è:
. disponibilità transistor. L'ampli risulterebbe del 1991 ed è della classe 100W su 8 Ohm. Non saprei dire che finali erano disponibili ma può essere che il secondo breakdown fosse in agguato: a ponte e tensione dimezzata si risolve il problema e si dispone di maggiore dissipazione in sicurezza;
. il modo di assorbire corrente dall'alimentatore cambia, il ponte assorbe corrente "rettificata a onda intera" mentre lo stadio singolo "a semionda"; sul fatto che la richiesta più omogenea nel tempo sia o meno un vantaggio immagino che siano possibili opinioni diverse. Io ne penso bene;
. niente corrente d'uscita che scorre sulle masse; secondo me un gran bel vantaggio; per quanto si possa fare bene il cablaggio delle medesime è comunque un vantaggio rilevante.
Sullo sfruttamento dei transistor d'uscita, serve considerare che questi schioppano per eccessiva dissipazione, di corrente in teoria ce n'è sempre in apparente abbondanza. Avendone due coppie al posto di una, parallelandole si dimezza la potenza dissipata da ciascun transistor grazie al dimezzamento della corrente; adottando il ponte la si dimezza dimezzando la tensione di alimentazione.
Sembrerebbe la stessa cosa ma in realtà i BJT non gradiscono avvicinarsi alla massima tensione tollerabile, dove la potenza dissipabile si riduce a causa del citato second breakdown e impone protezioni più tirchie di corrente. Quindi se lo stadio singolo deve sfruttare a fondo i finali in tensione, il ponte sicuramente consentirà di erogare più potenza. Che si paga con una maggiore complessità e l'avere due ampli in serie. Per dire se il discorso ha senso rispetto a questo Sansui bisognerebbe conoscere i finali utilizzati e le alternative plausibili all'epoca.
Si potrebbe ottenere lo stesso risultato del ponte con due finali in serie, a cascode, mantenendo uguale la caduta di tensione su di essi, credo che dei finali concepiti così siano esistiti ma potrei toppare; ne esce di sicuro un disegno comunque complicato, meglio il ponte che ha altri vantaggi.
Collegando più cose in serie tra carico e alimentazioni bisogna mettere in conto un po' più di potenza persa. Toccherà essere attenti alla compensazione termica (su questo ampli il VBE multipler è semplicissimo) e mantenere basse le resistenze sugli emettitori. Se si tratta di gestire due coppie di finali il compito è facilitato dal non avere la difficoltà di uniformare la corrente tra più transistor in parallelo; la caduta sui finali in saturazione raddoppia; tocca sopportare, non è una gran pena.
I dati dichiarati, secondo me, svelano anche l'età dell'ampli:
distorsione armonica o di intermodulazione migliore dello 0,003% su 8 Ohm. Credo che suonasse come "non distorce, che volete di più?". Non saprei dar loro torto.
TIM (SAWTOOTH) dichiarata non misurabile. Questi sono anni '90, si vede.
DF=150 (8 Ohm) Rassicurante, forse non da record neppure all'epoca ma è pur sempre a ponte. 150 in un ampli sicuramente tecnologico con tre stadi di guadagno vuol dire che la grande corsa al DF infinito non era ancora pienamente cominciata.
Slew rate: 180 V / μ sec. Invece la scimmia per le prestazioni velocistiche era già partita! Alla grande.
Potenza continua su due canali funzionanti: 90W su 8 Ohm e 105 su 6. Non dichiarata su 4, il calo di tensione disponibile su 6 non è piccolissimo.
Potenza impulsiva: 2 Ω : 280W; 4 Ω : 220W; 6 Ω : 155W. Non c'è su 8 Ohm e sembra dire "tranquilli che con la musica e nonostante le bizze delle vostre casse, birra ce n'è". Se le protezioni non hanno costanti di tempo assassine, potrebbe essere vero. O forse no: non si sa mai cosa intendere per "Dynamic Power". Nessuna specifica sulla reattività del carico; siamo all'inizio dei '90, che pretendete?
Il finale amplifica dalla continua e dichiara i -3dB a 300kHz. La grandissima scimmia della continua! Però vi toglie di torno l'orribile elettrolitico nella rete di controrezione, senza manco metterci un integratore a correggere. Mi sa che Doc Elektro ha ragione: ogni tanto un'occhiata alla taratura dell'off-set in uscita la darei.
L'ingresso phono è lineare a 20Hz e c'è un filtro subsonico a 16Hz e 6dB/Oct. OK presupporre un buon giradischi, però occhio ai vinili imbarcati.
Luca
P.S. le resistenze sui rami di alimentazione prima dei VAS possono trasformare in differenziale anche questo stadio, dipende dal valore. Pensavo che fossero lì per consentire di aggiustare il bilanciamento, essendo variabile quella sul ramo positivo. Guardando meglio mi pare di leggere 100 Ohm per quella sul l'alimentazione neg. e 150 Ohm sulle resistenze di degenerazione sugli emettitori: nel caso, il VAS è un "quasi" differenziale!
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
è nel pdf sui elektro tanya,la risoluzione è quella che è.
le mitragliate di diodi servono come zener di potenza in quanto gli zener sotto una certa tensione sono instabili,rumorosi e imprecisi.
le mitragliate di diodi servono come zener di potenza in quanto gli zener sotto una certa tensione sono instabili,rumorosi e imprecisi.
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace
Re: Amplificatori Sansui
Io usavo hifi engine, che è una bella miniera di schemi.
Purtroppo a un certo punto ha bloccato la possibilità di nuove registrazioni, proprio quando avevo fatto scadere il mio account per non utilizzo prolungato.
È un po' che non ci riprovo, fosse tornato agibile lo consiglio.
Luca
Purtroppo a un certo punto ha bloccato la possibilità di nuove registrazioni, proprio quando avevo fatto scadere il mio account per non utilizzo prolungato.
È un po' che non ci riprovo, fosse tornato agibile lo consiglio.
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
mi è venuta in mente ancora una cosa ossia il ricorso alla configurazione " a ponte" era a volte fatto per poter usare in altri schemi l'obsoleto 2n3055 (che però non era quello usato da sansui) in circuiti dove si usavano 35 + 35 volt (teorici) ottenuti dall'uso di trasformatori industriali .
Sebbene con il 2n3055 si poteva salire fino a 100 volt selezionandoli un minimo il second brakdown era in agguato (e qualche hirtel che li usava ci lasciava periodicamente le penne)
Avevo dedicato un argomento a quel primo transistor dotato alla portata di tutti https://fronteacustico.forumfree.it/?t=79597719#newpost
Sebbene con il 2n3055 si poteva salire fino a 100 volt selezionandoli un minimo il second brakdown era in agguato (e qualche hirtel che li usava ci lasciava periodicamente le penne)
Avevo dedicato un argomento a quel primo transistor dotato alla portata di tutti https://fronteacustico.forumfree.it/?t=79597719#newpost
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace
Re: Amplificatori Sansui
i primi 2N3055 erano in tecnologia hometaxial, molto lenti ma più robusti, se ricordo bene la curva SOAR era praticamente un quadrato. Poi tale tecnologia è stata sostituita dalla epitaxial, più veloce ma con la SOAR "a trapezio" come i moderni transistor di potenza.
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
infatti venivano necessariamente selezionati misurando le correnti di perdita,il guadagno e tramite una misura indiretta la tensione di rottura (li si confrontava con uno zener campione).
Poi c'è stata la malattia da parte di spacciatori di componenti elettronici a prezzo di rimettere in commercio quelli che non passavano le verifiche e allora se ne trovavano che invece di tenere un minimo di 60 volt già a 30 erano in conduzione.
Certi mezziucci si vantavano di darli a prezzo e poi duravano 15 giorni. Ma è la storia dell'italietta dove invece di prendere a sberle chi ha un comportamento scorretto lo si premia. E dove un ricambio dall'estero deve passare importatori,distributori,commissionari,distributori di zona e altri faccendieri se no non costerebbe il triplo.
Ovvio che il furbo lo si poteva fare con il ragazzino che comprava alla gbc il necessario per farsi un ampli da 20W o un alimentatore stabilizzato. Poi se tutto andava in fumo la colpa era sempre sua anche quando erano componenti di emme.
Già hirtel (che era poco più che una dittarella) o altri del tempo se li facevano arrivare dai costruttori in scatole sigillate.
Poi c'è stata la malattia da parte di spacciatori di componenti elettronici a prezzo di rimettere in commercio quelli che non passavano le verifiche e allora se ne trovavano che invece di tenere un minimo di 60 volt già a 30 erano in conduzione.
Certi mezziucci si vantavano di darli a prezzo e poi duravano 15 giorni. Ma è la storia dell'italietta dove invece di prendere a sberle chi ha un comportamento scorretto lo si premia. E dove un ricambio dall'estero deve passare importatori,distributori,commissionari,distributori di zona e altri faccendieri se no non costerebbe il triplo.
Ovvio che il furbo lo si poteva fare con il ragazzino che comprava alla gbc il necessario per farsi un ampli da 20W o un alimentatore stabilizzato. Poi se tutto andava in fumo la colpa era sempre sua anche quando erano componenti di emme.
Già hirtel (che era poco più che una dittarella) o altri del tempo se li facevano arrivare dai costruttori in scatole sigillate.
Ultima modifica di doc elektro il domenica 6 settembre 2026, 15:22, modificato 1 volta in totale.
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Fabrizio Ruggeri
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Re: Amplificatori Sansui
Se riesco ad andare in pensione, te lo porto e lo controlliamo, siamo ad 1 ora e mezza di auto...
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doc elektro
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Re: Amplificatori Sansui
puoi controllarlo anche tu.
E' semplicissimo. basta collegare il tester DIGITALE in parallelo al diffusore con la portata 2 volt fondo scala corrente continua. Accendi ma non fai partire nè disco nè cd nè niente
Sentirai l'aggancio del relè di lavoro adesso se fai partire la musica si sente. MA NON FARLO ANCORA.
Leggi sul tester che può normalmente segnare fino a 1.999. Qualunque numero minore di 700 va bene. Ma se tutto va correttamente leggerai numeri piccoli ,una manciata di millivolt.
Togli il tester
Usa l'amplificatore ,dopo che lo hai usato che è caldo rimisura
Se sarà aumentato o diminuito c'è uno stadio più caldo dell'altro ,stacca la corrente,togli il coperchio e pulisci la troppa polvere che si sarà depositata sopra.
Se serve usa un aspirapolvere e soffia mentre aspiri la polvere che alzi. SAREBBE BENE fare una pulizia decennale.
Non è indispensabile testare entrambi i canali lo stesso giorno.
E' semplicissimo. basta collegare il tester DIGITALE in parallelo al diffusore con la portata 2 volt fondo scala corrente continua. Accendi ma non fai partire nè disco nè cd nè niente
Sentirai l'aggancio del relè di lavoro adesso se fai partire la musica si sente. MA NON FARLO ANCORA.
Leggi sul tester che può normalmente segnare fino a 1.999. Qualunque numero minore di 700 va bene. Ma se tutto va correttamente leggerai numeri piccoli ,una manciata di millivolt.
Togli il tester
Usa l'amplificatore ,dopo che lo hai usato che è caldo rimisura
Se sarà aumentato o diminuito c'è uno stadio più caldo dell'altro ,stacca la corrente,togli il coperchio e pulisci la troppa polvere che si sarà depositata sopra.
Se serve usa un aspirapolvere e soffia mentre aspiri la polvere che alzi. SAREBBE BENE fare una pulizia decennale.
Non è indispensabile testare entrambi i canali lo stesso giorno.
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace
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Fabrizio Ruggeri
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Re: Amplificatori Sansui
Ok, me lo segno.