multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?
Inviato: domenica 1 novembre 2026, 22:53
Doveva succedere, era nell'aria.
Certe cose non sono evitabili, c'è solo da stabilire se prima o poi, il come e il quando; però se gli ingredienti in un ecosistema ci sono, a un certo punto si combinano ed è fatta: nasce una nuova specie.
Nel caso specifico la ricetta prevede di mescolare:
. diffusori tower, struttura commercialmente non evitabile. Da sempre in difficoltà sulle basse frequenze, adusa all'utilizzo di woofer multipli ma sempre con risultati modesti in fatto di efficienza (in rapporto a estensione e ingombro);
. la guerra della sensibilità. Pace se l'efficienza fa pena, l'importante è che in un confronto in commutazione diretta un diffusore non suoni più fiacco dei potenziali concorrenti. Si risolve ingaggiando una spietata killer: "l'impedenza assassina". Questa miete vittime a mazzi ma quando c'è da vendere non è un problema neutralizzarla con un ampli modello Caterpillar; l'acquirente è libero di proteggersi come preferisce, una volta che ha fatto il bonifico (stavo per scrivere: staccato l'assegno...
) sono problemi suoi;
. i bassi dichiarati estesi a 30Hz; ma che dico 30, a 20Hz. E se non vi basta ve li faccio partire da 16! Chiaro: in ambiente, con la luna piena, se non fa troppo caldo, e sotto di un certo numero di dB sul quale parlerò solo sotto tortura;
. potete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni per tutto il tempo, ma non potete prendere per i fondelli tutti per tutto il tempo (c'è stato un tempo in cui i presidenti americani dicevano cose sensate, lo avreste mai creduto?);
. è nata la classe D. Meglio: la classe D è ormai cresciuta e da rospetta che era negli anni '90 è diventata una diva super sexy.
Se mischiate tutto ciò e attivate la mistura catturando l'energia di un fulmine otterrete:
. .
La cassa bastarda!
Questa in particolare è la Paradigm Founder 120H
Nata dall'incrocio con una tower passiva e una cassa amplificata. La mia opinione personale è che queste specie sia fertile e che sia destinata a generare abbondante progenie.
Non ci state capendo una beneamata mazza? Perché non vi ho ancora svelato un dettaglio:
. .
Nella seconda foto vedete una bella vaschetta standard per l'alimentazione di rete, fila con la scatola in basso DX che vedete nella prima foto: evidentemente c'è un'elettronica;
trattasi sicuramente di cassa amplificata.
Ma allora perché quei bei connettori per un ampli, nella classica configurazione bi-wiring che tanto piace ai più spendaccioni?
Deve essere una cassa passiva.
E' entrambe
: voi la pilotate con il vostro ampli preferito ma lei i woofer li muove con un ampli interno, pilotato dal segnale di potenza del vostro finale (ovviamente previo filtraggio).
Medi e alti hanno un funzionamento convenzionale con regolamentare filtro passivo.
A questo punto la genialata è ovvia, gioca su più livelli:
emotivamente l'utente tratta queste casse come fossero passive, solo con un tocco elettronico in più, che fa quasi trasgressione e comunque è molto sofisticato; continua a poter giocare sostituendo un finale al mese o a usarne uno dal suono caratterizzato che gli va a genio;
l'ampli interno (compatto, economico e potente come solo i classe D sanno fare) consente al costruttore di mascherare l'inefficienza della via bassa e di equalizzarla a dovere. Cosa molto bella perché questo giochino delle casse mangia-corrente a ufo e dalle risposte dichiarate palesemente inverosimili va avanti ormai da un po'; per ora ci sono cascati (quasi) tutti e perciò è il caso di cominciare a chiedersi per quanto ancora possa durare. Forse è ora di cambiare, prima di farsi sbugiardare dalle masse di audiofili (oddio, ce ne vuole... ma ci si può riuscire, alla lunga).
Non vi risolve il problema dell'escursione dei WF e neppure quello del condotto di accordo dimensionato per i 16Hz, se è lì che volevate andare a parare, ma vi da una grandissima mano a vendere delle casse simili a quelle da nababbi a chi non si può permettere gli ampli da 100kg e 20 coppie di finali per bancata.
In alternativa, se la sezione medioalti la fate con impegno e picchiate sull'efficienza, potete continuare a spremere i più denarosi convincendoli a sostituire l'ampli da 20 coppie di finali con un bell'ampli a valvole; e comunque nulla vieta di usare l'ampli da 100kg a stato solido anche se non strettamente necessario.
Vediamola da un'altra angolazione:
agli audiofili le casse amplificate fanno schifo (per N ragioni), comperano quelle passive e conseguentemente alimentano il mercato dei finali; il che è bene.
Tecnicamente le casse amplificate sono molto più razionali e permettono al costruttore migliori prestazioni ma non si vendono e se si vendessero ucciderebbero il turnover degli ampli oltre che il mercato dei super-finali; il che è male, moolto male.
Soluzione: vendiamogli una cassa passiva, che però è amplificata. TOP!
"Ma Luca, è roba già vista!". Si e no.
SI, già vista:
. usare il segnale di potenza a gamma intera per pilotare una via amplificata è uso comune nei sub. E' una soluzione di ripiego, soprattutto per la mancanza di filtraggio del satellite, ma il contesto è molto diverso rispetto all'amplificazione della via bassa di un tre vie; la differenza è rilevante sul piano tecnico, immensa dal punto di vista commerciale: parliamo di oggetti totalmente diversi;
. le Avantgarde Duo erano fatte così da un pezzo. Vero ma oltre ad essere un singolo esempio (ce ne saranno altri ma sicuramente non molti) è totalmente diversa la situazione tecnica. Nel loro caso si trattava del tentativo di far convivere una sezione medio-alti a tromba con elevatissima efficienza, che scendeva verso i medio-bassi con una sezione woofer (più un sub-wf, per la verità: taglio a 170Hz) a radiazione diretta. Una sfida ben più impegnativa rispetto a quella posta dalla nostra tower. Così impegnativa che da sembrarmi più un "tentativo di furbo" per dare l'illusione di possedere un full-horn a chi non se lo può permettere che una risposta razionale al problema dell'amplificazione. Non puoi comperarmi anche il trombone basso? E allora ti vendo un sub in DR con ampli dedicato in modo di poterne alzarne adeguatamente il livello. Auguri ad amalgamare il tutto. Sul piano commerciale non modificano il fatto che la nostra tower con l'ampli in più sia una tendenza nuova.
No, mai vista:
. è la prima volta che vedo un tre vie dall'aspetto convenzionale, che potrebbe essere realizzato in versione puramente passiva , dotato di amplificazione per la via bassa. Quello che ho citato non è l'unico, ero incappato casualmente in un altro diffusore simile ma non sono riuscito a ritrovarlo; commercialmente è roba nuova visto che il confronto con le Avantgarde da 46.500 euro non è fattibile, non c'è solo un'impostazione tecnica diversissima. La tower Paradigm quota 8500, che non sono pochi ma gioca in un altro campionato e non mi stupirei se il barbatrucco si diffondesse a livelli di prezzo inferiori.
I prezzi citati non sono presi dai listini ma da un venditore, sulle Avantgarde sembra propenso a elargire sconti. Attualmente la sezione sub delle Duo può essere pilotata in alternativa dall'ampli a gamma intera della sezione a tromba o dal preamplificatore; le fanno anche totalmente attive e si va a 60k. Costano gli ampli Avantgarde!
Quindi questo giochino del diffusore con la via bassa amplificata ma pilotato da un finale esterno a gamma intera, ha senso?
Io risponderei: si, ma...
SI:
. attualmente i finali in classe D permettono di disporre di grande potenza a costo limitato. Se il costruttore fa le cose per bene l'uso sulle basse è quello preferibile, quindi ok; se lesina su alimentatore e dissipatori il risultato potrebbe essere pessimo;
. commercialmente mi pare avere tutti i requisiti per funzionare, soddisfano una tara mentale degli audiofili: garanzia di successo;
. usare il finale esterno a gamma intera anche se non serve a nulla sulle basse ha un effettivo vantaggio: se il pilotaggio del finale bassi lo prendiamo dalla sua uscita, quando lui non ce la fa si ferma anche quello sui woofer. In pratica, sui wf ci piazziamo un classe D da una marea di W (almeno dichiarati), così siamo sicuri che non clippa prima di quello esterno rendendo il suono esile, stridulo, forse un trapanino; se clippa quello esterno non ci troviamo i bassi che sommergono i medio-alti ormai arrivati. Ha un suo senso;
. non tenta di mettere insieme altoparlanti troppo diversi per convivere pacificamente, si pone un compito più ragionevole: dare una pompatina a una sezione bassa diversamente un po' in affanno.
MA:
. è una soluzione di serie B. Se dobbiamo dotarci di due finali la soluzione migliore e più logica rimane la biamplificazione. X-over elettronico e a ciascun finale la sua gamma e solo quella. Ovviamente tocca prenderci con l'abbinata tra i finali. Purtroppo la multiamplificazione è complessa e ingombrante se fatta con apparecchi esterni alla cassa; non la vuole nessuno se realizzata in forma di diffusore attivo. Me ne rendo conto, ma la multiamplificazione rimane la soluzione tecnicamente superiore.
Non è la prima volta che vi cito una cassa che si finge passiva ma non lo è del tutto:
viewtopic.php?f=5&t=9958&start=620#p170084
Le Sphinx Audio Engineering, delle casse amplificate in piena regola che però avevano l'ingresso ad alto livello, obbligandovi a comperare un finale perfettamente inutile. Tutti bulicci con il portafoglio altrui. Una vera presa per i fondelli e una presenza meritatissima nel 3D "crimini..."
Invece la Paradigm Founder 120H la promuoviamo? Ditemi voi. Intanto è una tower, che è già una colpa grave
ma vi anticipo che anche lei contribuirà all'elenco dei "crimini..."
Non so quante casse simili esistano attualmente, certamente poche. Se poche rimarranno questo post è tempo perso, se effettivamente sono destinate a proliferare lo vedremo. Nel caso noterei che questa innovazione ha due particolarità: una componente di irrazionalità innegabile e nasce trainata da una tecnologia, la classe D, nata per altro (riduzione costi in audio non hi-fi) che innova principalmente sul fronte dei costi, non sulla realizzabilità tecnica. Caratteristiche che non mi stupiscono, chissà come mai?
Luca
Certe cose non sono evitabili, c'è solo da stabilire se prima o poi, il come e il quando; però se gli ingredienti in un ecosistema ci sono, a un certo punto si combinano ed è fatta: nasce una nuova specie.
Nel caso specifico la ricetta prevede di mescolare:
. diffusori tower, struttura commercialmente non evitabile. Da sempre in difficoltà sulle basse frequenze, adusa all'utilizzo di woofer multipli ma sempre con risultati modesti in fatto di efficienza (in rapporto a estensione e ingombro);
. la guerra della sensibilità. Pace se l'efficienza fa pena, l'importante è che in un confronto in commutazione diretta un diffusore non suoni più fiacco dei potenziali concorrenti. Si risolve ingaggiando una spietata killer: "l'impedenza assassina". Questa miete vittime a mazzi ma quando c'è da vendere non è un problema neutralizzarla con un ampli modello Caterpillar; l'acquirente è libero di proteggersi come preferisce, una volta che ha fatto il bonifico (stavo per scrivere: staccato l'assegno...
. i bassi dichiarati estesi a 30Hz; ma che dico 30, a 20Hz. E se non vi basta ve li faccio partire da 16! Chiaro: in ambiente, con la luna piena, se non fa troppo caldo, e sotto di un certo numero di dB sul quale parlerò solo sotto tortura;
. potete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni per tutto il tempo, ma non potete prendere per i fondelli tutti per tutto il tempo (c'è stato un tempo in cui i presidenti americani dicevano cose sensate, lo avreste mai creduto?);
. è nata la classe D. Meglio: la classe D è ormai cresciuta e da rospetta che era negli anni '90 è diventata una diva super sexy.
Se mischiate tutto ciò e attivate la mistura catturando l'energia di un fulmine otterrete:
. .
La cassa bastarda!
Questa in particolare è la Paradigm Founder 120H
Nata dall'incrocio con una tower passiva e una cassa amplificata. La mia opinione personale è che queste specie sia fertile e che sia destinata a generare abbondante progenie.
Non ci state capendo una beneamata mazza? Perché non vi ho ancora svelato un dettaglio:
. .
Nella seconda foto vedete una bella vaschetta standard per l'alimentazione di rete, fila con la scatola in basso DX che vedete nella prima foto: evidentemente c'è un'elettronica;
Ma allora perché quei bei connettori per un ampli, nella classica configurazione bi-wiring che tanto piace ai più spendaccioni?
E' entrambe
Medi e alti hanno un funzionamento convenzionale con regolamentare filtro passivo.
A questo punto la genialata è ovvia, gioca su più livelli:
emotivamente l'utente tratta queste casse come fossero passive, solo con un tocco elettronico in più, che fa quasi trasgressione e comunque è molto sofisticato; continua a poter giocare sostituendo un finale al mese o a usarne uno dal suono caratterizzato che gli va a genio;
l'ampli interno (compatto, economico e potente come solo i classe D sanno fare) consente al costruttore di mascherare l'inefficienza della via bassa e di equalizzarla a dovere. Cosa molto bella perché questo giochino delle casse mangia-corrente a ufo e dalle risposte dichiarate palesemente inverosimili va avanti ormai da un po'; per ora ci sono cascati (quasi) tutti e perciò è il caso di cominciare a chiedersi per quanto ancora possa durare. Forse è ora di cambiare, prima di farsi sbugiardare dalle masse di audiofili (oddio, ce ne vuole... ma ci si può riuscire, alla lunga).
Non vi risolve il problema dell'escursione dei WF e neppure quello del condotto di accordo dimensionato per i 16Hz, se è lì che volevate andare a parare, ma vi da una grandissima mano a vendere delle casse simili a quelle da nababbi a chi non si può permettere gli ampli da 100kg e 20 coppie di finali per bancata.
In alternativa, se la sezione medioalti la fate con impegno e picchiate sull'efficienza, potete continuare a spremere i più denarosi convincendoli a sostituire l'ampli da 20 coppie di finali con un bell'ampli a valvole; e comunque nulla vieta di usare l'ampli da 100kg a stato solido anche se non strettamente necessario.
Vediamola da un'altra angolazione:
agli audiofili le casse amplificate fanno schifo (per N ragioni), comperano quelle passive e conseguentemente alimentano il mercato dei finali; il che è bene.
Tecnicamente le casse amplificate sono molto più razionali e permettono al costruttore migliori prestazioni ma non si vendono e se si vendessero ucciderebbero il turnover degli ampli oltre che il mercato dei super-finali; il che è male, moolto male.
Soluzione: vendiamogli una cassa passiva, che però è amplificata. TOP!
"Ma Luca, è roba già vista!". Si e no.
SI, già vista:
. usare il segnale di potenza a gamma intera per pilotare una via amplificata è uso comune nei sub. E' una soluzione di ripiego, soprattutto per la mancanza di filtraggio del satellite, ma il contesto è molto diverso rispetto all'amplificazione della via bassa di un tre vie; la differenza è rilevante sul piano tecnico, immensa dal punto di vista commerciale: parliamo di oggetti totalmente diversi;
. le Avantgarde Duo erano fatte così da un pezzo. Vero ma oltre ad essere un singolo esempio (ce ne saranno altri ma sicuramente non molti) è totalmente diversa la situazione tecnica. Nel loro caso si trattava del tentativo di far convivere una sezione medio-alti a tromba con elevatissima efficienza, che scendeva verso i medio-bassi con una sezione woofer (più un sub-wf, per la verità: taglio a 170Hz) a radiazione diretta. Una sfida ben più impegnativa rispetto a quella posta dalla nostra tower. Così impegnativa che da sembrarmi più un "tentativo di furbo" per dare l'illusione di possedere un full-horn a chi non se lo può permettere che una risposta razionale al problema dell'amplificazione. Non puoi comperarmi anche il trombone basso? E allora ti vendo un sub in DR con ampli dedicato in modo di poterne alzarne adeguatamente il livello. Auguri ad amalgamare il tutto. Sul piano commerciale non modificano il fatto che la nostra tower con l'ampli in più sia una tendenza nuova.
No, mai vista:
. è la prima volta che vedo un tre vie dall'aspetto convenzionale, che potrebbe essere realizzato in versione puramente passiva , dotato di amplificazione per la via bassa. Quello che ho citato non è l'unico, ero incappato casualmente in un altro diffusore simile ma non sono riuscito a ritrovarlo; commercialmente è roba nuova visto che il confronto con le Avantgarde da 46.500 euro non è fattibile, non c'è solo un'impostazione tecnica diversissima. La tower Paradigm quota 8500, che non sono pochi ma gioca in un altro campionato e non mi stupirei se il barbatrucco si diffondesse a livelli di prezzo inferiori.
I prezzi citati non sono presi dai listini ma da un venditore, sulle Avantgarde sembra propenso a elargire sconti. Attualmente la sezione sub delle Duo può essere pilotata in alternativa dall'ampli a gamma intera della sezione a tromba o dal preamplificatore; le fanno anche totalmente attive e si va a 60k. Costano gli ampli Avantgarde!
Quindi questo giochino del diffusore con la via bassa amplificata ma pilotato da un finale esterno a gamma intera, ha senso?
Io risponderei: si, ma...
SI:
. attualmente i finali in classe D permettono di disporre di grande potenza a costo limitato. Se il costruttore fa le cose per bene l'uso sulle basse è quello preferibile, quindi ok; se lesina su alimentatore e dissipatori il risultato potrebbe essere pessimo;
. commercialmente mi pare avere tutti i requisiti per funzionare, soddisfano una tara mentale degli audiofili: garanzia di successo;
. usare il finale esterno a gamma intera anche se non serve a nulla sulle basse ha un effettivo vantaggio: se il pilotaggio del finale bassi lo prendiamo dalla sua uscita, quando lui non ce la fa si ferma anche quello sui woofer. In pratica, sui wf ci piazziamo un classe D da una marea di W (almeno dichiarati), così siamo sicuri che non clippa prima di quello esterno rendendo il suono esile, stridulo, forse un trapanino; se clippa quello esterno non ci troviamo i bassi che sommergono i medio-alti ormai arrivati. Ha un suo senso;
. non tenta di mettere insieme altoparlanti troppo diversi per convivere pacificamente, si pone un compito più ragionevole: dare una pompatina a una sezione bassa diversamente un po' in affanno.
MA:
. è una soluzione di serie B. Se dobbiamo dotarci di due finali la soluzione migliore e più logica rimane la biamplificazione. X-over elettronico e a ciascun finale la sua gamma e solo quella. Ovviamente tocca prenderci con l'abbinata tra i finali. Purtroppo la multiamplificazione è complessa e ingombrante se fatta con apparecchi esterni alla cassa; non la vuole nessuno se realizzata in forma di diffusore attivo. Me ne rendo conto, ma la multiamplificazione rimane la soluzione tecnicamente superiore.
Non è la prima volta che vi cito una cassa che si finge passiva ma non lo è del tutto:
viewtopic.php?f=5&t=9958&start=620#p170084
Le Sphinx Audio Engineering, delle casse amplificate in piena regola che però avevano l'ingresso ad alto livello, obbligandovi a comperare un finale perfettamente inutile. Tutti bulicci con il portafoglio altrui. Una vera presa per i fondelli e una presenza meritatissima nel 3D "crimini..."
Invece la Paradigm Founder 120H la promuoviamo? Ditemi voi. Intanto è una tower, che è già una colpa grave
Non so quante casse simili esistano attualmente, certamente poche. Se poche rimarranno questo post è tempo perso, se effettivamente sono destinate a proliferare lo vedremo. Nel caso noterei che questa innovazione ha due particolarità: una componente di irrazionalità innegabile e nasce trainata da una tecnologia, la classe D, nata per altro (riduzione costi in audio non hi-fi) che innova principalmente sul fronte dei costi, non sulla realizzabilità tecnica. Caratteristiche che non mi stupiscono, chissà come mai?
Luca