multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

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lucaesse
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multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da lucaesse » domenica 1 novembre 2026, 22:53

Doveva succedere, era nell'aria.

Certe cose non sono evitabili, c'è solo da stabilire se prima o poi, il come e il quando; però se gli ingredienti in un ecosistema ci sono, a un certo punto si combinano ed è fatta: nasce una nuova specie.



Nel caso specifico la ricetta prevede di mescolare:


. diffusori tower, struttura commercialmente non evitabile. Da sempre in difficoltà sulle basse frequenze, adusa all'utilizzo di woofer multipli ma sempre con risultati modesti in fatto di efficienza (in rapporto a estensione e ingombro);

. la guerra della sensibilità. Pace se l'efficienza fa pena, l'importante è che in un confronto in commutazione diretta un diffusore non suoni più fiacco dei potenziali concorrenti. Si risolve ingaggiando una spietata killer: "l'impedenza assassina". Questa miete vittime a mazzi ma quando c'è da vendere non è un problema neutralizzarla con un ampli modello Caterpillar; l'acquirente è libero di proteggersi come preferisce, una volta che ha fatto il bonifico (stavo per scrivere: staccato l'assegno... :oops: ) sono problemi suoi;

. i bassi dichiarati estesi a 30Hz; ma che dico 30, a 20Hz. E se non vi basta ve li faccio partire da 16! Chiaro: in ambiente, con la luna piena, se non fa troppo caldo, e sotto di un certo numero di dB sul quale parlerò solo sotto tortura;

. potete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni per tutto il tempo, ma non potete prendere per i fondelli tutti per tutto il tempo (c'è stato un tempo in cui i presidenti americani dicevano cose sensate, lo avreste mai creduto?);

. è nata la classe D. Meglio: la classe D è ormai cresciuta e da rospetta che era negli anni '90 è diventata una diva super sexy.




Se mischiate tutto ciò e attivate la mistura catturando l'energia di un fulmine otterrete:
.
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La cassa bastarda!

Questa in particolare è la Paradigm Founder 120H



Nata dall'incrocio con una tower passiva e una cassa amplificata. La mia opinione personale è che queste specie sia fertile e che sia destinata a generare abbondante progenie.


Non ci state capendo una beneamata mazza? Perché non vi ho ancora svelato un dettaglio:
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Nella seconda foto vedete una bella vaschetta standard per l'alimentazione di rete, fila con la scatola in basso DX che vedete nella prima foto: evidentemente c'è un'elettronica; :idea: trattasi sicuramente di cassa amplificata.

Ma allora perché quei bei connettori per un ampli, nella classica configurazione bi-wiring che tanto piace ai più spendaccioni? :idea: Deve essere una cassa passiva.


:?: :?: :?: :?


E' entrambe :o : voi la pilotate con il vostro ampli preferito ma lei i woofer li muove con un ampli interno, pilotato dal segnale di potenza del vostro finale (ovviamente previo filtraggio).

Medi e alti hanno un funzionamento convenzionale con regolamentare filtro passivo.



A questo punto la genialata è ovvia, gioca su più livelli:

emotivamente l'utente tratta queste casse come fossero passive, solo con un tocco elettronico in più, che fa quasi trasgressione e comunque è molto sofisticato; continua a poter giocare sostituendo un finale al mese o a usarne uno dal suono caratterizzato che gli va a genio;

l'ampli interno (compatto, economico e potente come solo i classe D sanno fare) consente al costruttore di mascherare l'inefficienza della via bassa e di equalizzarla a dovere. Cosa molto bella perché questo giochino delle casse mangia-corrente a ufo e dalle risposte dichiarate palesemente inverosimili va avanti ormai da un po'; per ora ci sono cascati (quasi) tutti e perciò è il caso di cominciare a chiedersi per quanto ancora possa durare. Forse è ora di cambiare, prima di farsi sbugiardare dalle masse di audiofili (oddio, ce ne vuole... ma ci si può riuscire, alla lunga).



Non vi risolve il problema dell'escursione dei WF e neppure quello del condotto di accordo dimensionato per i 16Hz, se è lì che volevate andare a parare, ma vi da una grandissima mano a vendere delle casse simili a quelle da nababbi a chi non si può permettere gli ampli da 100kg e 20 coppie di finali per bancata.

In alternativa, se la sezione medioalti la fate con impegno e picchiate sull'efficienza, potete continuare a spremere i più denarosi convincendoli a sostituire l'ampli da 20 coppie di finali con un bell'ampli a valvole; e comunque nulla vieta di usare l'ampli da 100kg a stato solido anche se non strettamente necessario.






Vediamola da un'altra angolazione:

agli audiofili le casse amplificate fanno schifo (per N ragioni), comperano quelle passive e conseguentemente alimentano il mercato dei finali; il che è bene.

Tecnicamente le casse amplificate sono molto più razionali e permettono al costruttore migliori prestazioni ma non si vendono e se si vendessero ucciderebbero il turnover degli ampli oltre che il mercato dei super-finali; il che è male, moolto male.

Soluzione: vendiamogli una cassa passiva, che però è amplificata. TOP!







"Ma Luca, è roba già vista!". Si e no.


SI, già vista:

. usare il segnale di potenza a gamma intera per pilotare una via amplificata è uso comune nei sub. E' una soluzione di ripiego, soprattutto per la mancanza di filtraggio del satellite, ma il contesto è molto diverso rispetto all'amplificazione della via bassa di un tre vie; la differenza è rilevante sul piano tecnico, immensa dal punto di vista commerciale: parliamo di oggetti totalmente diversi;

. le Avantgarde Duo erano fatte così da un pezzo. Vero ma oltre ad essere un singolo esempio (ce ne saranno altri ma sicuramente non molti) è totalmente diversa la situazione tecnica. Nel loro caso si trattava del tentativo di far convivere una sezione medio-alti a tromba con elevatissima efficienza, che scendeva verso i medio-bassi con una sezione woofer (più un sub-wf, per la verità: taglio a 170Hz) a radiazione diretta. Una sfida ben più impegnativa rispetto a quella posta dalla nostra tower. Così impegnativa che da sembrarmi più un "tentativo di furbo" per dare l'illusione di possedere un full-horn a chi non se lo può permettere che una risposta razionale al problema dell'amplificazione. Non puoi comperarmi anche il trombone basso? E allora ti vendo un sub in DR con ampli dedicato in modo di poterne alzarne adeguatamente il livello. Auguri ad amalgamare il tutto. Sul piano commerciale non modificano il fatto che la nostra tower con l'ampli in più sia una tendenza nuova.



No, mai vista:

. è la prima volta che vedo un tre vie dall'aspetto convenzionale, che potrebbe essere realizzato in versione puramente passiva , dotato di amplificazione per la via bassa. Quello che ho citato non è l'unico, ero incappato casualmente in un altro diffusore simile ma non sono riuscito a ritrovarlo; commercialmente è roba nuova visto che il confronto con le Avantgarde da 46.500 euro non è fattibile, non c'è solo un'impostazione tecnica diversissima. La tower Paradigm quota 8500, che non sono pochi ma gioca in un altro campionato e non mi stupirei se il barbatrucco si diffondesse a livelli di prezzo inferiori.

I prezzi citati non sono presi dai listini ma da un venditore, sulle Avantgarde sembra propenso a elargire sconti. Attualmente la sezione sub delle Duo può essere pilotata in alternativa dall'ampli a gamma intera della sezione a tromba o dal preamplificatore; le fanno anche totalmente attive e si va a 60k. Costano gli ampli Avantgarde!




Quindi questo giochino del diffusore con la via bassa amplificata ma pilotato da un finale esterno a gamma intera, ha senso?

Io risponderei: si, ma...


SI:

. attualmente i finali in classe D permettono di disporre di grande potenza a costo limitato. Se il costruttore fa le cose per bene l'uso sulle basse è quello preferibile, quindi ok; se lesina su alimentatore e dissipatori il risultato potrebbe essere pessimo;

. commercialmente mi pare avere tutti i requisiti per funzionare, soddisfano una tara mentale degli audiofili: garanzia di successo;

. usare il finale esterno a gamma intera anche se non serve a nulla sulle basse ha un effettivo vantaggio: se il pilotaggio del finale bassi lo prendiamo dalla sua uscita, quando lui non ce la fa si ferma anche quello sui woofer. In pratica, sui wf ci piazziamo un classe D da una marea di W (almeno dichiarati), così siamo sicuri che non clippa prima di quello esterno rendendo il suono esile, stridulo, forse un trapanino; se clippa quello esterno non ci troviamo i bassi che sommergono i medio-alti ormai arrivati. Ha un suo senso;

. non tenta di mettere insieme altoparlanti troppo diversi per convivere pacificamente, si pone un compito più ragionevole: dare una pompatina a una sezione bassa diversamente un po' in affanno.


MA:

. è una soluzione di serie B. Se dobbiamo dotarci di due finali la soluzione migliore e più logica rimane la biamplificazione. X-over elettronico e a ciascun finale la sua gamma e solo quella. Ovviamente tocca prenderci con l'abbinata tra i finali. Purtroppo la multiamplificazione è complessa e ingombrante se fatta con apparecchi esterni alla cassa; non la vuole nessuno se realizzata in forma di diffusore attivo. Me ne rendo conto, ma la multiamplificazione rimane la soluzione tecnicamente superiore.






Non è la prima volta che vi cito una cassa che si finge passiva ma non lo è del tutto:

viewtopic.php?f=5&t=9958&start=620#p170084

Le Sphinx Audio Engineering, delle casse amplificate in piena regola che però avevano l'ingresso ad alto livello, obbligandovi a comperare un finale perfettamente inutile. Tutti bulicci con il portafoglio altrui. Una vera presa per i fondelli e una presenza meritatissima nel 3D "crimini..."



Invece la Paradigm Founder 120H la promuoviamo? Ditemi voi. Intanto è una tower, che è già una colpa grave :lol: ma vi anticipo che anche lei contribuirà all'elenco dei "crimini..."



Non so quante casse simili esistano attualmente, certamente poche. Se poche rimarranno questo post è tempo perso, se effettivamente sono destinate a proliferare lo vedremo. Nel caso noterei che questa innovazione ha due particolarità: una componente di irrazionalità innegabile e nasce trainata da una tecnologia, la classe D, nata per altro (riduzione costi in audio non hi-fi) che innova principalmente sul fronte dei costi, non sulla realizzabilità tecnica. Caratteristiche che non mi stupiscono, chissà come mai?


Luca

doc elektro
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da doc elektro » lunedì 2 novembre 2026, 5:47

io penso che sia una soluzione mica male...

-economicamente si salvano i produttori di tower del razzo perchè la forma è quella. E le gallinacce di casa sono contente.
-economicamente si salvano i tristissimi triodi accesi come lampadine bene in vista sul pannello superiore
-si salvano i personaggi che producono oggetti abbellenti
-si salvano distributori,commissionari,passamano e faccendieri del kaiser che se no avrebbero oggetti in meno da trattare

E poi magari chi ha in casa un vecchio thunderbolt da giostraio ascolta meglio...

C'è ancora un vantaggio ossia che se si abita in un condominio pieno di mummie si toglie corrente dopo una certa ora e si evita di fare tintinnare i bicchieri a casa del vicino
A casa mia si usano i controlli di tono,gli equalizzatori e si usano ancora i tubi catodici. A volte un continental ti può fare volare più in alto dello space shuttle. Certa musica finisce nella stufa,non mi dispiace

bobgraw
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da bobgraw » lunedì 2 novembre 2026, 12:16

lucaesse ha scritto: ↑
domenica 1 novembre 2026, 22:53

Quindi questo giochino del diffusore con la via bassa amplificata ma pilotato da un finale esterno a gamma intera, ha senso?
Qualche tempo fa avevo adocchiato questa Paradigm 120 ma poi l'avevo accantonata per i troppi lati oscuri.

La questione che poni è commercialmente molto interessante per l'obiettivo di poter scegliere un finale esterno di qualità per la gamma medio-alta, lasciando alla Founder 120H la gestione autonoma dei woofer.

Il dubbio fondamentale è questo: il finale esterno non dovrebbe pilotare la gamma bassa, ma potrebbe comunque vedere elettricamente una parte del circuito dei woofer, a seconda di come Paradigm ha realizzato la separazione interna.

A noi non basta quindi vedere che ci sono morsetti bi-wiring: dobbiamo distinguere tra separazione del crossover, isolamento elettrico e presenza di un amplificatore interno.

Paradigm dichiara che il finale interno gestisce i woofer, mentre l'amplificatore esterno è destinato alla gamma medio-alta e che il taglio dei bassi è a 300 Hz, presumo passivo.

Ma la domanda che mi ero posto é: il finale esterno vede il carico dei woofer?

E' qui c'è la distinzione elettrica più importante.

Se i woofer sono collegati all'uscita dell'amplificatore interno, mentre i morsetti destinati all'amplificatore esterno alimentano esclusivamente il crossover passivo di medio-alti, i due circuiti sono separati dal punto di vista dell'uscita di potenza, allora in questa configurazione:
- il finale esterno non eroga corrente ai woofer;
- non vede l'impedenza delle bobine dei woofer;
- non deve contrastare elettricamente il finale ICEpower;
- vede soltanto il carico della sezione passiva medio-alta.
Non è quindi una questione di impedenza dei woofer sufficientemente elevata: è una questione di separazione dei circuiti.

Ma che cosa sappiamo sull'impedenza ai morsetti?

Paradigm dichiara per la 120H dati che riguardano l'interfaccia destinata all'amplificatore esterno, non i sei woofer delle due torri.

Il manuale Founder contiene istruzioni generiche sul bi-wiring e sul bi-amping passivo per tutta la serie, ma come al solito NON pubblica uno schema elettrico dettagliato della sezione attiva della 120H, né una curva d'impedenza misurata ai morsetti.

La mia conclusione
La 120H sarebbe una soluzione interessante:
- il finale interno in classe D si occupa della sezione più energivora;
- il finale esterno lavora sulla sezione medio-alta;

Ma non risulta documentato come il finale esterno possa essere influenzato elettricamente dall'uscita di potenza del modulo in Classe D e se il carico presentato al finale esterno sotto i 300Hz sia nominalmente >> di 8 Ω (infinito), senza dover pilotare direttamente i woofer.

Neppure una rivista che pubblichi lo schema dei collegamenti posteriori e il punto esatto in cui viene prelevato il segnale per l'amplificatore dei bassi, magari su Audio Review l'hanno provata, se qualcuno ha quel numero potrebbe dare una sfogliata e riportare qui per curiosità.

Questo permetterebbe di distinguere un semplice carico d'ingresso ad alta impedenza (tipo i sub REL) da una separazione completa dei due percorsi di potenza.
Ultima modifica di bobgraw il lunedì 2 novembre 2026, 17:27, modificato 2 volte in totale.

marcorossi
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da marcorossi » lunedì 2 novembre 2026, 16:09

Non mi sembra niente di fuori dal coro. Tante casse montano il loro amplificatore interno. Dove sta la novità?
Per i principianti possiamo consigliarli, seguirli e indirizzarli verso qualcosa che per noi è, diciamo, adatto a loro.
Dedicato a chi cerca una soluzione semplice e flessibile. Dai un'occhiata.

lucaesse
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da lucaesse » lunedì 2 novembre 2026, 17:31

Doc elektro:
... si salvano i tristissimi triodi accesi come lampadine bene in vista sul pannello superiore
Doc, e delle valvole tipo ECC8x con il led colorato infilato nel buco dello zoccolo che mi dici? :lol:



Bobgraw:
Il dubbio fondamentale è questo: il finale esterno non dovrebbe pilotare la gamma bassa, ma potrebbe comunque vedere elettricamente una parte del circuito dei woofer, a seconda di come Paradigm ha realizzato la separazione interna.
La curva dell'impedenza è la ragione per cui ho deciso che un post in "crimini..." ci va d'obbligo. E' in arrivo.



Marcorossi:
Non mi sembra niente di fuori dal coro. Tante casse montano il loro amplificatore interno. Dove sta la novità?
Ne conosci altre? Nel caso posta i modelli, grazie. Sono molto interessato. Io so per certo di averne visto un'altra ma non vado oltre e comunque non la ritrovo.

aldusmanutius
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da aldusmanutius » lunedì 2 novembre 2026, 17:36

Già doveva succedere, era proprio nell' aria.
Copio platealmente l' incipit di Lucaesse che ogni giorno di più diventa l' alter ego di Fabrizio.
Stesse idiosincrasie (i tower sopra ogni cosa) e la stessa voglia di denigrare l' audio industry a tutti i livelli, meglio se l' High end, la cosa non è qualificante per lo spazio anche se molto spesso corredata di contenuti tecnici corretti e puntuali. Comunque noto che sempre più l' impronta è comune.
Per carità... anche stavolta un po' ci ha preso, e la definizione di "cassa bastarda" è magnifica; al tempo stesso pertinente e non centrata perché a uno vengono in mente la pletora di speakers che circolano con impedenze e rotazioni di fase proibitive e non è questo il caso, anzi, anche se è facile da pilotare come al solito viene bocciato
...
Sarà perché possiedo proprio uno speaker configurato come quello...per giunta oramai anziano (l' anno prossimo le mie, comprate nel 2015 compiranno 20 anni); ma io continuo a trovarla una soluzione finalmente diversa e non la solita passiva o peggio full-active che mi toglie il piacere di decidere che diavolo di finale usare. Quindi lo trovo tutt'altro che un crimine e ti garantisco che non mi piace buttare i soldi...
Di serie B? Si forse perché ti costringe a usare uno stadio di amplificazione in più (il finale esterno) il che non depone a favore del concetto di filo con guadagno.
Ho trovato soprattutto pertinenti sulla questione fondamentale di ciò che vede il finale esterno in relazione al cross adoperato, segnalo le osservazioni di bobgraw che riporto testualmente:
"Ma non risulta documentato come il finale esterno possa essere influenzato elettricamente dall'uscita di potenza del modulo in Classe D e se il carico presentato al finale esterno sotto i 300Hz sia nominalmente >> di 8 Ω (infinito), senza dover pilotare direttamente i woofer".
Aggiungo una mia personale perplessità per le belle Paradigm a riguardo del bi-wiring che in questa configurazione mi lascia perplesso.
Io resto convinto che la soluzione in esame sia dettata fondamentalmente da una necessità di distinguersi in un panorama iper congestionato di offerta sovrabbondante, c'è chi punta ai cabinet ultra rigidi, chi in bambù o in vetro, chi punta tutto su driver esotici e chi sull'alta sensibilità o attraverso le trombe dalle fogge più disparate... Quindi per me assolti con formula piena.
e niente domande please... Sai già che non risponderei

lucaesse
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da lucaesse » lunedì 2 novembre 2026, 19:13

Aldusmanutius:
... Stesse idiosincrasie (i tower sopra ogni cosa) e la stessa voglia di denigrare l' audio industry a tutti i livelli, meglio se l' High end, la cosa non è qualificante per lo spazio anche se molto spesso corredata di contenuti tecnici corretti e puntuali.
Ciao Aldusmanutius, in realtà no, non sono idiosincrasie. E' che la forma-diffusore tower ha difetti intrinseci, non è un caso se, spero, le mie critiche prendono spunto da problematiche concrete, sulle quali si può discutere.


Il fatto che criticarle sembri una idiosincrasia deriva da una circostanza: nonostante che abbiano pregi (prevalentemente di tipo non acustico) e difetti (dal punto di vista delle prestazioni sonore) sono diventate quasi monopolizzatrici del mercato, quindi capita spesso di averci a che fare. Questo predominio non ha senso visto che il mercato dovrebbe essere rivolto ad utilizzatori interessati prima di tutto al risultato sonoro. Così almeno gli audiofili raccontano di sé stessi.



Se gli adoratori del dio suono officiano i loro riti con colonne di dimensioni varie, che sono comode da inserire nell'arredamento ma non in grado di avvicinarsi troppo alla divinità sonora, qualche cosa è andato storto.

O i venditori sono abilissimi nel magnificare le loro slanciate creature ben oltre i reali meriti acustici, o i consumatori il dio suono se lo filano così così e in realtà sono interessati maggiormente all'estetica, massimamente se ispirata a un obelisco.


Però almeno una delle due parti mente, non si scappa!


Sarebbero pure affaracci loro, non è che ci tenga ad immischiarmi negli aspetti psicologici degli acquisti audio, se non fosse per un risultato a cui non posso (possiamo) sottrarci: l'offerta di diffusori è limitata per tipologie e prestazioni.

Il meccanismo mi danneggia come consumatore.




A maggior ragione trovo del tutto appropriato contestare i prodotti dal prezzo totalmente fuori scala rispetto alle prestazioni e alle tecniche utilizzate.

La proposta di apparecchi dal costo imbarazzante sarebbe irrilevante se si trattasse di piccole nicchie di mercato e fosse chiaro l'effettivo contenuto tecnico di quei prodotti. Ma se invece certe stramberie diventano dei riferimenti il risultato è ovvio e purtroppo concretamente visibile: i costi esplodono impazziti.

E nuovamente ne pago pegno come consumatore.



Il mercato audio potrebbe essere molto ma molto migliore ed efficiente, cioè proporre apparecchi migliori per prestazioni a parità di costo, se non fosse diffusa la poco edificante abitudine di bersi qualunque sciocchezza si inventi il venditore di turno. Cosa assolutamente odiosa e dannosa quando praticata da recensori più o meno professionali.


Se tentano di vendermi cose di modesta qualità a prezzo esorbitante, avrò il diritto di contrariarmi? Un po' di spirito critico da parte degli utenti farebbe bene a tutti, garantito che i nostri impianti suonerebbero meglio e ad un prezzo ragionevole. Quindi non sono d'accordo con te:

le critiche ai prodotti sono assolutamente qualificanti per il forum; lo sarebbero anche risultassero sbagliate: visto che se ne discute liberamente, correggere il tiro è parte del gioco.




Che le Paradigm Founder 120H non stiano nel 3D "crimini..." non è un caso: non mi pare che questo 3D abbia intento denigrativo.

Però avranno certamente pregi e difetti e, visto che a osannare ogni prodotto c'è già un nutrito coro, io cerco di guardare anche i difetti. Poi ciascuno si fa la lista dei pro e contro a gusto suo, in base alle sue particolari esigenze.


Buona serata!

Luca


P.S. Io come alter ego di F.C. ho le stesse possibilità di riuscita che avrei come concorrente del Tourist Thropy, fai tu.

lucaesse
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da lucaesse » lunedì 2 novembre 2026, 19:24

"Cassa Bastarda" è sicuramente una denominazione provocatoria ma ha un chiaro riferimento tecnico nella commistione della tipologia passiva con quella attiva.

Non è da intendersi come insulto, mentre se mai dovessi scrivere "Cassa di Razza" probabilmente sarò sarcastico.

Evito di lanciarmi nell'apologia del mischione genetico in chiave evolutiva, già fin troppo questa piccola precisazione.


Luca

lucaesse
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da lucaesse » lunedì 2 novembre 2026, 20:01

Aldusmanutius:
Sarà perché possiedo proprio uno speaker configurato come quello...per giunta oramai anziano
che modello è? raccontacelo! Non sapevo che esistessero casse così già da tempo.


Quando dici:
Io resto convinto che la soluzione in esame sia dettata fondamentalmente da una necessità di distinguersi in un panorama iper congestionato di offerta sovrabbondante, c'è chi punta ai cabinet ultra rigidi, chi in bambù o in vetro, chi punta tutto su driver esotici e chi sull'alta sensibilità o attraverso le trombe dalle fogge più disparate...
ti riferisci solo al bi-wiring o all'impostazione generale?


Ciao

marcorossi
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Re: multi-amp si? multi-amp no? Vince la cassa bastarda?

Messaggio da marcorossi » lunedì 2 novembre 2026, 21:03

lucaesse ha scritto: ↑
lunedì 2 novembre 2026, 17:31
Marcorossi:
Non mi sembra niente di fuori dal coro. Tante casse montano il loro amplificatore interno. Dove sta la novità?
Ne conosci altre? Nel caso posta i modelli, grazie. Sono molto interessato. Io so per certo di averne visto un'altra ma non vado oltre e comunque non la ritrovo.
Non mi sono letto le specifihe del modello in questione. Dove sta la novità di questo diffusore?
Per i principianti possiamo consigliarli, seguirli e indirizzarli verso qualcosa che per noi è, diciamo, adatto a loro.
Dedicato a chi cerca una soluzione semplice e flessibile. Dai un'occhiata.

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